Tu aspetti tutti

TU ASPETTI TUTTI

 

Signore, nessuno vive tanto nell’attesa come te!

Nella tua misericordia tu aspetti tutti:

quelli che sono lontani e quelli che sono vicini.

Quelli che dicono “sì” e quelli che dicono “no”.

Quelli pronti prima del tempo e quelli che procrastinano.

Il figlio prodigo che ritorna come un mendicante e il fratello maggiore che lo incolpa.

Quelli che avvertono la tua presenza nei passaggi più comuni della vita e quelli che solcano i suoi corridoi infiniti accumulando sempre più silenzio e domande.

Quelli che ti ricordano a ogni momento, e gli indifferenti.

Quelli che ti vedono nella certezza e quelli che per i quali il tuo mistero si compara ai frammenti di un enigma sparsi e indecifrabili.

Quelli che riconoscono le tue tracce indiscutibili e quelli che non ti trovano da nessuna parte.

Quelli che nel ripetere il tuo nome percepiscono lo spuntare del giorno e quelli che si sentono proiettati ancor di più nello sconforto della notte.

Quelli che ti chiamano per nome e quelli per i quali sei dolorosamente innominabile.

Davvero, Signore, tu sei in attesa di tutti.

Di quanti ti cercano con ansia e di quanti non s’interrogano mai.

Di quanti ogni giorno ti pregano «Vieni, Signore!» e di coloro per i quali la preghiera è una ferita silenziosa, una convulsione, un tormento o una rivolta.

È bello sapere che, nell’immensità della tua attesa traboccante di compassione, ciascuno è ancora in tempo per la speranza.

 


di: José Tolentino Mendonça
su Avvenire 28 novembre 2020 – Rubrica “Pregare a occhi aperti”

 

Cari-Nonni 4

Ecco il numero 4 del giornalino “Cari nonni…” dedicato agli anziani senza internet.

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Cari-Nonni 3

Ecco il numero 3 del giornalino “Cari nonni…” dedicato agli anziani senza internet.

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Cari-Nonni 2

Ecco il numero 2 del giornalino “Cari nonni…” dedicato agli anziani senza internet e invitiamo a farlo girare anche sulle chat perché chiunque ha in casa una stampante (anche in bianco/nero va bene), anche i ragazzi e i giovani, possa farne una copia da mettere nella cassetta della posta, o sotto la porta di una persona vicina di casa che non usa internet.

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Mese di Maggio 2020 completo

Parrocchia Sant’Andrea dell’Ausa (Crocifisso)

MESE DI MAGGIO 2020


Maria, Vergine dell’ascolto, Madre della Parola


LA BIBBIA E’ LA GRANDE STORIA D’AMORE TRA DIO E L’UMANITA’

(Papa Francesco)

Perché pregare con il Rosario?

Il Rosario, attraverso Maria, ci porta a Cristo. Con il rosario siamo invitati con Maria a contemplare il volto di Cristo. Nel ripercorrere i misteri del Rosario ci faremo guidare da alcuni versetti dei Salmi. Sono le preghiere con le quali hanno pregato sia Maria che Gesù e tutte le generazioni dei fedeli. I Salmi annunciano i grande eventi della vita di Gesù.

 


INTENZIONE DI PREGHIERA

Mettiamo un’intenzione

Ogni giorno un’intenzione di preghiera, condivisa da tutta la nostra comunità. Quello che viene proposto è solo un titolo che ciascuno potrà ampliare, specificando più in dettaglio che cosa chiede al Signore a riguardo di quella intenzione.

  1. Per il nostro Papa Francesco, perché ..….
  2. Per la pace nel mondo, perché ..….
  3. Per l’unità dei cristiani, perché ..….
  4. Per i perseguitati a causa della fede, perchè ..….
  5. Per le famiglie, perché …..
  6. Per i fidanzati, perché …..
  7. Per i genitori in attesa di un figlio, perché …..
  8. Per i genitori che hanno perso i loro figli, perché …..
  9. Per gli anziani abbandonati, perché …..
  10. Per le vittime della violenza domestica, perché ….. 
  11. Per il nostro Vescovo, i preti e i diaconi, perché …..
  12. Per le vocazioni sacerdotali e religiose, perché …..
  13. Per i missionari e le missionarie, perché …..
  14. Per i frati e per le suore, perché …..
  15. Per i laici ministri della chiesa, perché …..
  16. Per le persone impegnate in politica, perché …..
  17. Per i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari, perché …..
  18. Per i volontari della carità, perché …..
  19. Per gli ammalati, perché …..
  20. Per chi è nella sofferenza, perché …..
  21. Per i nostri defunti, perché …..
  22. Per i bambini e i ragazzi, perché …..
  23. Per i giovani, perché …..
  24. Per insegnanti e operatori scolastici, perché …..
  25. Per i poveri e gli ultimi, perché …..
  26. Per i lavoratori, perché …..
  27. Per i disoccupati, perché ….
  28. Per i carcerati, perché …..
  29. Per i migranti e gli immigrati, perché …..
  30. Per quelli che non hanno casa, perché …..
  31. Per il rispetto dell’ambiente, perché …..

INIZIAMO CON UN CANTO (a scelta)

questi titoli sono collegamenti  per l’ascolto – i testi dei canti sono in fondo 

Ave, Maria, splendore del mattino

Preghiera a Maria

Ave, Maria (Verbum Panis)

Santa Maria del cammino

Come Maria

Giovane donna

Dell’aurora tu sorgi più bella

E’ l’ora che pia

Mi alma canta

La Guadalupana

Salve Regina (GEN)

 


CONTEMPLIAMO

MISTERI DELLA GIOIA (lunedì e sabato)

Primo mistero: L’annuncio dell’angelo Gabriele a Maria Vergine.

– Io dico al Signore “Tu sei il mio Dio”(salmo 139,7)
– Benedetto il Signore, che ha fatto per me meraviglie di grazia.(salmo 31,22)
– Tutto ciò che vuole il Signore, lo compie in cielo e sulla terra, nei mari e in tutti gli abissi. (salmo 134,6)

Secondo mistero. La visitazione di Maria ad Elisabetta.

– Ricordati di me, Signore, per amore del tuo popolo, visitami con la tua salvezza. (Salmo 102,4)
– Mostrami, Signore, la tua via, guidami sul retto cammino. (Salmo 27,11)
– La mia bocca racconterà la tua giustizia; ogni giorno la tua salvezza. (Salmo 71,15)

Terzo mistero: La nascita di Gesù a Betlemme.

– Tu sei mio figlio, io oggi ti ho generato. (Salmo 2,7)
– In lui siano benedette tutte le stirpi della terra e tutte le genti lo dicano beato. (Salmo 72,17)
– O Dio, mio re, voglio esaltarti, e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. (Salmo 145,2)

Quarto mistero: La presentazione di Gesù al Tempio.

– Non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato. Allora ho detto “Ecco, io vengo”. (Salmo 40,7-8)
– Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. (Salmo 98,2)
– Giudicherà il mondo con giustizia e i popoli con rettitudine. (Salmo 98,9)

Quinto mistero: Il ritrovamento di Gesù nel tempio.

– Il Signore si confida con chi lo teme, gli fa conoscere la sua alleanza. (Salmo 25,14)
– Se ascoltaste oggi la sua voce! Non indurite il cuore. (Salmo 95,8)
– Non togliere dalla mia bocca la parola vera…Osserverò continuamente la tua legge in eterno e per sempre. (Salmo 119,43-44).


MISTERI DELLA LUCE (giovedì)

Primo mistero: Il Battesimo nel Giordano.

– Il Signore tuonò dal cielo, l’Altissimo fece udire la sua voce. (Salmo 18,14)
– Annunciano i cieli la sua giustizia e tutti i popoli vedono la sua gloria. (Salmo 97,6)
– Mandò a liberare il suo popolo, stabilì la sua alleanza per sempre. (Salmo 18,14)

Secondo mistero. Alle nozze di Cana Gesù trasformò l’acqua in vino.

– Sia benedetto Dio che non ha respinto la mia preghiera, non ha negato la sua misericordia. (Salmo 66,20)
– Grande tu sei e compi meraviglie. Tu solo sei Dio. (Salmo 86,10)
– Il nostro Dio è un Dio che salva. (Salmo 68,21)

Terzo mistero: La predicazione – Gesù annuncia il Regno di Dio.

– La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima, la testimonianza del Signore è verace, rende saggio il semplice. (Salmo 19,8)
– Manda sulla terra il suo messaggio e la sua Parola corre veloce. (Salmo 147,15)
– Se ascoltaste oggi la sua voce! (Salmo 95,8)

Quarto mistero: La Trasfigurazione.

– Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto”. (Salmo 27,8)
– Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto. (Salmo 67,1)
– E’ in te la sorgente della vita, alla tua luce vediamo la luce. (Salmo 36,10)

Quinto mistero: La istituzione dell’Eucarestia.

– Diede loro pane del cielo, l’uomo mangiò il pane dei forti, diede loro cibo in abbondanza. (Salmo 78,24-25)
– Davanti a me tu prepari una mensa. (Salmo 23, 5)
– Egli rende giustizia agli oppressi, da il pane agli affamati. (Salmo 14,67)


MISTERI DEL DOLORE (martedì e venerdì)

Primo mistero: Il Getsemani, l’agonia di Gesù.

– Perché le genti congiurano contro il Signore e il suo consacrato. (Salmo 2,1-2)
– Trema tutta l’anima mia. Ma tu, Signore, fino a quando? (Salmo 6,4)
– Ma io confido in te, Signore, dico “Tu sei il mio Dio, nelle tue mani sono i miei giorni”. (Salmo 31,15-16)

Secondo mistero: La flagellazione di Gesù alla colonna.

– A te protendo le mie mani, sono davanti a te come terra assetata. (Salmo 143,6)
– Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori. (Salmo 22,17)
– Molti sono i mali del giusto, ma da tutti lo libera il Signore, custodisce tutte le sue ossa, neppure uno sarà spezzato. (Salmo 34,20-21)

Terzo mistero: La coronazione di spine.

– Il loro animo è insensibile, le loro bocche parlano con arroganza. (Salmo 17,10)
– Non c’è delitto in me, non c’è peccato, Signore, senza mia colpa accorrono e si schierano. (Salmo 59,4)
– Signore, è davanti a te ogni mio desiderio e il mio gemito non ti è nascosto. (Salmo 38,10)

Quarto mistero: La via dolorosa, Gesù porta la croce al Calvario.

– Nell’andare se ne va piangendo, portando la semente da gettare. (Salmo 126,6)
– I malvagi mi hanno teso un tranello, ma io non ho deviato dai tuoi precetti. (Salmo 118,10)
– Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. (Salmo 118,105)

Quinto mistero: Crocifissione e morte di Gesù. 

– Alle tue mani affido il mio Spirito, tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele. (Salmo 31,6)
– Posso contare tutte le mie ossa. Essi stanno a guardare e mi osservano: si dividono le mie vesti, sulla mia tunica gettano le sorti. (Salmo 22, 18-19)
– Guardate a Lui e sarete raggianti, i vostri volti non dovranno arrossire. (Salmo 34,6)


MISTERI DELLA GLORIA (mercoledì e domenica)

Primo mistero: La risurrezione di Gesù da morte.

– Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci in esso ed esultiamo. (Salmo 118,24)
– Se cammino in mezzo al pericolo tu mi ridoni vita. (Salmo 138,7)
– Il nostro Dio, è un Dio che salva; Al Signore Dio appartengono le porte della morte. (Salmo 68,21)

Secondo mistero: L’ascensione   di Gesù al cielo.

– Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. (Salmo 47,6)
– La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo, una meraviglia ai nostri occhi. (Salmo 118,22)
– Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi. (Salmo 110,1)

Terzo mistero: La discesa dello Spirito Santo.

– Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra. (Salmo 104,3)
– Mostrami i prodigi della tua misericordia. (Salmo 17,7)
– Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno. (Salmo 111,11)

Quarto mistero: L’assunzione di Maria Vergine al Cielo.

– Per questo gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima. (Salmo 16,9)
– Gioia piena nella tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. (Salmo 16,11)
– Io, invece, per il tuo grande amore, entro nella tua casa. (Salmo 16,9)

Quinto mistero: L’incoronazione di Maria, nella gloria degli angeli e dei santi in cielo.

– Figlie di re fra le tue predilette. Alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir. (Salmo 45,10)
– Entra la figlia del re: è tutta splendore, tessuto d’oro è il suo vestito. (Salmo 45,14)
– Il tuo nome voglio ricordare fra tutte le generazioni, così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. (Salmo 45,18)

 


SALVE REGINA, madre di misericordia,
vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva;
a te sospiriamo gementi e piangenti
in questa valle di lacrime.
Orsù dunque, avvocata nostra,
rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi
e mostraci dopo questo esilio, Gesù,
il frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

  


Venerdì 1 Maggio

Atto di Affidamento dell’Italia a Maria

Raccogliendo la proposta e la sollecitazione di tanti fedeli, la Conferenza Episcopale Italiana affida l’intero Paese alla protezione della Madre di Dio come segno di salvezza e di speranza. Lo farà venerdì 1° Maggio, alle ore 21, (seguiamo in TV) con un momento di preghiera, nella basilica di Santa Maria del Fonte presso Caravaggio (diocesi di Cremona, provincia di Bergamo).


⊕   RIFLESSIONI

 


Lunedì 4 Maggio

“FATE QUELLO CHE VI DIRA’”

Fate quello che vi dirà”, sono le ultime parole di Maria nel Vangelo, poi lei scompare dietro le parole del Figlio, non parlerà più. Sono il suo testamento, e come ogni testamento deve essere una legge carissima per i figli, per ogni figlio. Poi non parlerà più! E cosa poteva dire di più forte! Fate tutto quello che lui ha detto. Fate il Vangelo, fate cose da Vangelo, fatelo tutto intero.

Per vivere il Vangelo dobbiamo decidere di prenderlo in mano, di leggerlo, meditarlo, per riuscire a capire in quale Dio crediamo quando affermiamo: “Io credo in Dio”. E quello che cercheremo di fare in queste sere di maggio in cui ci ritroviamo a pregare con il Rosario e a meditare su alcuni passi del Vangelo aiutati dalle riflessioni del teologo Paolo Curtaz.

La Parola accolta può suscitare in noi una conversione profonda e radicale, come ci ricorda la lettera agli Ebrei (4,12): Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.

E Gesù e venuto per svelarci il vero volto di Dio, il volto del Padre. Un Dio che va verso la pecora perduta. A noi non resta che farci prendere in braccio. “Se non diventerete come bambini, non entrerete…”. Il Padre rallenta il suo passo sul ritmo del nostro, impolvera i suoi piedi sulle nostre strade. E’ il Dio della Bibbia che abbrevia il suo passo sulla misura del nostro, dentro la polvere dei nostri sentieri.

Ti ringrazio, Signore,
perché vieni sull’asinello e non sui cherubini,
vieni nell’umiltà non nella grandezza.
Vieni nelle fasce non nell’armatura di un guerriero,
vieni nella mangiatoia non nelle nubi del cielo,
fra le braccia di tua Madre
non sul trono della tua maestà.
Vieni verso di noi e non contro di noi,
vieni per salvare non per giudicare,
per visitarci nella pace non per condannare nel furore.
Se vieni così, Signore Gesù,
invece di fuggirti noi corriamo verso di te.

     


Martedì 5 maggio

“SIMONE IL LEBBROSO”

Dal Vangelo di Luca (7,36-50): “Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”.

Gesù allora gli disse: “Simone, ho da dirti qualcosa”. Ed egli rispose: “Di’ pure, maestro”.  “Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta.  Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?”.  Simone rispose: “Suppongo sia colui al quale ha condonato di più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”.  E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo . Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco”.  Poi disse a lei: “I tuoi peccati sono perdonati”.  

Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”.  Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”.

Questo testo rivela la grandezza interiore del Signore Gesù, la sua attenzione verso gli ultimi, la sua compassione e libertà, la sua capacità di mettere in discussione le persone senza offenderle. E’ la storia di un pranzo finito in malo modo, di una situazione imbarazzante che, pure, Gesù affrontò con straordinaria capacità. L’irruzione della prostituta del paese durante il pranzo nella casa di un ricco fariseo crea uno scompiglio che possiamo immaginare…

Noi seguiremo il percorso di Simone, il ricco fariseo che invita il Maestro di Nazareth, personaggio solo apparentemente marginale.

 


Mercoledì 6 Maggio

“LO INVITO’ A PRANZO”

Uno dei farisei lo invitò a pranzo”.
V
eniamo a sapere solo nel prosieguo del racconto che il padrone di casa si chiama Simone, l’unico fariseo, insieme a Nicodemo nel Vangelo di Giovanni, ad essere chiamato per nome. Matteo nel suo Vangelo(26,6) “Mentre Gesù si trovava a Betania, in casa di Simone il lebbroso…”, ci dice che Simone è stato malato di lebbra, ha conosciuto il dramma di una malattia devastante, ripugnante, che isola dalla società, vista da molti come una punizione divina.

Perché lo invita? Nel testo non viene specificato, ma possiamo farci un idea. Gesù non è ben visto dai farisei: lo accusano di essere un popolano senza cultura, di trasgredire i precetti della legge orale e in più di un occasione si erano scontrati con lui come possiamo leggere nel Vangelo di Luca: Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?…Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e cattiveria…Guai a voi farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze…”. Forse Simone vuole trarlo in inganno, tendergli una trappola, non sarebbe la prima volta. O forse, Simone vuole dimostrare ai suoi compagni di fede di avere una mente aperta, che non giudica qualcuno senza prima avere indagato a fondo la sua posizione come ci ricorda il Vangelo di Giovanni: La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?” Gesù è un profeta o no? Simone vuole chiarire personalmente la questione.

Senza forzare la Parola, si ha l’impressione, leggendo, che Simone sia molto attento all’apparenza, al giudizio, a ciò che dice la gente. Gesù accetta l’invito, senza problemi. Non è classista, non c’è l’ha con i farisei, non fa di tutta l’erba un fascio. Partecipa al pranzo, come farà in altre occasione, Luca (11,37) “Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola”. Luca (14,1) “Un sabato si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano ad osservarlo. Ma partecipa da uomo libero, quale è. Gentile, ma non servile. Non ha paura di intervenire davanti alle situazioni di ingiustizia.

 


Giovedì 7 Maggio

“ED ECCO”

Tutto sembra procedere per il verso giusto. Ma arriva il colpo di scena. “Ed ecco”. Con grande abilità narrativa Luca fa entrare in scena una donna evidentemente non invitata. La conoscono tutti, è una donna del villaggio, la prostituta del villaggio. Ha saputo che c’è il Nazareno ospite di Simone il lebbroso, entra, senza chiedere permesso, non ha paura delle conseguenze del suo gesto. Si accovaccia dietro, ai piedi del Signore. Piange. Le sue lacrime bagnano i piedi di Gesù. I suoi capelli li asciugano. Bacia i piedi. Li unge con l’olio che ha portato con sè.

Luca descrive l’accaduto senza intervenire, senza aggiungere, senza commentare. Ma per chi conosce bene la Scrittura, per un ebreo, per un fariseo, quella scena è sconcertante, sconveniente, oscena. Toccare i piedi, baciare i piedi, asciugare i piedi. Tre volte viene ripetuto il termine piedi. Lavare i piedi nella Scrittura, è un eufemismo per indicare il rapporto sessuale. Dal Secondo libro Samuele(11,8) “Poi Davide disse a Uria:”Scendi a casa tua e lavati i piedi”. La donna compie gesti di seduzione, entra con i capelli sciolti. Le donne ebree velavano il capo, fin dalla pubertà. I capelli sciolti erano una potente arma di seduzione, dal libro di Giuditta(16,8) “…cinse i suoi capelli con un diadema e indossò una veste di lino per sedurlo”. Solo il marito li poteva accarezzare. Solo le prostitute tenevano i capelli sciolti.

Questa donna usa l’unico linguaggio che ha, che la rende visibile agli occhi degli uomini. Condannate a prostituirsi, come molte altre bambine abbandonate per strada e raccolte dai mercanti di schiavi, non ha avuto alcuna scelta, alcun affetto, alcuna attenzione. Gesù lo sa bene. Non vede malizia o seduzione in quei gesti. Vi legge un immenso dolore, tanto desiderio di bene, tanta solitudine. Quelle lacrime, silenziose, sincere, danno un interpretazione ben diversa a quello che sta succedendo. Gesù vede solo un disperato bisogno di amore in quel gesto. Non cosi Simone.

 


Venerdì 8 maggio

“SE FOSSE UN PROFETA”

Il gelo è piombato nella casa, una situazione che suscita immenso imbarazzo. Tutti tacciono, Simone pensa. E non pensa male, non è malizioso. Non avanza insinuazioni sulla condotta del Maestro, ma sul suo carisma profetico. Lasciarsi toccare da una prostituta, una donna impura, significa contrarre l’impurità. Quindi, evidentemente, Gesù non sa che tipo di donna sia questa, altrimenti non si lascerebbe nemmeno sfiorare. Quindi non è un profeta. Gesù, invece si lascia toccare e amare da quella donna. Lei ne ha bisogno più di tutti.

Il ragionamento di Simone, tipico di certe persone, tipico di noi credenti di lungo corso che rischiamo di vivere in mondi chiusi, ovattati, autoreferenziali, dà per scontato che l’impurità si trasmette, che contagi. E che non esista un contagio al contrario, la trasmissione della salvezza. Ha uno schema mentale. Puro e impuro, buono e cattivo, sacro e profano, giusto e sbagliato. Al centro mette la norma, la regola, la casistica. Giudica la donna. Giudica Gesù. Tutto è chiaro, ora. Certamente Gesù non è un profeta. Io sono come il fariseo, sinceramente. Avanzo per stereotipi, per pregiudizi. Mi rassicurano, identificano chi ho davanti, semplificano il mondo e le relazioni. Destra, sinistra. Italiano, straniero. Nord, Sud. Uomo, donna. Vecchio, giovane. Protestante, cattolico. Etero, o no. Tutto torna, le persone vengono incasellate. Credo di sapere cosa pensa un vecchio uomo di destra del Sud, etero e cattolico. O una giovane donna straniera. O… Non ho la mente libera. Bado molto all’apparenza. E anche al giudizio degli altri su di me. Figuriamoci. No, non sono libero. Meno male che Gesù mi scuote.

 


Lunedì 11 maggio

“SIMONE, HO QUALCOSA DA DIRTI”

Gesù lo chiama per nome. Il ricco ora ha un nome: Simone. E’, anzitutto, Simone. Prima di essere un fariseo, un lebbroso guarito, un ricco, uno attento alle apparenze, una persona che giudica. E’ Simone, e a Simone, Gesù chiede di giudicare Simone.

“Maestro dì pure”. Gesù gli parla di un fatto di cronaca, semplice, banale. Ci sono due debitori, uno deve al creditore un anno e mezzo di stipendio. Un altro un decimo di quella cifra. Da una parte diciamo ventimila euro, dall’altra duemila euro. Il creditore decide di condonare il debito, visto che nessuno ha di che saldarlo. Anzi di graziare entrambi. Ha a che fare con la grazia, con la gratuità, con la generosità, quel gesto. Non è dovuta quella decisione, non è nemmeno prevista.

Gesù chiede a Simone: “Chi dei due lo amerà di più. Chi sarà più felice”. Ovvio: Colui che aveva un debito maggiore. Simone è interdetto. Dove sta la fregatura? La sua risposta esprime la perplessità: “Ritengo sia colui al quale ha condonato di più”. La risposta è evidente. Perché questa domanda? Si tiene sul vago, ammette che ci siano altre possibilità. Dovrebbe essere palese, ma evidentemente qualcosa gli sfugge. Sta imparando qualcosa di nuovo. Che, al di là delle apparenze, ci sono verità profonde. Ha chiamato Gesù Maestro. E Gesù, da buon maestro, forse con un pizzico di ironia, lo valuta: “Hai giudicato rettamente”. Bene, bravo, sette più.

 


Martedì 12 maggio

“SIMONE, VEDI QUESTA DONNA”

Gesù invita Simone a fare ciò che non ha saputo fare: “Vedi questa donna?”. No non l’ha proprio vista, finora. Affatto. Ha visto una prostituta, ha visto gesti ambigui. Ha visto, inorridito, che Gesù si è lasciato toccare da lei. Ha visto tutto, salvo l’essenziale. C’è una persona davanti a lui. Quella che Gesù indica è una donna, ha una storia, delle emozioni, dei sentimenti. La sua vita, i suoi errori, il suo dolore, il suo stesso peccato, sono subalterni a questa prima, assoluta, totalizzante epifania: esiste.

Il maestro ora argomenta. Abitualmente, quando un ospite di riguardo entra in casa, il padrone lo invita a sedersi e i servi di casa porgono l’acqua in un catino perché vi si rinfreschi i piedi impolverati, poi lo accoglie con un bacio di benvenuto e a indicare l’amore di averlo suo ospite, lo unge con qualche goccia di olio profumato sul capo. Simone non ha fatto niente di tutto ciò. La donna, invece, ha lavato i piedi di Gesù con le sue lacrime, e li ha asciugati con i suoi capelli, li ha unti con il profumo, in segno di rispetto e venerazione. Gesù ha letto quei gesti come espressione d’amore.

Gesù invita Simone a purificare il suo sguardo. E’ stato educato, Simone. Ha fatto quello che doveva. La donna, no. Ha strafatto e questo, Gesù, lo chiama amore. Gesù vede sempre al di là delle apparenze, guarda nel profondo di ciascuno di noi. La prudenza, il senso di giustizia, la devozione di Simone sono diventati una gabbia che gli impediscono di vedere il cuore. La lebbra non ha cambiato il cuore di Simone. Forse, ora, l’incontro con il Signore cambierà qualcosa in lui.

 


Mercoledì 13 maggio

“HA MOLTO AMATO”

Ora si tratta di concludere: “Perciò, io ti dico: i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato; ma colui a cui poco è perdonato, poco ama”. Cambia prospettiva il Signore. Esce dalla casistica, esce dal piccolo recinto sacro di Simone. Se l’incontro con Dio ha a che fare con l’amore, questa donna ha dimostrato un amore che Simone non ha espresso in alcun modo. Anzi, per essere precisi, c’è una magnifica diatriba fra gli esegeti. La donna ama perché è stata perdonata? O è perdonata perché ama. A voi la scelta.

Probabilmente sono vere entrambe le cose. I suoi molti peccati sono perdonati come puoi vedere dal fatto che ha molto amato, si potrebbe tradurre. E, allora, l’amore della donna è effetto del perdono gratuito che ha ricevuto. O, anche, i molti peccati le sono perdonati, perciò ha molto amato. Una cosa è certa: tale amore è effetto e causa del perdono: in quanto perdonata, ama, come risposta al perdono; in quanto ama, è aperta ad accogliere il perdono che è la forma più grande dell’amore.

Quando si entra nel linguaggio dell’amore, anche nella fede, passione e perdono si inseguono. Ci si sente amati e si cambia vita. Ricevendo il perdono impariamo ad amare. Imparando ad amare siamo capaci di accogliere e donare il perdono. Un magnifico circuito virtuoso che approda alla piena conoscenza di Dio. L’incontro con Dio usa il linguaggio degli affetti, delle emozioni, dei cambiamenti radicali, delle passioni, degli eccessi. Non quello della regola, della misura, della norma, del giudizio, del bilancino. Quando lo capiremo?.

 


Giovedì 14 maggio

“I TUOI PECCATI”

Simone il lebbroso ora ha tutti gli elementi per capire. E, forse, per cambiare, per svoltare definitivamente pagina. Chissà. L’epilogo del racconto si concentra sulla donna. Non ha detto nulla. Non ha chiesto nulla. Ha solo agito assecondando il potente flusso del suo amore e del suo cuore. Gesù non le ha chiesto nulla. Sono i gesti ad avere parlato. Gesti che Gesù, pur potendolo, non ha interpretato in maniera equivoca. Poi disse alla donna: I tuoi peccati sono perdonati”.

Luca, da grande scrittore, usa un verbo di tempo perfetto che, in greco, prolunga l’azione. Gesù le dice: “I tuoi peccati sono stati perdonati, sono perdonati e rimangono perdonati”. Il perdono di Dio è definitivo. Inappellabile. Irrevocabile. Dio non si pente mai di aver donato il suo perdono. Mai. Anche quando non lo viviamo, anche quando lo gettiamo alle ortiche. L’uomo è incline al male, lascia parlare la sua ombra, dona il peggio di sèe. E Dio lo precede con il suo perdono, con il suo amore, che lo spinge al cambiamento, alla conversione.

Nessuna lista di adempimenti per meritare il perdono. Nessuna. L’amore di Dio è gratuito: Lo so, lo so. C’è sempre qualcuno che, quando lo dico o lo scrivo, ogni volta, obietta che così è troppo facile. E che Dio diventa un inutile bonaccione. Come se dicessi: poiché la persona che frequento mi ama alla follia e si fida di me posso tradirlo quanto voglio… Complimenti! Dio ama a prescindere. Se vi dicessi: se ti comporti bene, Dio ti ama e ti dona il suo perdono, che buona notizia sarebbe? Il Vangelo dice: Dio ti ama e, sperimentando il suo amore, trovi la forza di cambiare vita. Un po’ troppo. Lo so. Pendetevela con Gesù, non con me.

 


Venerdì 15 maggio

“EPILOGO”

Tutto un po’ troppo vero. La gente è scossa, giusto. Anch’io. Quelli che erano a tavola con lui, cominciarono a dire in loro stessi: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”. Bella domanda, visto che tutti sanno bene che solo Dio perdona i peccati. E Gesù non da nessuna risposta, come non l’ha data agli emissari di Giovanni Battista, incarcerato a Macheronte, dubbiosi sulla vera identità del Nazareno. Dal Vangelo di Luca (7,19-23) “…Giovanni li mandò a dire al Signore: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?…riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia.”

Basta vedere che cosa è accaduto per avere una risposta. La gente ora vede cos’è il perdono. Si rivolge ancora alla donna, un’ultima volta. “La tua fede ti ha salvata; va in pace” In questi gesti Gesù ha visto la fede profonda di questa donna. Un bel progresso, non c’è che dire: da peccatrice, a donna, a donna felice. Solo Dio riesce a operare cambiamenti di questa portata.

La legge (Simone) aveva invitato Gesù, ma è il peccatore che lo ha accolto, perché si è sentito accolto e perdonato. E fra la prostituzione della donna, condannata per nascita a quell’infamia, e la prostituzione di Simone, che pensa di pagarsi la salvezza osservando i precetti e giudicando chi non li osserva, forse c’è una similitudine.

Manca il lieto fine, l’ammonizione consolatrice e liberatoria, la simpatica tiratina d’orecchi. Come con la donna adultera in Giovanni: “Vai e d’ora in poi non peccare più”. Non lo dice, il Signore. Non dipende da questa povera donna praticare o meno la prostituzione. Forse troverà una soluzione, forse, proprio nel gruppo dei discepoli o delle discepole che lo seguono, si rifarà una vita. Ma Gesù, per ora, la invita ad aprirsi all’amore che sta ricevendo, senza aggiungere altro. Un passo alla volta.

 


Lunedì 18 maggio

“LA FOLLA”

Iniziamo questa sera una riflessione su come Gesù vede la folla, la folla che lo circonda, che lo esalta, che lo condanna.
Dal Vangelo di Luca (23,48) “Cosi pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto   era accaduto, se ne tornava battendosi il petto”. Gesù è un personaggio pubblico, di grande fascino, autorevole, un rabbino che suscita, soprattutto in Galilea, l’entusiasmo della gente. Il Nazareno ha una missione: annunciare alle folle l’autentico volto di Dio, il volto del Padre misericordioso. Così facendo attira a sé prima alcuni discepoli poi, con il passa parola, migliaia di persone affascinate dalla sua predicazione e dai suoi miracoli.

Il termine folla raffigura uno strano concetto: è più della somma dei singoli, nel nostro immaginario collettivo, attrae e inquieta. Nel secolo scorso, folle oceaniche sono state protagoniste dei destini del mondo, radunate e aizzate per sostenere un ideologia, un dittatore, una guerra. Sono le folle, di fatto, ad aver cambiato la storia del mondo. La folla può trasformarsi in un drago impazzito, perché il gruppo può degenerare in branco assetato di sangue. La singola persona vede travolta la sua individualità, cambia idea, si fa trascinare, pensa che il pensiero della maggioranza sia migliore della propria opinione. Necessaria, ma ingestibile, la folla è strumento indispensabile per qualsiasi cambiamento sociale o politico che sia. Porta in paradiso o precipita all’inferno.

Nei Vangeli leggiamo che proprio il giudizio della folla è all’origine della fama iniziale di Gesù e della sua disgrazia finale, fino alla crudele morte in croce. Eppure, sempre nei Vangeli, inaspettatamente, il giudizio sulla folla è sorprendente. Perché a leggere con attenzione i testi, gli evangelisti teorizzano una sorta di redenzione della folla, la possibilità di una conversione di un intero gruppo sociale. Straordinario.

 


Martedì 19 maggio

“FOLLA CHE APPLAUDE” (1)

La folla come immaginiamo, è inizialmente protagonista positiva nella vita pubblica di Gesù. Il popolo ascolta con passione le sue parole, la sua fama si diffonde: Dal Vangelo di Luca (5,15) “Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie”.  

Gesù è consapevole del suo ruolo, della sua missione, accoglie le persone che giungono da ogni luogo. Dal Vangelo di Matteo (4,25) “Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano”.

Gesù è intenerito dalla loro presenza, si occupa di loro, li sfama con la Parola, li sazia insegnando a condividere il poco che hanno perché sono come pecore senza pastore. Dal Vangelo di Marco (6,34): “Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose”.

Chiunque di noi intuisce che dietro alla fama che circonda Gesù ci sono ragioni non troppo nobili: molti lo cercano per la sua fama di guaritore, per i miracoli che gli vengono attribuiti. Eppure il Maestro, supera le apparenze, vede in quel movimento, anche se non sempre originato dal desiderio di una sincera conversione, l’elemosina di una risposta, il desiderio profondo di un senso, l’inquietudine che tutti ci abita, l’afflato di un oltre e di un altrove. Non fa un processo alle intenzioni, il Signore: accoglie, ascolta con sguardo benevolo, non severo, non malizioso, affatto giudicante. Sa bene che la gente lo cerca per un tornaconto immediato, una guarigione, un miracolo. Eppure, nonostante questo, non respinge nessuno: cerca di far crescere, di motivare, di indirizzare la folla verso una conversione profonda.

 


Mercoledì 20 Maggio

“LA FOLLA CHE APPLAUDE” (2)

Continuiamo la riflessione iniziata ieri sera. Quante volte accade la stessa cosa nelle nostre comunità cristiane; molti, ancora, bussano alle porte delle nostre chiese spinti da mille motivazioni, non sempre spirituali! Abitudine, tradizione, una certa pigrizia mentale, il cristianesimo rappresenta per molti un punto di riferimento, ma, spesso, superstizione o superficialità indeboliscono una fede basata più sulla religiosità popolare che sull’annuncio evangelico.

E siamo tentati, noi discepoli di lungo corso, umilmente convinti di essere maggiormente motivati, di avere una fede più salda e corretta, di guardare con sufficienza questi fratelli e sorelle. Di sentirci obbiettivamente diversi, custodi di una fede più adulta, feconda, consapevole…

Come fa il Maestro, invece, siamo chiamati ad accogliere, a non giudicare, ad avere uno sguardo benevolo sulle persone che bussano alla nostra porta, chiunque esse siano. Quanto mi piacerebbe poter scrivere con verità all’ingresso delle nostre chiese: Vieni, chiunque tu sia!  Quanto è difficile, oggi, trovare luoghi di accoglienza e di ascolto, di condivisione e di assenza di giudizio!

Il desiderio di Dio che abita ogni uomo permane, anche se sepolto da mille sollecitazioni: Storditi dalle troppe informazioni, aggressivi, vittimisti, gli uomini di oggi continuano, comunque, a portare nella profondità infinita delle loro umanissime vicende la scintilla di Dio. Quella che siamo chiamati a individuare, a far emergere in loro e in noi. Come ha saputo fare Gesù.

 


Giovedì 21 Maggio

“L’ASPETTO OSCURO DELLA FOLLA”

La luna di miele con la folla è destinato a finire. Gesù suscita molte speranze. Dal Vangelo di Giovanni (6,14): “Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto , diceva: Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo”. Ma, con il passare del tempo, le folle si accorgono che la situazione non cambia: i romani occupano la terra di Israele, Gesù stesso, invece di sollevare il popolo, fa strani discorsi sul perdono; dal Vangelo di Luca (6,27-29): “Ma a voi che ascoltate, io dico:amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra, a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica”.

Rifiuta di essere proclamato re, pronuncia discorsi incomprensibili e duri, da allontanare molti discepoli. No, non è lui il Messia, si dimostra un abbaglio, una delusione. Gesù non cambia idea, non cerca di piacere alla folla, non cerca consensi, non corre dietro agli umori dell’opinione pubblica; sceglie di andare avanti; dal Vangelo di Luca (9,51): “Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme”.

La folla si rende conto dello spessore spirituale e umano del falegname proclamatosi maestro che, con la sua stessa presenza scuote, interroga, inquieta. Dal Vangelo di Matteo (21,10-11): “Quando Gesù fu entrato in Gerusalemme, tutta la città fu scossa, e si diceva: “Chi è costui? E le folle dicevano: Questi è Gesù, il profeta che viene da Nazareth di Galilea”. Nulla di buono viene da Nazareth, come è possibile che da quel luogo provenga un profeta? Chi è sul serio costui? Il Nazareno, pone degli interrogativi, infastidisce, costringe a schierarsi.

Anche oggi di fronte alle novità ci chiudiamo, preferiamo rimanere nel guscio protetto delle nostre convinzioni senza doverci continuamente interrogare o confrontare. La presenza di Gesù pone continuamente degli interrogativi, noi preferiamo tapparci le orecchie per non lasciarci scuotere dalla sua presenza.

 


Venerdì 22 Maggio

“LA FOLLA OMICIDA”

Gesù è diventato un vero problema e l’ultima cosa di cui ha bisogno Gerusalemme è una rivolta; Caifa intuisce che è meglio che un uomo solo muoia piuttosto che rischiare l’intervento dei romani. Il Sinedrio ha bisogno della sentenza romana. Il procuratore Ponzio Pilato deve essere convinto, manipolato, spinto a concedere tale condanna. Perciò la folla va arringata, spinta, aizzata. E ciò avviene. Dal Vangelo di Marco (15,8-14): “La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: Volete che io rimetta in libertà per il re dei Giudei? Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei? Ed essi di nuovo gridarono: Crocifiggilo! Pilato diceva loro: Che male ha fatto? Ma essi gridarono più forte: Crocifiggilo!”.

La folla si lascia persuadere. D’altronde, se i capi dei sacerdoti ne chiedono la morte avranno le loro ragioni. Sono persone autorevoli, devote, religiose. Sapranno quello che fanno. A nessuno passa per la mente la semplice realtà: stanno condannando un innocente. A nessuno importa veramente chi sia o cosa voglia quel giudeo che, in effetti non ha commesso nessuna colpa.

La Torah che tutela l’innocente viene calpestata da coloro che avrebbero dovuto difenderla. Dal Libro dell’Esodo (23,6-7): “Non ledere il diritto del tuo povero nel suo processo. Ti terrai lontano da parola menzognera. Non far morire l’innocente e il giusto, perché io non assolvo il colpevole”.

E’ il potere delle urla e dei tumulti. L’arma finale della folla inferocita. Alla folla assetata di sangue viene concesso di tutto. E tutto viene perdonato, come visto mille volte nella storia, anche recente. Fantastico.

 


Lunedì 25 Maggio

“LA VIA D’USCITA”

Sembra il copione di un film che si ripete in diverse epoche e a diverse latitudini. Bisogna tenere buono il popolino, non farlo arrabbiare, altrimenti sono guai. Gesù si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma è davvero così? No. Il grande messaggio del Vangelo è che anche la folla può cambiare idea, rinsavire, convertirsi. E lo fa attraverso la presa di coscienza, personale e collettiva.

Gesù muore come è vissuto, esprime tale coerenza con il suo messaggio . Ma nel contempo indica con decisione l’errore che il popolo sta commettendo, sia verso chi lo sta portando al patibolo ma, anche, verso coloro che innalzano per lui un lamento. Dal Vangelo di Luca (23,27-30): “Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi!, e alle colline: Copriteci! Perché, se si tratta cosi il legno verde, che avverrà del legno secco?”.

Non consola le figlie di Gerusalemme, le scuote. I condannati a morte erano accompagnati da una sorta di confraternita della buona morte, donne straziate che piangevano… donne pagate per disperarsi… Gesù non accetta questa farsa. Non gradisce le messinscena, solo apparentemente devote. Vuole conversione di cuore, perciò invita con forza le donne e la gran folla di popolo a interrogarsi. Gesù non asseconda la folla, ammonisce come ultimo gesto di amore e verità.

Non sempre chi ti da uno schiaffo desidera il tuo male. Non sempre chi ti accarezza ti vuole davvero bene. A volte chi ti ama ha il coraggio di farti rinsavire anche in modo “brutale” o almeno ci prova.

 


Martedì 26 Maggio

“PEDAGOGIA DIVINA” (1)

Troviamo la folla in un altro brano del Vangelo di Marco (10,46-52): “Gesù, mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me! Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: Figlio di Davide, abbi pietà di me! Gesù si fermò e disse; Chiamatelo! Chiamarono il cieco, dicendogli: Coraggio! Alzati, richiama! Egli , gettò via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: Che cosa vuoi che io faccia per te? E il cieco gli rispose: Rabbì che io veda di nuovo! E Gesù gli disse: Va, la tua fede ti ha salvato. E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada”.

Bartimeo è cieco, mendica, è immobile, sta ai margini. Sente passare il Signore, grida la sua disperazione. E cosa fa la folla? Lo zittisce. Ritroviamo la folla anche nel Vangelo di Luca (19,3): “…Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomoro, perché doveva passare di lì”.

Anche con Zaccheo la folla fa muro impedendogli di veder passare Gesù. A volte, purtroppo, le nostre comunità cristiane diventano un muro, un ostacolo, impediscono a chi desidera incontrare Gesù di vederlo passare. Dobbiamo diventare albero, sicomoro, su cui chiunque possa arrampicarsi. Queste sono le Chiese, alberi che tendono verso l’alto, che permettono ai curiosi, ai cercatori, di salire per vedere Gesù. Non sta a noi decidere chi è degno di salire. Non sta a noi porre condizioni.

 


Mercoledì 27 Maggio

“PEDAGOGIA DIVINA” (2)

Riprendiamo la riflessione sui brani di Vangelo letti ieri sera. La folla zittisce Bartimeo, non deve disturbare. E’ cieco, cosa vuole ancora? Chissà quali peccati ha commesso per trovarsi in quella condizione? Che cosa vuole? Lo invitano a tacere ma, giustamente, Bartimeo grida a perdifiato. La sua voce supera il trambusto eccitato dei devoti che attorniano Gesù, che infine, lo sente. E che cosa fa? Chiede alla folla di andare a chiamare Bartimeo. Alla stessa folla che fino a un minuto prima lo invitava a tacere.

Con le donne di Gerusalemme Gesù aveva scosso, provocato, qui, invece, offre un’opportunità, responsabilizza, coinvolge. Si fida di loro, fa emergere la parte migliore della folla, che adempie alla missione in maniera straordinaria. Coraggio! Alzati! Ti chiama!

Coraggio! La prima parola da rivolgere a chiunque. Senza giudicare, argomentare, pregiudizi… Fare coraggio, invitare alla speranza, accogliere sempre.

Alzati! Non assecondiamo il vittimismo, invitiamo le persone ai margini a recuperare dignità, a riprendere in mano la propria vita, ad alzarsi.

Ti chiama! La ragione del coraggio, dell’alzarsi è perché prendiamo coscienza di essere chiamati a qualcosa di immensamente più grande, di importante, che ci restituisce dignità. Dio ci vuole collaboratori del suo progetto di salvezza.

Sono queste le parole che dobbiamo dire ai tanti Bartimeo che incontriamo sul nostro cammino. Solo questo.

 


Giovedì 28 Maggio

“LA REDENZIONE”

La folla, durante il processo a Gesù, riveste un ruolo determinante. All’inizio, come abbiamo visto, si fa manipolare, indirizzare, condurre dai capi del popolo. Poco dopo, però, troviamo un’annotazione straordinaria. Gesù è in croce, i capi del popolo ancora lo insultano, come i soldati romani. La folla, invece sembra avere cambiato atteggiamento. Dal Vangelo di Luca (23,35): “Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano: Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto!”.

Ora tace, il popolo. Osserva, riflette, si lascia coinvolgere, Che cosa sta succedendo? Come sta morendo quest’uomo? Il finale è incredibile. Dal Vangelo di Luca (23,48): “Cosi pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto…” .

Come se la folla fosse rinsavita, osservando, diventando spettatori, lasciandosi coinvolgere, avesse cambiato idea. Gesù non ha più la possibilità di ammonire, di scuotere, di predicare. Muore. Eppure quella morte vale più di mille parole.

Sì, anche la folla inferocita, eccitata, violenta, può cambiare. Ritorna sui suoi passi. Si converte. Forse il nostro sguardo, a volte troppo severo e pessimista sul mondo, può cambiare. Questo mondo che Gesù ama e che ha salvato è il luogo in cui siamo chiamati a vivere. E’ vero: la folla è inquietante. Ma davanti alla manifestazione dell’amore di Dio può cambiare. Bello.

 


Venerdì 29 maggio

“LEGGETE LA BIBBIA”

E’ l’invito che Papa Francesco rivolge ai giovani, nella lettera da cui è tratta la riflessione di questa sera: Scrive il Papa: «Miei cari giovani amici, se voi vedeste la mia Bibbia; direste: “Cosa? Questa è la Bibbia del Papa? Un libro cosi vecchio, cosi sciupato!” Potreste anche regalarmene una nuova; no, non la vorrei. Amo la mia vecchia Bibbia, che ha accompagnato metà delle mia vita. Ha visto la mia gioia, è stata bagnata dalle mie lacrime, è il mio inestimabile tesoro.

La Bibbia per giovani, che avete appena aperto è cosi vivace, così ricca di testimonianze, che fa venire voglia di leggerla tutta d’un fiato. E poi? La nascondete, sparisce sul ripiano di una libreria, si riempie di polvere… e poi nulla… finché i vostri figli la venderanno al mercatino dell’usato. No: questo non può essere!

In alcuni paesi, ancora oggi, ci sono cristiani che sono perseguitati, perché leggono la Bibbia e danno testimonianza di Cristo. Evidentemente la Bibbia è un libro estremamente pericoloso.

Gandhi, che non era cristiano, una volta disse: “A voi cristiani è affidato un testo che ha in sé una quantità di dinamite sufficiente per far esplodere in mille pezzi la civiltà tutta intera, per mettere sottosopra il mondo e portare la pace in un pianeta devastato dalla guerra. Lo trattate però come se fosse semplicemente un’opera letteraria, niente di più”.

Avete tra le mani qualcosa di divino, un libro come il fuoco, un libro dove Dio parla. Però ricordatevi: La Bibbia è fatta per essere letta spesso, ogni giorno. Leggetela con attenzione, domandatevi: “Cosa dice questo al mio cuore? Attraverso queste parole Dio mi sta parlando? Cosa devo fare? Solo così la Parola di Dio potrà dispiegare tutta la sua forza, solo così la nostra vita potrà trasformarsi, diventando piena e bella”.

Voglio confidarvi come leggo la Bibbia: spesso la prendo, la leggo un pò, poi la metto in disparte e mi lascio guardare dal Signore. Non sono io a guardare Lui, ma Lui guarda me. Dio è davvero lì, presente. A volte non parla: e allora non sento niente, solo vuoto, vuoto, vuoto… Ma, paziente attendo là, e lo attendo così, leggendo e pregando. Talvolta, pregando, persino mi addormento, ma non fa niente: sono come un figlio vicino a suo padre, e questo è ciò che conta.

Volete farmi felice? Leggete la Bibbia».

Vostro Papa Francesco.

 


PREGHIERA LITANICA A MARIA

 

Maria, Donna del sì senza riserve, fa’ che niente ci spaventi

Maria, Donna che hai creduto nell’annuncio dell’Angelo, fa’ che niente ci spaventi

Maria, Donna che hai accolto il Signore, fa’ che niente ci spaventi

Maria, che non hai dubitato di Dio, fa’ che niente ci spaventi

 

Vergine, che conosci il dolore, rendici poveri di spirito e piccoli

Vergine, che conosci l’esilio e l’umiliazione, rendici poveri di spirito  e piccoli

Vergine che conosci la povertà e il sacrificio, rendici poveri di spirito e piccoli

 

Maria, aiuto e conforto dei sofferenti, insegnaci a consolare

Maria, aiuto di chi è solo nel dolore, insegnaci a consolare

Maria, aiuto di chi è disprezzato e rifiutato, insegnaci a consolare

 

Maria che ci insegni a sperare, converti il nostro cuore all’amore

Maria che ci insegni a credere, converti il nostro cuore all’amore

Maria che ci insegni a perdonare, converti il nostro cuore all’amore

 

Maria, vittoria della speranza sull’angoscia, mantieni viva la nostra fede

Maria, vittoria della comunione sulla solitudine, mantieni viva la nostra fede

Maria, vittoria della pace sul turbamento, mantieni viva la nostra fede

 

Vergine che hai creduto nell’impossibile, aiutaci a fidarci del Signore

Vergine che non hai temuto i progetti di Dio, aiutaci a fidarci del Signore

Vergine che hai sperato anche oltre la morte del Figlio, aiutaci a fidarci del Signore

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo – perdonaci, Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo – ascoltaci, Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo – abbi pietà di noi

 

Preghiamo:

Padre, che ci hai dato in Maria una madre che ci conosce e ci ama, accogli la preghiera che ti rivolgiamo in comunione con lei, rendici capaci di ascoltare la tua Parola, cantare la tua lode, contemplare le bellezze del creato, compatire il dolore umano. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 


LITANIE LAURETANE

Signore, pietà – Signore, pietà

Cristo, pietà – Cristo, pietà

Signore, pietà – Signore, pietà

Santa Maria, prega per noi

Santa Madre di Dio, prega per noi

Santa Vergine delle vergini, prega per noi

Madre di Cristo, prega per noi

Madre della Chiesa, prega per noi 

Madre della divina grazia, prega per noi

Madre purissima, prega per noi

Madre castissima, prega per noi 

Madre sempre vergine, prega per noi

Madre immacolata, prega per noi

Madre degna d’amore, prega per noi

Madre ammirabile, prega per noi 

Madre del Buon Consiglio, prega per noi

Madre del Creatore, prega per noi 

Madre del Salvatore, prega per noi

Vergine prudente, prega per noi

Vergine degna di onore, prega per noi

Vergine degna di ogni lode, prega per noi 

Vergine potente, prega per noi

Vergine clemente, prega per noi

Vergine fedele, prega per noi

Specchio della santità divina, prega per noi

Sede della Sapienza, prega per noi

Fonte della nostra gioia, prega per noi

Tempio dello Spirito Santo, prega per noi

Tabernacolo dell’eterna gloria, prega per noi

Dimora tutta consacrata a Dio, prega per noi

Rosa mistica, prega per noi

Torre della santa città di Davide, prega per noi

Fortezza inespugnabile, prega per noi

Santuario della divina presenza, prega per noi

Arca dell’alleanza, prega per noi

Porta del cielo, prega per noi

Stella del mattino, prega per noi

Salute degli infermi, prega per noi

Rifugio dei peccatori, prega per noi

Consolatrice degli afflitti, prega per noi

Aiuto dei cristiani, prega per noi

Regina degli Angeli, prega per noi

Regina dei Patriarchi, prega per noi

Regina dei Profeti, prega per noi

Regina degli Apostoli, prega per noi

Regina dei Martiri, prega per noi

Regina dei confessori della fede, prega per noi

Regina delle Vergini, prega per noi

Regina di tutti i Santi, prega per noi

Regina concepita senza peccato originale, prega per noi

Regina assunta in cielo, prega per noi

Regina del santo Rosario, prega per noi

Regina della famiglia, prega per noi

Regina della pace, prega per noi

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
ascoltaci Signore

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi

 

Prega per noi, Santa Madre di Dio
E saremo degni delle promesse di Cristo

Preghiamo: Padre, che ci hai dato in Maria una madre che ci  conosce e ci ama, accogli la preghiera che ti rivolgiamo in comunione con lei, rendici capaci di ascoltare la tua Parola, cantare la tua lode, contemplare le bellezze del creato, compatire il dolore umano. Per Cristo nostro Signore.

Amen.

 


PREGHIERA A MARIA MADRE DELLA NOSTRA FEDE

 Aiuta, o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola,
perché riconosciamo la voce di Dio.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suo passi,
aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore,
ad affidarci pienamente a Lui
a credere nel suo amore,
soprattutto nei momenti difficili,
quando la nostra fede è chiamata a maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù,
affinché Egli sia la luce
che guida il nostro cammino.

Amen.

 



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CANTI A MARIA

AVE MARIA SPLENDORE DEL MATTINO        

Ave, Maria, splendore del mattino,
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore;
protegga il nostro popolo in cammino
la tenerezza del tuo vero amore.

Madre, tu che soccorri i figli tuoi,
fa’ in modo che nessuno se ne vada;
sostieni la sua croce e la sua strada,
fa’ che cammini sempre in mezzo a noi.

Madre, non sono degno di guardarti!
Però fammi sentire la tua voce;
fa’ che io porti a tutti la tua pace
e possano conoscerti ed amarti.

Ave, Maria, splendore del mattino,
puro è il tuo sguardo ed umile il tuo cuore;
protegga il nostro popolo in cammino
la tenerezza del tuo vero amore.

Madre, non sono degno di guardarti!
Però fammi sentire la tua voce;
fa’ che io porti a tutti la tua pace
e possano conoscerti ed amarti.

Ave, Maria, splendore del mattino.

 

PREGHIERA A MARIA                                        

Maria, tu che hai atteso nel silenzio
la sua Parola per noi,

aiutaci ad accogliere
il Figlio tuo che ora vive in noi.

Maria, tu che sei stata così docile
davanti al tuo Signor,

Maria tu che hai portato dolcemente
l’immenso dono d’amor,

Maria, Madre, umilmente tu hai sofferto
del suo ingiusto dolor:

Maria, tu che ora vivi nella gloria
insieme al tuo Signor,

 

AVE MARIA (VERBUM PANIS)

Ave Maria, Ave!
Ave Maria, Ave!

Donna dell’attesa e madre di speranza,
ora pro nobis.
Donna del sorriso e madre del silenzio,
ora pro nobis.
Donna di frontiera e madre dell’ardore,
ora pro nobis.
Donna del riposo e madre del silenzio,
ora pro nobis.

Donna del deserto e madre del respiro,
ora pro nobis.
Donna della sera e madre del ricordo,
ora pro nobis.
Donna del presente e madre del ritorno,
ora pro nobis.
Donna della terra e madre dell’amore,
ora pro nobis

 

SANTA MARIA DEL CAMMINO

Mentre  trascorre la vita solo tu non sei mai;
Santa Maria del cammino sempre sarà con te.

Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni , Maria, quaggiù,
cammineremo insieme a te verso la libertà.

Quando   qualcuno ti dice: “Nulla mai cambierà”,
lotta per un mondo nuovo, lotta per la verità!

Lungo la strada la gente chiusa in se stessa va;
offri per primo la mano a chi è vicino a te.

 

COME MARIA

Vogliamo vivere Signore,
offrendo a Te la nostra vita,
con questo pane e questo vino
accetta quello che noi siamo.
Vogliamo vivere Signore,
abbandonati alla tua voce,
staccati dalle cose vane,
fissati nella vita vera.

Vogliamo vivere come Maria,
l’irraggiungibile, la Madre amata,
che vince il mondo con l’amore,
e offrire sempre la Tua vita,
che viene dal cielo

Accetta dalle nostre mani
come un’offerta a Te gradita
i desideri di ogni cuore,
le ansie della nostra vita.
Vogliamo vivere, Signore
accesi dalle Tue parole
Per riportare in ogni uomo
la fiamma viva del Tuo amore.

 

GIOVANE DONNA

Giovane donna, attesa dell’umanità
Un desiderio d’amore e pura libertà.
Il Dio lontano è qui vicino a te,
voce silenzio, annuncio di novità.

Ave, Maria. Ave, Maria.

Dio t’ha prescelta qual madre piena di bellezza,
ed il suo amore t’avvolgerà con la sua ombra.
Grembo per Dio venuto sulla terra,
tu sarai madre di un uomo nuovo.

Ecco l’ancella che vive della tua parola,
libero il cuore perché l’amore trovi casa.
Ora l’attesa è densa di preghiera,
e l’uomo nuovo è qui in mezzo a noi.

 

DELL’AURORA TU SORGI PIU’ BELLA

Dell’aurora tu sorgi più bella
coi tuoi raggi a far lieta la terra,
e tra gli astri che il cielo rinserra,
non v’è stella più bella di te.

Bella tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle più belle,
non son belle al par di te. (2 volte)

Gli occhi tuoi son più belli del mare,
la tua fronte ha il candore del giglio,
le tue gote baciate dal Figlio,
son due rose e le labbra son fior.

Delle perle tu passi l’incanto,
la bellezza tu vinci dei fiori
tu dell’iride ecclissi i bagliori
il tuo viso rapisce il Signor.

Col tuo corpo in cielo assunta
t’invochiamo devoti e festanti
la Regina degli angeli e santi
la gran Madre di Cristo Gesù.

Come giglio tu sei Immacolata
come rosa tu brilli tra i fior,
tu degli angeli il cuore innamori
della terra sei vanto e decor.

 

E’ L’ORA CHE PIA

È l’ora che pia la squilla fedel
le note c’invia dell’Ave del ciel.

Ave, ave, ave Maria.
Ave, ave, ave Maria.

testo cantato

E’ l’ora più bella che suona nel cuor
che mite favella di pace, d’amor.

Onora la pia ch’è Madre a Gesù:
la dolce Maria che regna lassù.

Esalta l’ancella del grande Signor
la mistica stella dell’almo splendor.

Noi pur t’onoriamo, o Madre d’amor,
noi pur t’esaltiamo, purissimo fior.

 

Altro testo

Nel piano di Dio l’eletta sei tu
che porti nel mondo il Figlio Gesù.

Di tutti i malati solleva il dolor,
consola chi soffre nel corpo e nel cuor.

A tutti perdona le colpe e gli error,
al mondo tu dona la pace e l’amor.

Proteggi il cammino di un popol fedel,
ottieni ai tuoi figli di giungere al ciel.

 

MI ALMA CANTA

Mi alma canta,
canta la grandeza del Señor
y mi espiritu
se estremece de gozo en Dios,
mi Salvador (2 volte)

Porque mirò con bondad
la pequeñez de su servidora,
Porque mirò con bondad
la pequeñez de su servidora,
en adelante todas la gentes
me llamaràn: feliz, (3 volte)

Derribò del trono a los poderosos,
y elevò a los humildes,
colmò de bienes a los hambrientos
y despidiò a los ricos
con las manos vacias.
Mi alma canta la grandeza del Señor
y mi espiritu se estremèce de gozo
en Dios, mi Salvador.

 

LA GUADALUPANA (Madonna di Guadalupe)

adattamento in italiano

Come un raggio di luce dal cielo…
Come un raggio di luce dal cielo,
Vergine Maria….
Vergine Maria….
Vergine Maria sei venuta tra noi.

Vergine Maria…
Vergine Maria…
Vergine Maria sei venuta a noi.

Hai chiamato Juan Diego sul monte… (2 volte)
per togliere il peso…
per togliere il peso…
per togliere il peso che portava nel cuor.

“Guadalupe” ti sei presentata… (2 volte)
come messicana…
come messicana…
come messicana hai voluto apparir.

Tra le rose, impresso sul manto… (2 volte)
il tuo dolce viso…
il tuo dolce viso…
il tuo dolce viso hai lasciato per noi.

Cara madre del Figlio di Dio… (2 volte)
a te ricorriamo…
a te ricorriamo…
a te ricorriamo come figli tuoi.

 

SALVE REGINA (gruppo GEN)

Salve Regina, madre di misericordia.
Vita, dolcezza, speranza nostra: salve!
Salve, Regina!
Salve, Regina, madre di misericordia.
Vita, dolcezza, speranza nostra: salve!
Salve Regina!

A te ricorriamo,
esuli figli di Eva.
A te sospiriamo, piangenti,
in questa valle di lacrime.

Avvocata nostra,
volgi a noi gli occhi tuoi,
mostraci dopo questo esilio,
il frutto del tuo seno, Gesù.

Salve, Regina, madre di misericordia.
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria.

Salve, Regina!
O clemente, o pia,
o dolce Vergine Maria.
Salve, Regina!

Salve, Regina!
Salve!
Salve!

(testi scelti da Rino Morri)

Cari-Nonni 1

In questa situazione di pandemia, cerchiamo giustamente di curare le relazioni, anche quelle parrocchiali, attraverso vari strumenti (chat, videoconferenze, e-mail, sito parrocchiale, Facebook, Instagram, ecc.), ma rischiamo di abbandonare quelli che, per ragioni di età o di formazione, non sono in grado di accedere a questi mezzi .

Per questo abbiamo pensato ad un foglio periodico di informazione (cartaceo) per gli anziani senza internet e cerchiamo la collaborazione di chi ha in casa una stampante (anche in bianco/nero va bene) .

Vi chiediamo di stampare la pagina allegata a questa mail, intitolata “Cari nonni…” e di recapitarla – con le dovute precauzioni sanitarie – ad una persona anziana che non usa internet e che abita nel vostro stesso condominio o nella casa vicina, senza avere contatti personali, ma nella cassetta della posta, o sotto la porta.

E magari, nel retro del foglio, puoi lasciare la tua dedica!

 

SCARICALO CLICCANDO QUI!

 

Domenica di Pasqua

Parrocchia del Crocifisso (Sant’Andrea dell’Ausa)

DOMENICA DI RISURREZIONE

 

Antifona d’ingresso
Sono risorto, e sono sempre con te;
tu hai posto su di me la tua mano,
è stupenda per me la tua saggezza. Alleluia. (cf. Sal 139,18.5-6)

 

CANTO: Celebriamo insieme

Rit. Celebriamo insieme la gloria di Gesù
e cantiamo ad una voce alleluia,
risorto dalla morte è il nostro Redentor,
alziam le nostre mani e acclamiamo.

Osanna, osanna, osanna,
osanna al Re dei re.
Osanna, osanna, osanna,
osanna al Re dei re.

Celebriamo insieme la vittoria di Gesù
e cantiamo ad una voce alleluia,
ha vinto sul peccato, potente il nome suo,
alziam le nostre mani e acclamiamo.

Rit.

Celebriamo insieme la parola di Gesù
e cantiamo ad una voce alleluia,
fedele è il Signore e grande nell’amor,
alziam le nostre mani e acclamiamo.

Rit.

 

Atto penitenziale

 

CANTO: Gloria

Gloria, gloria a Dio,
gloria, gloria nell’alto dei cieli,
pace in terra agli uomini
di buona volontà. Gloria!

Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, glorifichiamo Te,
ti rendiamo grazie per la tua immensa gloria.
Signore Dio, gloria!
Re del cielo, gloria!
Dio Padre, Dio onnipotente, gloria!

Rit.

Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore, Agnello di Dio, Figlio del Padre.
Tu che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi.

Rit.

Perché tu solo il Santo, il Signore,
tu solo l’altissimo Cristo Gesù
con lo Spirito Santo nella gloria del Padre.

Rit.

 

Orazione Colletta
O Padre, che in questo giorno,
per mezzo del tuo unico Figlio,
hai vinto la morte
e ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione,
di essere rinnovati nel tuo Spirito,
per rinascere nella luce del Signore risorto.
Egli è Dio e vive e regna con te…

 

Prima lettura

At 10,34a.37-43
Noi abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro prese la parola e disse: «Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti.
E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

Parola di Dio

 

Salmo responsoriale

Sal 117

Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

 

Seconda lettura

Col 3,1-4
Cercate le cose di lassù, dove è Cristo

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra.
Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria.

Parola di Dio

 

Sequenza
Alla vittima pasquale,
s’innalzi oggi il sacrificio di lode.
L’Agnello ha redento il suo gregge,
l’Innocente ha riconciliato
noi peccatori col Padre.

Morte e Vita si sono affrontate
in un prodigioso duello.
Il Signore della vita era morto;
ma ora, vivo, trionfa.

«Raccontaci, Maria:
che hai visto sulla via?».
«La tomba del Cristo vivente,
la gloria del Cristo risorto,
e gli angeli suoi testimoni,
il sudario e le sue vesti.
Cristo, mia speranza, è risorto:
precede i suoi in Galilea».

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.
Tu, Re vittorioso,
abbi pietà di noi.

 

Canto al Vangelo (1Cor 5,7-8)

CANTO: Alleluia. Cristo è risorto veramente

Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia,
Cristo è risorto veramente, alleluia, alleluia. (2)

L’Agnello ha redendo il suo gregge,
riconciliando l’uomo con Dio.
Rallegriamoci ed esultiamo con Lui,
il Signore della vita era morto e ora trionfa.

 

Vangelo

Gv 20,1-9
Egli doveva risuscitare dai morti.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Parola del Signore

 

Credo

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli:
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo,
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
è salito al cielo, siede alla destra del Padre,
e di nuovo verrà, nella gloria,
per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo,
che è Signore e dà la vita,
e procede dal Padre e dal Figlio,
con il Padre e il Figlio
è adorato e glorificato,
e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.

 

Preghiera dei fedeli

La Parola di Dio, fratelli e sorelle, ci ha detto che l’esistenza non è disillusione, ma speranza, e che il male e la morte sono vinte dalla risurrezione di Cristo. Chiediamo al Padre di donarci la grazia di aderire al Signore risorto con tutta la nostra vita. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

(intenzioni di preghiera)

Cristo nostra speranza è risorto: in lui trova compimento ogni nostra speranza di vita realizzata. Ecco perché, o Padre, ti rivolgiamo le nostre suppliche, che noi sperimentiamo come necessità, nel nome di Cristo, nostro Signore.

 

CANTO: Il nostro cuore offriamo a te

Con il pane e con il vino
noi ti offriamo la vita,
dalle mani del tuo servo
prendi, o Padre, il nostro dono.

Rit. Il nostro cuore offriamo a te,
su questo altare lo presentiamo,
è il nostro cuore pieno di te,
su questo altare lo accoglierai.

Della terra portiamo il frutto
che tu accogli, Signore,
una mensa per noi prepari,
segno eterno del tuo amore.

Rit.

Veniamo a te con voci di lode,
il tuo amore ci trasformerà,
offriamo a te il cuore, la vita.

Rit.

 

Preghiera sulle offerte
Esultanti per la gioia pasquale
ti offriamo, Signore, questo sacrificio,
nel quale mirabilmente nasce
e si edifica sempre la tua Chiesa.
Per Cristo nostro Signore.

 

PREFAZIO PASQUALE I
Cristo agnello pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo giorno
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello
che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo…

CANTO: Santo

Santo, Santo, Santo,
il Signore, Dio dell’universo
I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria.

Hosanna in excelsis
Hosanna in excelsis

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

Hosanna in excelsis
Hosanna in excelsis

 

CANTO: Agnello di Dio

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona a noi la pace.

 

Antifona di comunione
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
celebriamo dunque la festa
con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8)

 

CANTO: Come brezza

Spirito di luce pura che parli nell’anima,
Spirito di gioia e vita che adombrasti Maria,
Spirito impetuoso e forte, che palpiti ora in noi,
come brezza leggera, leggera…

Spirito consolatore carezza dell’anima,
Spirito di fiamma e fuoco che trascini con te,
Spirito che ci travolgi e sussurri impercettibile,
come brezza leggera, leggera…

 

Che non passi mai,
un solo giorno senza amarti!
Che non passi senza di te,
senza la bellezza limpida
che santifica ogni cosa in noi,
e illumina l’oscurità. (2 v)

 

Tu che all’alba del creato sull’acque e gli oceani,
aleggiavi come soffio potente di Dio.
Tu parola dei profeti del regno tu l’anelito,
come brezza leggera, leggera…

Rit.

Refrigerio di ogni pena pensiero che illumina,
tu che hai dato al mondo il Verbo, il cuore di Dio.
Dacci d’ascoltare te il tuo respiro dentro noi,
come brezza leggera, leggera…

Rit. (2 v)

 

Preghiera dopo la comunione
Proteggi sempre la tua Chiesa, Dio onnipotente,
con l’inesauribile forza del tuo amore,
perché, rinnovata dai sacramenti pasquali,
giunga alla gloria della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.

 

CANTO: Il canto dell’amore

Se dovrai attraversare il deserto,
non temere, io sarò con te;
se dovrai camminare nel fuoco,
la sua fiamma non ti brucerà;
seguirai la mia luce nella notte,
sentirai la mia forza nel cammino;
io sono il tuo Dio, il Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato,
ti ho chiamato per nome;
io da sempre ti ho conosciuto
e ti ho dato il mio amore
perché tu sei prezioso ai miei occhi,
vali più del più grande dei tesori,
io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri,
cose nuove fioriscono già;
aprirò nel deserto sentieri,
darò acqua nell’aridità,
perché tu sei prezioso ai miei occhi,
vali più del più grande dei tesori,
io sarò con te dovunque andrai,
perché tu sei prezioso ai miei occhi,
vali più del più grande dei tesori,
io sarò con te dovunque andrai.

Io ti sarò accanto, sarò con te,
per tutto il tuo viaggio sarò con te,
io ti sarò accanto, sarò con te,
per tutto il tuo viaggio sarò con te.

testi Veglia Pasquale in chiesa

Parrocchia del Crocifisso (Sant’Andrea dell’Ausa)

SETTIMANA SANTA
VEGLIA PASQUALE

 

Fratelli, in questa santissima notte, nella quale Gesù Cristo nostro Signore passò dalla morte alla vita, la Chiesa, diffusa su tutta la terra, chiama i suoi figli a vegliare in preghiera. Rivivremo la Pasqua del Signore nell’ascolto della Parola e nella celebrazione dei Sacri Misteri. Cristo risorto confermerà in noi la speranza di partecipare alla sua vittoria sulla morte e di vivere con lui in Dio Padre.

Il cero pasquale

La luce del Cristo che risorge glorioso
disperda le tenebre del cuore e dello spirito.

 

Il Cristo ieri e oggi:
Principio e Fine, Alfa e Omega.
A lui appartengono il tempo e i secoli.
A lui la gloria e il potere per tutti i secoli in eterno. Amen.
Per mezzo delle sue sante piaghe gloriose,
ci protegga e ci custodisca il Cristo Signore. Amen.

 

Cristo, luce del mondo.
T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Annunzio Pasquale

Tutti i presenti stanno in piedi e tengono in mano la candela accesa.

Esulti il coro degli angeli,
esulti l’assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata da così grande splendore:
la luce del Re eterno
ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa,
splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.

V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.
V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.
V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l’esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.
Egli ha pagato per noi all’eterno Padre
il debito di Adamo,
e con il sangue sparso per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua,
in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.
Questa è la notte
in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell’Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte
in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte
che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all’amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.
Questa è la notte
in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte,
risorge vincitore dal sepolcro.
O immensità del tuo amore per noi!
O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa,
che meritò di avere un così grande redentore!
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe,
restituisce l’innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo
e l’uomo al suo creatore!
In questa notte di grazia
accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
simbolo della nuova luce.
Ti preghiamo dunque, Signore,
che questo cero, offerto in onore del tuo nome
per illuminare l’oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
quella stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

 

LITURGIA DELLA PAROLA

Fratelli carissimi, dopo il solenne inizio della Veglia, ascoltiamo ora in devoto raccoglimento la parola di Dio. Meditiamo come nell’antica alleanza Dio salvò il suo popolo e, nella pienezza dei tempi, ha inviato il suo Figlio per la nostra redenzione. Preghiamo perché Dio nostro Padre conduca a compimento quest’opera di salvezza incominciata con la Pasqua.

PRIMA LETTURA (lettura N. 1)

Gen 1,1 – 2,2
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.

Dal libro della Gènesi

In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.

Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

Dio disse: «Le acque brùlichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brùlicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltìplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e animali selvatici, secondo la loro specie». E così avvenne. Dio fece gli animali selvatici, secondo la loro specie, il bestiame, secondo la propria specie, e tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie. Dio vide che era cosa buona.

Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.

Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogatela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto.

Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo responsoriale Sal 103

Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.

Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.

Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti.
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.

Dalle tue dimore tu irrighi i monti,
e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame
e le piante che l’uomo coltiva
per trarre cibo dalla terra.

Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia.

 

Orazione

Dio onnipotente ed eterno,
ammirabile in tutte le opere del tuo amore,
illumina i figli da te redenti
perché comprendano che, se fu grande all’inizio
la creazione del mondo,
ben più grande, nella pienezza dei tempi,
fu l’opera della nostra redenzione,
nel sacrificio pasquale di Cristo Signore.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

 

SECONDA LETTURA (lettura n. 3)

Es 14,15- 15,1
Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.

Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.

Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».

Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.

In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo.

Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:

 

Salmo responsoriale Es 15,1-7a.17-18

CANTO: Il canto del mare

RIT. Cantiamo al Signore,
stupenda è la sua vittoria.
Signore è il suo nome. Alleluia. (2 volte)

Voglio cantare in onore del Signore
Perché ha trionfato, alleluja.
Ha gettato in mare cavallo e cavaliere.
Mia forza e mio canto è il Signore,
Il mio Salvatore è il Dio di mio padre
Ed io lo voglio esaltare.

RIT.

Dio è prode in guerra, si chiama Signore.
Travolse nel mare gli eserciti,
I carri d’Egitto sommerse nel Mar Rosso,
Abissi profondi li coprono.
La tua destra, Signore, si è innalzata,
La tua potenza è terribile.

RIT.

Si accumularon le acque al suo soffio
S’alzarono le onde come un argine.
Si raggelaron gli abissi in fondo al mare.
Chi è come te, o Signore?
Guidasti con forza il popolo redento
E lo conducesti verso Sion.

RIT.

 

Orazione

O Dio, anche ai nostri tempi
vediamo risplendere i tuoi antichi prodigi:
ciò che facesti con la tua mano potente
per liberare un solo popolo dall’oppressione del faraone,
ora lo compi attraverso l’acqua del Battesimo
per la salvezza di tutti i popoli;
concedi che l’umanità intera sia accolta tra i figli di Abramo
e partecipi alla dignità del popolo eletto.
Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

 

TERZA LETTURA (lettura n.5)

Is 55,1-11
Venite a me e vivrete; stabilirò per voi un’alleanza eterna

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.

Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.

Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocàtelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.

Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.

Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo responsoriale

Is 12,2-6

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

 

Orazione

Dio onnipotente ed eterno,
unica speranza del mondo,
tu hai preannunziato con il messaggio dei profeti
i misteri che oggi si compiono;
ravviva la nostra sete di salvezza,
perché soltanto per l’azione del tuo Spirito
possiamo progredire nelle vie della tua giustizia.
Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

 

Gloria

Si suonano le campane,.
Si accendono le candele dell’altare.

CANTO: Gloria

Gloria, gloria a Dio,
gloria, gloria nell’alto dei cieli,
pace in terra agli uomini
di buona volontà. Gloria!

Noi ti lodiamo, ti benediciamo,
ti adoriamo, glorifichiamo Te,
ti rendiamo grazie per la tua immensa gloria.
Signore Dio, gloria!
Re del cielo, gloria!
Dio Padre, Dio onnipotente, gloria!

Rit.

Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo,
Signore, Agnello di Dio, Figlio del Padre.
Tu che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Tu che togli i peccati del mondo accogli la nostra supplica.
Tu che siedi alla destra del Padre abbi pietà di noi.

Rit.

Perché tu solo il Santo, il Signore,
tu solo l’altissimo Cristo Gesù
con lo Spirito Santo nella gloria del Padre.

Rit.

 

Colletta

O Dio, che illumini questa santissima notte
con la gloria della risurrezione del Signore,
ravviva nella tua famiglia lo spirito di adozione,
perché tutti i tuoi figli, rinnovati nel corpo e nell’anima,
siano sempre fedeli al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

T. Amen.

 

EPISTOLA

Rm 6,3-11
Cristo risorto dai morti non muore più.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte?

Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.

Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato.

Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.
T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Salmo responsoriale – Alleluia

CANTO: Lode cosmica

Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia! (x2)

Lodino il Signor i cieli,
lodino il Signor i mari,
gli angeli, i cieli dei cieli:
il Suo nome è grande e sublime.
Sole, luna e stelle ardenti,
neve, pioggia, nebbia, e fuoco
lodino il Suo nome in eterno!
Sia lode al Signor!
Sia lode al Suo nome!
Sia lode al Signor!

 

VANGELO

Mt 28,1-10
È risorto e vi precede in Galilea.

Dal Vangelo secondo Matteo

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba.

Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.

L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».

Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.

Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Parola del Signore.

T. Lode a te, o Cristo.

 

LITURGIA BATTESIMALE

Litanie dei Santi

Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, pietà. Cristo, pietà.
Signore, pietà. Signore, pietà.

Santa Maria, Madre di Dio prega per noi
San Michele prega per noi
Santi Angeli di Dio pregate per noi
San Giovanni Battista prega per noi
San Giuseppe prega per noi
Santi Pietro e Paolo pregate per noi
Sant’Andrea prega per noi
San Giovanni prega per noi
Santi Apostoli ed evangelisti pregate per noi
Santa Maria Maddalena prega per noi
Santi discepoli del Signore pregate per noi
Santo Stefano prega per noi
Sant’Ignazio d’Antiochia prega per noi
San Lorenzo prega per noi
Sante Perpetua e Felicita pregate per noi
Sant’Agnese prega per noi
Santi Martiri di Cristo pregate per noi
San Gregorio prega per noi
Sant’Agostino prega per noi
Sant’Atanasio prega per noi
San Basilio prega per noi
San Martino prega per noi
Santi Cirillo e Metodio pregate per noi
San Benedetto prega per noi
San Francesco prega per noi
San Domenico prega per noi
San Francesco Saverio prega per noi
San Giovanni Maria [Vianney] prega per noi
Santa Caterina da Siena prega per noi
Santa Teresa di Gesù prega per noi
Beato Alberto Marvelli prega per noi
Voi tutti santi e sante di Dio pregate per noi

Nella tua misericordia salvaci, Signore
Da ogni male salvaci, Signore
Da ogni peccato salvaci, Signore
Dalla morte eterna salvaci, Signore
Per la tua incarnazione salvaci, Signore
Per la tua morte e risurrezione salvaci, Signore
Per il dono dello Spirito Santo salvaci, Signore

Noi peccatori, ti preghiamo ascoltaci, Signore

Gesù, Figlio del Dio vivente ascolta la nostra supplica
Cristo, Figlio del Dio vivente ascolta la nostra supplica

 

Rinnovazione delle promesse battesimali

Fratelli carissimi, per mezzo del Battesimo siamo divenuti partecipi del mistero pasquale del Cristo, siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, per risorgere con lui a vita nuova.
Ora, al termine del cammino penitenziale della Quaresima, rinnoviamo le promesse del nostro Battesimo, con le quali un giorno abbiamo rinunziato a satana e alle sue opere e ci siamo impegnati a servire fedelmente Dio nella santa Chiesa cattolica.

Rinunziate al peccato,
per vivere nella libertà dei figli di Dio?

T. Rinunzio.

Rinunziate alle seduzioni del male,
per non lasciarvi dominare dal peccato?

T. Rinunzio.

Rinunziate a satana,
origine e causa di ogni peccato?

T. Rinunzio.

 

Credete in Dio,
Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra?

T. Credo.

Credete in Gesù Cristo,
suo unico Figlio, nostro Signore,
che nacque da Maria Vergine,
morì e fu sepolto,
è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre?

T. Credo.

Credete nello Spirito Santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne e la vita eterna?

T. Credo.

Dio onnipotente,
Padre del nostro Signore Gesù Cristo,
che ci ha liberati dal peccato
e ci ha fatto rinascere dall’acqua e dallo Spirito Santo,
ci custodisca con la sua grazia
in Cristo Gesù nostro Signore, per la vita eterna.

T. Amen.

 

Preghiera dei Fedeli

In questa notte di buio, squarciato dalla luce di Cristo risorto, affidiamo fiduciosi al Padre le nostre suppliche, che rivolgiamo a lui con cuore sincero e grato. Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

  1. Perché la Chiesa, nata in questo giorno glorioso, possa essere veramente il corpo di Cristo nella storia, testimoniando al mondo la comunione e una ritrovata unità. Preghiamo. Ascoltaci Signore.
  2. Per i nostri defunti, perché il Dio della vita doni loro la pace eterna e la felicità che sgorga dall’essere parte della comunione divina. Preghiamo. Ascoltaci Signore.
  3. Per tutti gli uomini di buona volontà, perché sappiano riconoscere in Cristo la via, la verità e la vita. Preghiamo. Ascoltaci Signore.
  4. Per tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito, perché dopo aver abbracciato la croce di Cristo possano godere della felicità della sua risurrezione. Preghiamo. Ascoltaci Signore.
  5. Perché la nostra fede si radichi in Gesù Cristo crocifisso e risorto, diventando il timone della nostra vita. Preghiamo. Ascoltaci Signore.

Le nostre preghiere, o Padre, sono balbettii di figli incapaci di seguire la scia del tuo amore, ma consapevoli che, nella morte e risurrezione del tuo Figlio, tu non ci hai fatto un dono, ma ti sei fatto dono per noi. Ascoltaci, comunque, perché vogliamo anche noi essere tuoi. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

LITURGIA EUCARISTICA

 

CANTO: Cosa offrirti

Cosa offrirti, o Dio?
Cosa posso darti?
Eccomi son qui davanti a te.
Le gioie ed i dolori,
Gli affanni di ogni giorno,
Tutto voglio vivere in te.

Accetta mio Re
questo poco che ho,
offro a te la mia vita
Gioia è per me far la tua volontà
Il mio unico bene sei solo tu
Solo tu

Vengo a te mio Dio
Apro le mie braccia
Che la tua letizia riempirà
Rinnova questo cuore
Perché ti sappia amare
E nella tua pace io vivrò

Rit

 

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
le preghiere e le offerte del tuo popolo,
perché questo santo mistero,
gioioso inizio della celebrazione pasquale,
ci ottenga la forza per giungere alla vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

 

Prefazio
Cristo Agnello pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria o Signore,
e soprattutto esaltarti in questa notte
nella quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
È lui il vero Agnello che ha tolto i peccati del mondo,
è lui che morendo ha distrutto la morte
e risorgendo ha ridato a noi la vita.
Per questo mistero,
nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo…

Santo

CANTO: Santo

Santo, Santo, Santo,
il Signore, Dio dell’universo
I cieli e la terra sono pieni
della tua gloria.

Hosanna in excelsis
Hosanna in excelsis

Benedetto colui che viene nel nome del Signore

Hosanna in excelsis
Hosanna in excelsis

 

CANTO: Agnello di Dio

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
dona a noi la pace.

 

Antifona di comunione
Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato:
celebriamo dunque le festa con purezza e verità. Alleluia. (1Cor 5,7-8)

 

CANTO: Lode al nome tuo

Lode al nome tuo dalle terre più floride
Dove tutto sembra vivere lode al nome tuo
Lode al nome tuo dalle terre più aride
Dove tutto sembra sterile lode al nome tuo

Tornerò a lodarti sempre per ogni dono tuo
E quando scenderà la notte sempre io dirò
Benedetto il nome del Signor
Lode al nome tuo
Benedetto il nome del Signor
Il glorioso nome di Gesù.

Lode al nome tuo quando il sole splende su di me
Quando tutto è incantevole
Lode al nome tuo
Lode al nome tuo quando io sto davanti a te
Con il cuore triste e fragile
Lode al nome tuo

RIT:

Tu doni e porti via
Tu doni e porti via
Ma sempre sceglierò
Di benedire te

RIT:

Tu doni e porti via
Tu doni e porti via
Ma sempre sceglierò di benedire te
Tu doni e porti via
Tu doni e porti via
Ma sempre sceglierò di benedire te.

 

Preghiera dopo la comunione
Infondi in noi, o Padre,
lo Spirito della tua carità,
perché nutriti con i sacramenti pasquali
viviamo concordi nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

Portate a tutti la gioia del Signore risorto.
Andate in pace. Alleluia, alleluia.

T. Rendiamo grazie a Dio. Alleluia, alleluia.

 

CANTO: Glorifichiamo il tuo nome

 

RIT. Glorifichiamo il tuo nome Signore,
glorifichiamo il tuo nome
Racconteremo le tue meraviglie
perché grande è la tua Santità
Glorifichiamo il tuo nome Signore,
glorifichiamo il tuo nome
Racconteremo le tue meraviglie
perché grande è la tua Santità

 

Inneggiamo al nostro Dio, perché forte è il Suo Amore
egli regna sulla terra, e nei cieli potente è la Sua Gloria

RIT

Acclamiamo a Dio con gioia, perché è degno di ogni lode
egli vive in mezzo a noi, per sempre con noi Lui resterà

RIT

Esultiamo senza fine, perché saldo è il Suo trono,
egli guida la Sua Chiesa, nella luce e nella verità

RIT

Inneggiamo al nostro Dio, perché forte è il Suo Amore
egli regna sulla terra, e nei cieli potente è la Sua Gloria, Gloria

RIT. Glorifichiamo il tuo nome Signore,
glorifichiamo il tuo nome
Racconteremo le tue meraviglie
perché grande è la tua Santità   (x 3)
perché grande è la tua Santità,
Grande sei   Dio   di    bontà!

 

 

 

 

Sabato Santo – Veglia pasquale (in casa)

Parrocchia del Crocifisso (Sant’Andrea dell’Ausa)

SETTIMANA SANTA 2020
IN CASA e IN FAMIGLIA


VEGLIA PASQUALE

 

  • Preparare il luogo della preghiera (il tavolo, un angolo, ecc.) con una tovaglia e, se possibile, anche con dei fiori (veri o disegnati dai bambini).
  • Una candela che rappresenta il Cero Pasquale, Gesù luce del mondo, abbellita con qualcosa (un nastro…).
  • Una candela o un lumino per ciascuno dei presenti.
  • Il Vangelo o la Bibbia.
  • Un recipiente con dell’acqua.
  • Un pane spezzato (opzionale).

 

 

INIZIO

Si spengono le luci della stanza, rimane acceso solo il Cero.
Un momento di silenzio.

 

G. Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen

 

RITO DELLA LUCE

G. Vi sono certe notti in cui le tenebre sembrano non avere più fine. Le nostre inquietudini non trovano riposo, le nostre domande non trovano risposta, le nostre parole sono sospese, le nostre azioni non bastano più. Sentiamo il bisogno di una parola nuova, di una forza in più, della presenza di un Altro.

 

Notte, tenebre e nebbia, fuggite:
entra la luce, viene Cristo Signore.
La luce di Cristo che risorge glorioso
disperda le tenebre del cuore e dello spirito.

 

Dal cero tutti i presenti accendono la propria candela e la mettono accanto al Cero.
Quando tutte le candele sono state accese, si accendono anche le luci della stanza.
Si prosegue con alcune strofe di un antico inno.

 

G. Esulti il coro degli Angeli, esulti l’assemblea celeste: un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto. Gioisca la terra inondata da così grande splendore: la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo. Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore, e anche in questa nostra casa risuonino acclamazioni di festa.

T. Tu sei la luce, tu sei la vita. Gloria a te, Signore!

 

G. Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo dall’oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo, li consacra all’amore del Padre e li unisce nella comunione dei santi. Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro.

T. Tu sei la luce, tu sei la vita. Gloria a te, Signore!

 

G. Ti preghiamo dunque, Signore, che questo piccolo cero, risplenda di luce che mai si spegne e si confonda con le stelle del cielo. Lo trovi acceso la stella del mattino, quella stella che non conosce tramonto: Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti, fa risplendere sugli uomini la sua luce serena e vive e regna nei secoli dei secoli.

T. Amen.

 

CANTO Dove tu sei

 

LITURGIA DELLA PAROLA

Il libro della Bibbia viene aperto e posto in mezzo al luogo della preghiera, accanto al Cero acceso.

L. Dal libro della Gènesi (1,1.26-31)

In principio Dio creò il cielo e la terra. Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».

E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».

Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne.

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.

Parola di Dio.

T. Rendiamo grazie a Dio.

 

(dal Salmo 32)

L. Diciamo insieme: Come sono belle le tue opere, Signore.

T. Come sono belle le tue opere, Signore.

L. Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.

T. Come sono belle le tue opere, Signore.

G. Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia.

T. Come sono belle le tue opere, Signore.

 

L. Dal libro dell’Esodo (14,15 – 15,1)

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. Ecco, io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sul faraone e tutto il suo esercito, sui suoi carri e sui suoi cavalieri. Gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando dimostrerò la mia gloria contro il faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri».

L’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò dietro. Andò a porsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte.

Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore durante tutta la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra. Gli Egiziani li inseguirono, e tutti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri entrarono dietro di loro in mezzo al mare.

Ma alla veglia del mattino il Signore, dalla colonna di fuoco e di nube, gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: «Fuggiamo di fronte a Israele, perché il Signore combatte per loro contro gli Egiziani!».

Il Signore disse a Mosè: «Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri». Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li travolse così in mezzo al mare. Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra.

In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani, e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l’Egitto, e il popolo temette il Signore e credette in lui e in Mosè suo servo. Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore:

 

CANTO Il canto del mare (Es 15,1b-6.17-18)

 

Cantiamo al Signore,
stupenda è la sua vittoria.
Signore è il suo nome. Alleluia.

Voglio cantare in onore del Signore
perché ha trionfato, alleluia.
Ha gettato in mare cavallo e cavaliere.
Mia forza e mio canto è il Signore,
il mio Salvatore è il Dio di mio padre
ed io lo voglio esaltare.

Dio è prode in guerra, si chiama Signore.
Travolse nel mare gli eserciti,
i carri d’Egitto sommerse nel Mar Rosso,
abissi profondi li coprono.
La tua destra, Signore, si è innalzata,
la tua potenza è terribile.

Si accumularon le acque al suo soffio
s’alzarono le onde come un argine.
Si raggelaron gli abissi in fondo al mare.
Chi è come te, o Signore?
Guidasti con forza il popolo redento
e lo conducesti verso Sion.

 

G. Preghiamo: O Dio, che illumini questa santissima notte con la gloria della risurrezione del Signore, ravviva nella tua famiglia lo spirito di figli, perché, rinnovati nel corpo e nell’anima, siamo sempre fedeli al tuo amore di cui è piena la terra. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

 

L. Dalla lettera di S. Paolo apostolo ai Romani (6, 3-11)

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione.

Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti, chi è morto, è liberato dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti, egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Parola di Dio.

T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Chi può, si alza in piedi per l’ALLELUIA PASQUALE col quale si acclama al Signore risorto.

CANTO: Alleluia

Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia!
Alleluia, alleluia!

Lodino il Signor i cieli,
lodino il Signor i mari,
gli angeli, i cieli dei cieli:
il suo nome è grande e sublime.
Sole, luna e stelle ardenti,
neve, pioggia, nebbia, e fuoco
lodino il suo nome in eterno!

Sia lode al Signor!
Sia lode al Signor!

 

L. Dal vangelo secondo Matteo (28,1-10)

Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte.

L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”. Ecco, io ve l’ho detto».

Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli.

Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Parola del Signore.

T. Lode a te, o Cristo.

 

Pausa di silenzio.

 

MEMORIA DEL BATTESIMO

Viene portato un recipiente con dell’acqua e si mette accanto al Cero acceso e al libro della Parola.

G. Desideriamo fare memoria dell’ora di grazia che è stato il nostro Battesimo. Dall’acqua del Battesimo siamo usciti rinnovati, portando dentro di noi la forma dell’amore di Cristo che segna una nuova forma di vita. Nel Battesimo si è creata una profonda comunione con i credenti di ogni luogo e di ogni tempo. Per questo ora ci uniamo alla Chiesa del cielo, perché accompagni e rafforzi la nostra preghiera.

Signore, pietà.   Signore, pietà.
Cristo, pietà. Cristo, pietà
Signore, pietà. Signore, pietà

Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi
San Michele, prega per noi
Santi angeli di Dio, pregate per noi
San Giovanni Battista, prega per noi
San Giuseppe, prega per noi
Santi Pietro e Paolo, pregate per noi
Sant’Andrea, prega per noi
San Giovanni, prega per noi
Santi Apostoli ed evangelisti, pregate per noi
Sant’Anna, prega per noi
Santa Maria Maddalena, prega per noi
Santi discepoli del Signore, pregate per noi
Santo Stefano, prega per noi
San Lorenzo, prega per noi
Santa Perpetua e Felicita,
Santa Agnese, prega per noi
Santi martiri di Cristo, pregate per noi
San Gregorio, prega per noi
Sant’Agostino, prega per noi
Sant’Atanasio, prega per noi
San Basilio, prega per noi
San Martino, prega per noi
Santi Cirillo e Metodio, pregate per noi
San Benedetto, prega per noi
San Francesco, prega per noi
San Domenico, prega per noi
Santa Caterina da Siena, prega per noi
Santa Teresa d’Avila, prega per noi
Beato Alberto Marvelli, prega per noi

(Si possono inserire i nomi dei santi corrispondenti al nome di ogni membro della famiglia)

………………………………. prega per noi
Santi e sante di Dio, pregate per noi

Nella tua misericordia, salvaci, Signore
Da ogni male, salvaci, Signore
Dalla calamità che rattrista questi giorni, salvaci, Signore
Da ogni peccato, salvaci, Signore
Dalla morte eterna, salvaci, Signore
Per la tua incarnazione, salvaci, Signore
Per la tua morte e risurrezione, salvaci, Signore
Per il dono dello Spirito Santo, salvaci, Signore

Noi peccatori ti preghiamo, ascoltaci, Signore

Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica. Gesù, Figlio del Dio vivente, ascolta la nostra supplica.

 

G. Rinnoviamo insieme la professione di fede battesimale con la quale abbiamo rinunciato a satana e ci siamo impegnati a seguire Gesù Cristo nella Chiesa:

 

T. Io rinuncio al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio,
rinuncio alle seduzioni del male, per non lasciarmi dominare dal peccato,
rinuncio a satana, origine e causa di ogni peccato.

 

T. Io credo in Dio, Padre onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito santo,
la santa Chiesa cattolica,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati,
la risurrezione della carne,
la vita eterna. Amen.

G. Questa è la nostra fede, questa è la fede della Chiesa e noi ci gloriamo di professarla in Cristo Gesù nostro Signore.

T. Amen.

Uno alla volta i presenti intingono la mano nell’acqua e si fanno il segno della croce.

CANTO Il Signore è la mia salvezza

 

ATTESA DELL’EUCARISTIA

Se è possibile, un pane spezzato viene posto accanto al cero acceso, alla Parola e all’acqua.

G. Presentiamo ogni nostra lode e ogni nostra supplica al Padre, con la preghiera dei figli che ci ha insegnato Gesù:

T. Padre nostro…

 

G. Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo, nostro Signore.

T. Amen.

Facendosi il segno della croce tutti dicono:

T. Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

 

Si può concludere con l’antifona mariana del Tempo di Pasqua, Regina Coeli.

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.
Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,
è risorto, come aveva promesso, alleluia.
Prega il Signore per noi, alleluia.

 

CANTO Risurrezione

Che gioia ci hai dato, Signore del cielo,
Signore del grande universo.
Che gioia ci hai dato, vestito di luce,
vestito di gloria infinita …
vestito di gloria infinita …

Vederti risorto, vederti, Signore,
il cuore sta per impazzire.
Tu sei ritornato, tu sei qui fra noi,
e adesso ti avremo per sempre,
e adesso ti avremo per sempre.

Chi cercate, donne, quaggiù?
Chi cercate, donne, quaggiù?
Quello che era morto non è qui.
È risorto! Sì, come aveva detto anche a voi,
voi gridate a tutti che è risorto lui,
a tutti che è risorto lui.

Tu hai vinto il mondo, Gesù,
tu hai vinto il mondo, Gesù,
liberiamo la felicità.

Venerdì Santo – testi celebrazione Passione

Parrocchia del Crocifisso (Sant’Andrea dell’Ausa)

SETTIMANA SANTA
VENERDI’ SANTO

 

Antifona d’ingresso
L’azione liturgica comincia con la preghiera silenziosa, in ginocchio.

ORAZIONE

O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore
ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato
trasmessa a tutto il genere umano,
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita,
l’immagine dell’uomo terreno,
così per l’azione del tuo Spirito,
fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.
Per Cristo nostro Signore.

T. Amen.

 

PRIMA LETTURA

Is 52,13- 53,12
Egli è stato trafitto per le nostre colpe. (Quarto canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.

Parola di Dio

T. Rendiamo grazie a Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal 30

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

 

SECONDA LETTURA

Eb 4,14-16; 5,7-9
Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
[Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.

Parola di Dio

T. Rendiamo grazie a Dio

 

Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.

Gloria e lode a te, Cristo Signore!

 

VANGELO

Gv 18,1- 19,42
Passione del Signore.

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

– Catturarono Gesù e lo legarono
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».

– Lo condussero prima da Anna
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».

Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.

– Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

– Il mio regno non è di questo mondo
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.

Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».

E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

– Salve, re dei Giudei!
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.

Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».

Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

– Via! Via! Crocifiggilo!
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

– Lo crocifissero e con lui altri due
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

– Si sono divisi tra loro le mie vesti
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

– Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

(Qui si genuflette e di fa una breve pausa)

– E subito ne uscì sangue e acqua
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

– Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Parola del Signore

T. Lode a te, o Cristo

 

PREGHIERA UNIVERSALE

I. Per la santa Chiesa

Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio:
il Signore le conceda unità e pace,
la protegga su tutta la terra,
e doni a noi, in una vita serena e tranquilla,
di render gloria a Dio Padre onnipotente.

Dio onnipotente ed eterno,
che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti,
custodisci l’opera della tua misericordia,
perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra,
perseveri con saldezza di fede
nella confessione del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.

II. Per il Papa

Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa N.:
il Signore Dio nostro,
che lo ha scelto nell’ordine episcopale,
gli conceda vita e salute
e lo conservi alla sua santa Chiesa,
come guida e pastore del popolo santo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno,
sapienza che regge l’universo,
ascolta la tua famiglia in preghiera,
e custodisci con la tua bontà
il Papa che tu hai scelto per noi,
perché il popolo cristiano,
da te affidato alla sua guida pastorale,
progredisca sempre nella fede.
Per Cristo nostro Signore.

III. Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli

Preghiamo per il nostro vescovo N.,
per tutti i vescovi,
i presbiteri e i diaconi,
per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa
e per tutto il popolo di Dio.

Dio onnipotente ed eterno
che con il tuo Spirito guidi e santifichi
tutto il corpo della Chiesa,
accogli le preghiere che ti rivolgiamo,
perché secondo il dono della tua grazia
tutti i membri della comunità
nel loro ordine e grado
ti possano fedelmente servire.
Per Cristo nostro Signore.

IV. Per i catecumeni

Preghiamo per i [nostri] catecumeni:
il Signore Dio nostro
illumini i loro cuori
e apra loro la porta della sua misericordia,
perché mediante l’acqua del battesimo
ricevano il perdono di tutti i peccati
e siano incorporati in Cristo Gesù,
nostro Signore.

Dio onnipotente ed eterno,
che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli,
aumenta nei [nostri] catecumeni
l’intelligenza della fede,
perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale,
siano accolti fra i tuoi figli di adozione.
Per Cristo nostro Signore.

V. Per l’unità dei cristiani

Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo:
il Signore Dio nostro conceda loro
di vivere la verità che professano
e li raduni e li custodisca
nell’unica sua Chiesa.

Dio onnipotente ed eterno,
che riunisci i dispersi
e li custodisci nell’unità,
guarda benigno al gregge del tuo Figlio,
perché coloro che sono stati consacrati
da un solo Battesimo
formino una sola famiglia
nel vincolo dell’amore e della vera fede.
Per Cristo nostro Signore.

VI. Per gli Ebrei

Preghiamo per gli Ebrei:
il Signore Dio nostro,
che li scelse primi fra tutti gli uomini
ad accogliere la sua parola,
li aiuti a progredire sempre
nell’amore del suo nome
e nella fedeltà alla sua alleanza.

Dio onnipotente ed eterno,
che hai fatto le tue promesse
ad Abramo e alla sua discendenza,
ascolta la preghiera della tua Chiesa,
perché il popolo primogenito della tua alleanza
possa giungere alla pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

VII. Per i non cristiani

Preghiamo per coloro che non credono in Cristo,
perché, illuminati dallo Spirito Santo,
possano entrare anch’essi
nella via della salvezza.

Dio onnipotente ed eterno,
fa’ che gli uomini che non conoscono il Cristo
possano conoscere la verità
camminando alla tua presenza in sincerità di cuore,
e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente
nel tuo mistero di salvezza
e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi,
per dare al mondo
una testimonianza credibile del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

VIII. Per coloro che non credono in Dio

Preghiamo per coloro che non credono in Dio,
perché, vivendo con bontà
e rettitudine di cuore,
giungano alla conoscenza del Dio vero.

Dio onnipotente ed eterno,
tu hai messo nel cuore degli uomini
una così profonda nostalgia di te,
che solo quando ti trovano hanno pace:
fa’ che, al di là di ogni ostacolo,
tutti riconoscano i segni della tua bontà
e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita,
abbiano la gioia di credere in te,
unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.
Per Cristo nostro Signore.

IX. Per i governanti

Preghiamo per coloro che sono chiamati
a governare la comunità civile,
perché il Signore Dio nostro
illumini la loro mente e il loro cuore
a cercare il bene comune
nella vera libertà e nella vera pace.

Dio onnipotente ed eterno,
nelle tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti di ogni popolo:
assisti con la tua sapienza coloro che ci governano,
perché, con il tuo aiuto,
promuovano su tutta la terra
una pace duratura,
il progresso sociale e la libertà religiosa.
Per Cristo nostro Signore.

X. Per i tribolati

Preghiamo, fratelli carissimi,
Dio Padre onnipotente,
perché liberi il mondo da ogni disordine:
allontani le malattie, scacci la fame,
renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi,
conceda sicurezza a chi viaggia,
il ritorno ai lontani da casa,
la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.

Dio onnipotente ed eterno,
conforto degli afflitti,
sostegno dei tribolati,
ascolta il grido dell’umanità sofferente,
perché tutti si rallegrino
di avere ricevuto nelle loro necessità
il soccorso della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

 

ADORAZIONE DELLA SANTA CROCE
Viene portata la Croce.

Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.

T. Venite, adoriamo.

Tempo di adorazione della Croce.

 

ANTIFONA

Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica; (Sal 67,2 su di noi faccia splendere il suo volto e abbia misericordia.)
Adoriamo la tua Croce, Signore…

LAMENTI DEL SIGNORE I

Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
“Io ti ho guidato fuori dall’Egitto,
e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Popolo mio …

Perché ti ho guidato quarant’anni nel deserto,
ti ho sfamato con manna,
ti ho introdotto in paese fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.

Popolo mio …

Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto?
Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara:
poiché mi hai spento la sete con aceto,
e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.

Popolo mio …

LAMENTI DEL SIGNORE II

Io per te ho flagellato l’Egitto e i primogeniti suoi,
e tu mi hai consegnato per essere flagellato.
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.

Io ti ho guidato fuori dall’Egitto
e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato.

Io ti ho fatto strada con la nube,
e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.
Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.

Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna.

Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
Io ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.

 

Oggi non si celebra la Messa. Si fa la comunione con il pane eucaristico consacrato il giorno precedente.
Si recita il PADRE NOSTRO.

 

DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno,
che hai rinnovato il mondo
con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo,
conserva in noi
l’opera della tua misericordia,
perché la partecipazione a questo grande mistero
ci consacri per sempre al tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore.

 

ORAZIONE CONCLUSIVA

Scenda, o Padre, la tua benedizione
sul popolo, che ha commemorato la morte del tuo Figlio
nella speranza di risorgere con lui;
venga il perdono e la consolazione,
si accresca la fede,
si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.

Si conclude in silenzio.

Giovedì Santo – Veglia di preghiera personale

Parrocchia del Crocifisso (Sant’Andrea dell’Ausa)

SETTIMANA SANTA 2020
in CASA e in FAMIGLIA


GIOVEDI’ SANTO
VEGLIA DI PREGHIERA PERSONALE

 

Nella notte con Gesù nel Getsemani

 

Giovanni 13,1-15 (Vangelo della liturgia)

Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi». Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.

 

Premessa

Non vorremmo dire tante parole noi. Dovremmo invece ascoltare con atteggiamento di profondo raccoglimento e silenzio interiore per fare risuonare la Parola in noi regalandoci tempo. E’ lei che può darci luce… Il nostro atteggiamento, le nostre disposizioni interiori, il nostro silenzio sono la chiave per penetrare nel mistero dell’amore di Dio illuminato dalla sua grazia.

Se uno può, lasci perdere il commento qua sotto e continui a leggere il testo sacro sulla sua Bibbia comprendendo anche i capitoli 14, 15, 16 e 17 del Vangelo di Giovanni, perché domani saremo già al capitolo 18 (Passione) ed è un peccato non nutrirsi di tutta la ricchezza degli ultimi discorsi di Gesù ai suoi, i suoi discorsi più intimi per i suoi amici…  

E’ un’esperienza di grazia poter leggere ogni tanto i capitoli del Vangelo tutti di un fiato, senza interruzioni, senza tagli e fermarsi a gustarli, farli scendere con calma dentro di noi. E’ un invito che vi facciamo.

Per chi invece non vuole abbeverarsi direttamente al testo sacro riportiamo qui di seguito alcuni spunti per la riflessione personale.

RIFLESSIONE

Siamo nell’ultima sera della vita terrena di Gesù. In quella sala al piano superiore di una casa di Gerusalemme, detta poi “il Cenacolo”, Gesù ha compiuto a sorpresa un gesto che era vietato persino ai servi ebrei nei confronti dei loro padroni, essendo considerato troppo umiliante e quindi da riservare agli schiavi stranieri, cioè la lavanda dei piedi. Si comprende, così, la reazione sdegnata di Pietro: «Signore, tu lavi i piedi a me?… Non mi laverai mai i piedi!»

[Questo mistero dell’eucarestia], del dramma sacrificale [di Gesù che offre il suo corpo e il suo sangue nell’ultima cena con i suoi], si coniuga nel Vangelo di Giovanni con la lavanda dei piedi. Nello stesso cenacolo si intrecciano mistero e servizio, slancio verso il cielo e inchini alla terra. Nello stesso cenacolo, nella stessa cena, nella stessa assemblea. Non c’è un’Eucarestia dentro e una Lavanda dei piedi fuori, perché l’una e l’altra sono operazioni complementari, da esprimere ambedue negli spazi dove i discepoli di Cristo si radunano e vivono. Oggi in ogni assemblea si vive la Lavanda dei piedi all’interno dell’Eucarestia affinché nelle comunità ci si lavi i piedi gli uni gli altri. Non partiamo da fuori, ma da dentro.

Brocca, catino e asciugatoio devono diventare arredi da sistemare al centro della nostra esperienza di fraternità, con la speranza che non rimangano suppellettili semplicemente ornamentali. Non ci sarà Eucarestia piena se non sapremo lavarci i piedi gli uni gli altri.
Preti, educatori, catechisti, operatori, ministri e laici tutti: a tutti noi che formiamo quest’assemblea Gesù ci richiama al servizio vicendevole.
Servire non significa aspettare che qualcuno prima o poi farà. Il servizio gioca di anticipo, non misura i pro e i contro ma agisce prontamente, più col cuore che con la testa.

Chi serve è umile, ma chi si lascia servire lo è ancora di più. Il servizio tra noi non spartisce il bottino, non conquista confini. Chi serve sa che è servo inutile. Se servi per una utilità, fosse anche nobile, non servi il Signore nei fratelli. Il termometro della non gratuità è l’invidia. Quando arriviamo ad invidiare gli altri operatori ecco è salita la febbre. E quando ci arrabbiamo, li giudichiamo e li condanniamo ecco la febbre dell’egoismo è all’apice. Allora è meglio fermarsi, piuttosto che agire da malati. Meglio prendersi un tempo di pausa piuttosto che minare la comunità col cattivo esempio. Servire significa guardare il presente e non il passato e neppure il futuro. Il servizio non è nostalgico, il servizio non idealizza. Chi non serve perché un tempo si faceva diversamente o perché sarebbe meglio fare altro non è entrato dentro il Kairòs evangelico, dentro il tempo della conversione. E se non servi perché non ti senti degno, allora pecchi ancora di orgoglio. Pensi che ci sia qualcuno degno? Siamo tutti nella stessa barca. Chi serve è umile. Solo una comunità fondata sull’umiltà potrà essere credibile ed evangelizzare.

Pietro, Pietro non sai ancora farti lavare i piedi da Gesù. A Betania forse anche tu ti sei scandalizzato di quella donna che sprecava profumo. Ma lei viveva una relazione, tu vivi solo un’ idea di Gesù. per questo non ti fai toccare, non ti lasci fare. Ma arriverà anche il tuo momento. Crollerà quel castello di buone intenzioni e ti troverai solo vicino ad un fuoco che non scalda, davanti ad una serva che farà verità di te stesso, con il gallo che canta risvegliando l’uomo vero, quello che sa piangere lacrime amare.

(d. Franco Mastrolonardo)

 

1 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

  • sapendo che era giunta la sua ora: Gesù è completamente consapevole di ciò che sta per accadergli, che cioè è giunta la sua ora. Non è un accadimento casuale, quello che sta per compiersi, ma è quello per cui Gesù è venuto (“Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora!” – 12, 27). Gesù non subisce questa ora, ma la sceglie volontariamente in obbedienza al Padre, per amore nostro.
  • li amò sino alla fine: la parola greca per dire “fine” è “Thelos” che significa fino “al culmine”, “al massimo possibile”, “all’apice” (Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” 15,13)

2 Mentre cenavano, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo

  • C’è un altro oltre a Gesù, ai discepoli e al Padre. E’ l’avversario, il principe del male, il signore della morte e non della vita. E’ quello che aveva tentato Gesù nel deserto e non essendo riuscito a vincerlo se ne era andato per tornare dice la scrittura, al momento opportuno, quando sarebbe giunta la sua ora, l’ora di Gesù. Il diavolo o il satana, ora corrompe uno dei dodici, uno sicuramente più fragile di Gesù, che non ha la stessa forza di Lui per respingerlo. Il diavolo ha la capacità di metterci nel cuore il male, se noi lo assecondiamo, se non lo respingiamo subito con gli strumenti che ci sono dati dalla grazia di Dio. Si infila nei pertugi, negli spiragli della nostra fragile condizione (nel sospetto, nel dubbio, nell’invidia, nella maldicenza, nella poca fede,…). Dobbiamo saperlo. Dobbiamo stare in guardia anche noi. Nessuno è garantito. E’ per eccellenza “colui che divide”, questo il vero significato etimologico del suo nome, o anche l’accusatore, l’avversario. Gesù è venuto per unire il cielo alla terra, lui vuole dividere noi da lui. Giuda non era da meno dei suoi compagni. Non doveva tradire per forza, non era predestinato al male. Era sì un uomo debole, ma come gli altri. Era meschino e forse ladro (così si dice di lui nel vangelo, forse con una punta di acredine), ma come i suoi compagni, anche loro pieni di difetti. Giuda ha aperto le porte al male, ha acconsentito, ha detto di sì, ha deciso di tradire, ha dato spazio nel suo cuore a quei pensieri malvagi, non li ha cacciati via subito. Si è schierato dall’altra parte, forse senza capire fino in fondo quello che stava facendo. Ha permesso al satana di entrare dentro di lui, non gli ha chiuso la porta…

3 Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava

  • sta per concludersi la missione terrena di Gesù, quella di riportare a Dio Padre tutto ciò che gli ha dato. Non solo Lui torna al Padre, ma apre la strada perché tutto e tutti tornino a Dio (“Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre” – 16,28). (“Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato” – 18,9b)

4 si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 5 Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.

  • Giovanni non riporta come invece fanno i Vangeli sinottici (Matteo, Marco e Luca) l’istituzione dell’eucarestia (“questo è il mio corpo… questo è il mio sangue offerto per voi, prendete e mangiate, prendete e bevetene tutti…”), ma al posto di questo episodio propone la “lavanda dei piedi”. Il quarto vangelo è l’ultimo ad essere stato scritto e Giovanni ha a cuore di sottolineare altri aspetti essenziali dell’eucarestia che i sinottici non avevano riportato. E’ un illuminare l’ultima cena con un altro sguardo, un’altra prospettiva che va a completare quanto scritto negli altri testi.
  • depose le vesti”:per un Signore, un Maestro è un gesto simbolico molto forte. E’ il gesto di chi si spoglia del suo potere, della sua importanza, del suo ruolo di dominio sugli altri. Pensiamo anche a noi: quando dall’Eucaristia passiamo alla vita di tutti i giorni sappiamo deporre le vesti del tornaconto, del calcolo, dell’interesse personale per lasciarci guidare da un amore autentico verso gli altri? Oppure dopo l’Eucaristia non siamo capaci di deporre le vesti della supremazia, del dominio e dell’arroganza per indossare quelle della semplicità, del servizio e della povertà?
  • “si cinse un asciugatoio”: è l’immagine della «chiesa del grembiule». Possiamo chiederci: nella vita della nostra famiglia, della nostra comunità ecclesiale percorriamo la strada del servizio, della condivisione? Siamo in qualche modo coinvolti direttamente nel servizio ai poveri e agli ultimi sia nella vita ecclesiale che in quella civile? Sappiamo scorgere il volto di Cristo che chiede di essere servito, amato nei poveri, negli ammalati, in chi è più solo, in quelli che nessuno ha il coraggio di accogliere, ascoltare e guardare? – Il lavare i piedi era un tipico atto riservato ai servi che si inginocchiano e lavano i piedi pieni di polvere dei loro padroni quando questi rientravano a casa. E’ inaudito che il Maestro, il Signore faccia questo, si metta in questa posizione servile. Questo atteggiamento di Gesù ci aiuta a capire da una parte lo sconcerto di Pietro e dall’altra l’ampiezza dell’amore di Cristo per noi, lui che è il Maestro e il Signore si mise a lavare i loro piedi sporchi e puzzolenti (“io sto in mezzo a voi come colui che serve” – Lc 22,27b). Ci aiuta a capire anche quale profondo cammino di discesa e di umiltà ha volontariamente compiuto per includere tutti nel suo amore, indicando anche a noi la strada da seguire. Ascoltiamo S. Paolo che scrive ai cristiani di Filippi indicando loro come comportarsi: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,5-8). Questa spoliazione, questa umiliazione di Lui che è Dio, questo suo abbassarsi fino a prendere la nostra condizione umana, fino a sperimentare la morte, e la morte più umiliante e barbara (la morte in croce era riservata ai peggiori delinquenti), riversa sull’umanità intera il dono della divinità, come si dice efficacemente nella bellissima antifona ai primi vespri della solennità della Madre di Dio, che celebriamo il primo Gennaio di ogni anno e che così recita: “O meraviglioso scambio, il Signore nostro Dio divenuto vero uomo, ci dà la sua divinità.” E’ davvero uno scambio meraviglioso e tutto a nostro vantaggio quello che compie il Cristo: lui prende su di noi la nostra natura umana e mortale, i nostri peccati e la nostra debolezza e in cambio dona a noi la vita divina. O ancora, “Accogli Signore i nostri doni in questo misterioso incontro, tra la nostra povertà e la tua grandezza. Noi ti offriamo le cose che tu stesso ci hai dato e tu in cambio donaci, donaci te stesso”. E’ la preghiera che il sacerdote recita sulle offerte nella Messa del 5 Gennaio.

6 Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». 7 Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». 8 Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

Pietro si rifiuta di farsi lavare i piedi. Giammai tu che sei il Maestro e il Messia laverai i piedi a me!
Questo è un grande problema. Anche oggi. Anche per ognuno di noi. Non è sufficiente incontrare il Signore, bisogna anche lasciarsi fare da lui, lasciarsi amare, permettere che lui ci tolga i calzari e che tocchi la nostra polvere, i nostri peccati più profondi, le nostre mancanze e brutture più intime e nascoste. Non possiamo darci la grazia di Dio da soli, non possiamo presumere di salvarci senza che sia Lui a farlo. Oggi questo è un problema molto serio, nell’epoca della “religione fai da te”, in cui si ritiene di poter regolare tutto da soli nel nostro “rapporto personale” con il Signore. Infatti Gesù dice a Pietro: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. Gesù non fa sconti, non è possibilista riguardo questo punto, non assume quell’atteggiamento -che oggi diremmo “buonista”-, di chi dice “sì, dai, non preoccuparti, va bene lo stesso…”. Anche noi, come Gesù, dobbiamo divenire umili per lasciarci toccare da lui nelle nostre ferite più profonde, da lui solo che può risanarci e guarirci. Spesso viviamo la conversione al Signore e la nostra fede in lui come una serie di cose da fare, di atti da compiere, senza capire che il primo gesto vero di un cuore convertito è quello di lasciarsi amare per quello che siamo, di guardare insieme a Gesù le nostre ferite, i nostri peccati, per lasciarci toccare da lui, per permettergli di lavarci e di guarire il nostro cuore. E’ un atto di fiducia e nello stesso tempo di obbedienza al quale siamo chiamati. Lasciarci toccare, lavare da Gesù! (“dice il Signore: «Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana.” (Is 1,18). C’è da mettere in atto la fiducia, è un atto di fede in Gesù che dice a noi come a Pietro «Se non ti laverò, non avrai parte con me».

9 Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!». 

  • Che bella questa irruenza di Pietro. Non ha capito quasi niente (“Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”), ma si fida del suo Signore. Al solo sentirsi dire: “guarda che se non ti farai lavare non potrai aver parte con me”, cambia idea e ora vuol fare tutto il bagno dalla testa ai piedi! O Signore, dai anche a noi questo slancio di Pietro, convinci anche i nostri cuori induriti a voler aver parte con te! Abbatti le nostre resistenze (culturali, di orgoglio, di dubbio, di vergogna,…) per farci pulire da te, dal tuo lavacro di grazia! Aiutaci a fare questo atto di umiltà…

10 Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». 11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».

  • Pietro aderisce ora alle parole del Maestro, ma senza capire il significato profondo dell’azione di Gesù. Si mostra disposto a farsi lavare, non solo i piedi, ma, anche le mani e la testa come in un’azione di purificazione o abluzione- frequente nella mentalità giudaica del tempo. Non comprende il significato del gesto che Gesù sta compiendo a lui e agli altri. I discepoli sono diventati puri nel momento in cui hanno accettato di lasciarsi guidare dalla Parola del Maestro (“Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato” – 15,3), rifiutando quella del mondo quindi essi non hanno più bisogno del rito giudaico della purificazione, ma solo di “lasciarsi lavare i piedi da Gesù”, ovvero di lasciarsi amare da lui. E’ un lavacro nuovo questo, che preannuncia il sacrificio di Gesù che si offre per noi sulla croce, donandoci questa purificazione, questo lavacro dai nostri peccati (Egli portòi nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti” – 1Pt2, 24-25a). E’ quanto avviene a noi con il battesimo, che è lavacro di purificazione che ci rende figli di Dio (“e se figli anche eredi”, ci dice ancora S. Paolo – Rm 8,17) il cui dono di grazia siamo chiamati a custodire e conservare puro nel corso della nostra vita lasciandoci continuamente lavare da Gesù.
  • “E voi siete mondi, ma non tutti”: c’è chi ha rifiutato il dono, chi ha tradito, chi non ha voluto accogliere la Parola e grazia di Dio che è per tutti. Il problema non è tanto il tradimento per paura, per debolezza (anche Pietro da lì a poco tradirà e tradirà per ben tre volte!), ma il tradimento pensato, studiato, voluto, consapevole e reiterato. Il Signore, proprio perché ci ama, ci rende liberi, non obbliga nessuno a seguirlo e accoglierlo. (“Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; poiché io oggi ti comando di amare il Signore tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il Signore tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano. Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il Signore ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe”.(Dt 14,15-20)). Anche Giuda aveva questa libertà di scelta…

12 Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15 Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.

  • “Signore” a quel tempo era chiamato colui che aveva potere di vita o di morte sui suoi servi, colui che disponeva di loro in tutto e per tutto. É davvero sconvolgente questa immagine di Dio che Gesù ci rivela: Lui non è un sovrano che risiede esclusivamente nel cielo, ma si presenta come servo dell’umanità per innalzarla a livello divino. Da questo paradosso divino scaturisce per la comunità dei credenti quella libertà che nasce dall’essere “figli nel Figlio”, che nasce dall’amore e che rende tutti i suoi membri «signori» (liberi) perché servi. É come dire che solo la libertà crea vero amore. Si serve liberamente, per amore, senza aspettarsi nulla in cambio. D’ora in poi il servizio che i credenti renderanno all’uomo avrà come scopo quello di instaurare rapporti tra gli uomini in cui l’uguaglianza e la libertà siano una conseguenza della pratica del servizio reciproco. Gesù con il suo gesto intende mostrare che qualsiasi dominio o tentativo di sopravvento sull’uomo è contrario all’atteggiamento di Dio che, invece, serve l’uomo per elevarlo a sé. Inoltre non hanno più senso le pretese di superiorità di un uomo sull’altro, perché la comunità fondata da Gesù non ha caratteristiche piramidali, ma dimensioni orizzontali, in cui ciascuno è a servizio degli altri, sull’esempio di Dio e di Gesù. (Non mentitevi gli uni gli altri. Vi siete infatti spogliati dell’uomo vecchio con le sue azioni e avete rivestito il nuovo, che si rinnova, per una piena conoscenza, ad immagine del suo Creatore. Qui non c’è più Greco o Giudeo, circoncisione o incirconcisione, barbaro o Scita, schiavo o libero, ma Cristo è tutto in tutti. Rivestitevi dunque, come amati di Dio, santi e diletti, di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente, se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo di perfezione. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E siate riconoscenti! Col 3,9-15)
  • Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.” Ecco in questo solo versetto il comandamento di Gesù per i suoi, ripetuto tante volte nel Vangelo di Giovanni ( “Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri” (15,17) e ancora: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri (13,35)). Il comandamento dell’amore è la cartina di tornasole del cristiano cui tutte le altre pratiche sono sottomesse. Lo stesso evangelista Giovanni nella sua prima lettera rincara la dose per quelli che, come molti di noi oggi, fanno finta di non sentire e ci ammonisce: “Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.”(1Gv 4,20). Non abbiamo più scuse, non possiamo più tirarci indietro e vivere una fede disincarnata, che non incida (incidere è un verbo che implica una ferita, un qualcosa che fa male, che scarnifica) concretamente nel nostro stile di vita e nelle nostre scelte. Gesù ci ha mostrato la via, la via del dono di sé fino a donare la vita…                                                                                 Passata questa emergenza sanitaria che ci confina tutti nelle nostre case, e che ha portato a molti tanto dolore, saremo tutti chiamati molto presto a confrontarci con queste parole del Vangelo, a mettere alla prova dei fatti la nostra fede, riguardo le scelte economiche e politiche da intraprendere per risollevarci insieme da questa catastrofe. Il Vangelo parla della vita concreta, ci chiede conto del fratello e ci invita a stili di vita nuovi che comprendano l’amore per chi più ha bisogno. Quale società vogliamo costruire? Anche qui avremo davanti il bene e il male, la condivisione o l’esclusione di tanti, l’interesse personale o quello collettivo. Molte volte vorremmo che il bene fosse a costo zero o che a pagare fossero sempre gli altri, ma così non è. Il Signore ci preservi dall’egoismo, dal tornaconto e ci metta nel cuore la legge dell’amore che lui ci mostra con il dono gratuito della sua vita per tutti (Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi.”)

Ci doni Gesù la grazia e l’amore per saper scegliere sempre il bene!

PREGHIAMO

Salmo 116 (114-115), 12-13;15-16bc; 17-18

Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore
Preziosa agli occhi del Signore
è la morte dei suoi fedeli.

Io sono tuo servo,
figlio della tua ancella;
hai spezzato le mie catene.
A te offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il popolo.

 

Preghiere finali:                                                                                                              

Affascinato dal modo con cui Gesù esprime il suo amore verso i suoi Origene così prega:

Gesù, vieni, ho i piedi sporchi.
Per me fatti servo, versa l’acqua nel bacile;
vieni, lavami i piedi.
Lo so, è temerario quel che ti dico,
ma temo la minaccia delle tue parole:
«Se non ti laverò,
non avrai parte con me».
Lavami dunque i piedi,
perché abbia parte con te.

(Omelia 5 su Isaia)

E Sant’Ambrogio preso da un desiderio ardente di corrispondere all’amore di Gesù, così si esprime:

O mio Signore Gesù,
lasciami lavare i tuoi sacri piedi;
te li sei sporcati da quando cammini nella mia anima…
Ma dove prenderò l’acqua della fonte
per lavarti i piedi?
In mancanza di essa
mi restano gli occhi per piangere:
bagnando i tuoi piedi con le mie lacrime,
fa’ che io stesso rimanga purificato.