Mercoledì Santo – CONFESSIONE in tempo di emergenza

Parrocchia del Crocifisso (Sant’Andrea dell’Ausa)

SETTIMANA SANTA 2020
in CASA e in FAMIGLIA

 

MERCOLEDI’ SANTO

O ALTRO GIORNO DELLA SETTIMANA SANTA 2020


CONFESSARSI IN TEMPI DI EMERGENZA

Considerazioni preliminari

La Chiesa ci dice: “In caso di estrema necessità l’atto di dolore perfetto, accompagnato dall’intenzione di ricevere il sacramento della Penitenza, da se stesso comporta immediatamente la riconciliazione con Dio. Se si verifica l’impossibilità di accostarsi al sacramento della Penitenza, anche il solo desiderio di ricevere a suo tempo l’assoluzione sacramentale, accompagnata da una preghiera di pentimento comporta il perdono dei peccati, anche gravi, commessi”.

Non è la prassi normale, ma è la condizione straordinaria che ci porta a ricorrere a questa possibilità per poter vivere la Pasqua. Dunque, per ottenere il perdono dei peccati sono necessari:

  • Il pentimento perfetto, che, oltre al dolore per i peccati commessi, richiede la scelta esplicita e consapevole di vivere secondo la volontà di Dio e i suoi comandamenti.
  • L’intenzione di confessarsi appena sarà possibile.
  • Una preghiera di pentimento.

Questa celebrazione  vorrebbe accompagnare a vivere un percorso verso la contrizione del cuore (un sincero pentimento dei propri peccati).


Consigliamo di mettere davanti a se, sul tavolo, l’immagine del Crocifisso oppure la Bibbia (o un libro del Vangelo) e, se è possibile, accendere una candela.


Celebrazione penitenziale – Confessione in tempo di emergenza

NON TEMERE IO SONO CON TE

 

G. Giorni difficili e dolorosi quelli che stiamo vivendo, giorni senza celebrazioni sacramentali comunitarie, ma al centro della nostra vita la presenza di Dio c’è, è forte, è certa! Rivolgiamoci a lui con fiducia. Si tratta di attingere dagli strumenti che la Chiesa, comunità di credenti in cammino verso il Signore, ha nelle sue mani. Papa Francesco, data l’impossibilità della confessione individuale, ci ricorda che Dio concede il perdono gratuitamente e incondizionatamente a chi si pente con atto di contrizione perfetta.

Privati della confessione individuale, facciamo quello che ci insegna il Catechismo: Parla con Dio, è tuo Padre e digli la verità: “Signore, ho combinato questo e questo… perdonami”. Chiedi perdono con un atto di contrizione sincero e con l’impegno a confessarti appena possibile. “Dopo mi confesserò, ma tu perdonami adesso”.

CANTO: La mia preghiera elevo a te

G. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T. Amen

G. Preghiamo: Padre, tu mi conosci per nome. Mi hai chiamato alla vita e mi conduci per mano. Confesso il tuo amore per me e ti prego: illumina il mio spirito, perché possa conoscere sempre meglio me stesso e le tue attese, e mi converta a te con tutto il cuore, nella gioia del perdono e di un rinnovato impegno, per Cristo nostro Signore.

T. Amen

 

L 1.    Dal libro del profeta Isaia (1-16,20)

Lavatevi, purificatevi, allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova.

Su, venite e discutiamo, dice il Signore. Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Ma se vi ostinate e vi ribellate, sarete divorati dalla spada, perché la bocca del Signore ha parlato.

Parola di Dio.

T. Rendiamo grazie a Dio.

 

Dal salmo 50

T. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

L. Pietà di me, o Dio, nel tuo amore,
nella tua grande misericordia
cancella il mio peccato.

T. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

L. Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Si, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

T. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

L. Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto:
così sei giusto nella tua sentenza,
sei retto nel tuo giudizio.

T. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

L. Distogli lo sguardo dai miei peccati,
cancella tutte le mie colpe.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.

T. Crea in me, o Dio, un cuore puro.

 

T. Gloria e lode a te, o Cristo!

Le tue parole, Signore, sono spirito e vita: tu hai parole di vita eterna.

T. Gloria e lode a te, o Cristo!

 

L. Dal Vangelo secondo Marco (4,35-40)

In quel medesimo giorno, verso sera, (Gesù) disse loro: «Passiamo all’altra riva».  E lasciata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.  Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto  che ormai era piena.  Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che moriamo?».  Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.  Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?».  E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».

Parola del Signore.

T. Lode a te o Cristo.

 

Pausa di rilettura e riflessione silenziosa sulla Parola. 

 

G. Guidati dalla Parola di Dio e dalle riflessioni di Papa Francesco, diamo uno sguardo alla nostra vita per vedere quale direzione prendere.

L. Dall’omelia di papa Francesco (piazza San Pietro 27 marzo 2020)“Perché avete paura? Non avete ancora fede”. La tua Parola ci colpisce e riguarda. Siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci di tutto; non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre siamo in mare aperto, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”

G. Abbiamo chiaro che con le nostre scelte di ogni giorno possiamo condizionare la vita dei nostri fratelli, accrescere la povertà, lo sfruttamento, le ingiustizie oppure collaborare alla costruzione di quella che il Papa San Paolo VI chiamava la civiltà dell’amore.

Breve pausa

L. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, tutti chiamati a remare insieme, ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme.

G. Chiediamoci: all’interno delle nostre famiglie, siamo capaci di camminare insieme, con scelte condivise, sapendoci aspettare l’un l’atro, accettandoci veramente con i nostri limiti? Nella comunità civile, nella parrocchia, siamo solo spettatori o ci impegniamo con serietà per camminare insieme, per il bene comune, anche se con diversi modi di vedere, ma avendo come unico obbiettivo: creare una comunità che accoglie, si prende cura di chi è in difficoltà, non lascia indietro nessuno?

Breve pausa

L. Maestro, non t’importa che siamo perduti? Non t’importa? Pensano che Gesù si disinteressi di loro, che non si curi di loro. Tra noi, nelle nostre famiglie, una delle cose che ci fa più male è quando ci sentiamo dire: “Non mi importa di te”. E’ una frase che ferisce e scatena tempeste del cuore. Avrà scosso anche Gesù. Perché a nessuno più che a Lui importa di noi. Infatti, una volta invocato, salva i suoi discepoli sfiduciati.

G. Come abbiamo reagito di fronte a questo male oscuro? Quale ruolo ha il Signore? Cosa gli chiediamo, come lo sentiamo? Lontano o vicino che sta condividendo la nostra fatica giorno dopo giorno? Abbiamo avuto rispetto per la nostra vita e quella degli altri, osservando le regole che ci sono state date, o abbiamo pensato solo a noi stessi evitando il contagio e non pensando che potremmo essere causa di contagio per gli altri, cercando di non essere i soliti furbi che raggirano le regole date per il ben comune?

Breve pausa

L. “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”. Signore, ci rivolgi un appello alla fede: Che non è tanto di credere che Tu esista, ma venire a Te e fidarsi di Te. In questa quaresima risuona il tuo appello urgente “Convertitevi”, ritornate a me con tutto il cuore. E’ il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. Le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni, solitamente dimenticate. Un ringraziamento per medici, infermieri, addetti ai supermercati, alle pulizie, badanti, trasportatori, chi è impegnato in un lavoro necessario.

G. Ci ricordiamo di ringraziare tutti coloro che si sacrificano per noi o siamo sempre a lamentarci e criticare? Come viviamo questo tempo in famiglia, a volte in spazi ristretti? Forse è un’opportunità che il Signore ci dona per riscoprire la famiglia, chi ci vive accanto, chi ogni giorno in silenzio si sacrifica e non riceve mai un grazie.
Ci siamo ricordati di sostenere con la preghiera gli amministratori pubblici, chiamati a gestire un’emergenza impensabile o continuiamo a schierarci secondo l’appartenenza politica, passando ancora una volta sopra il bene comune?

 

Esame di coscienza

G. Sono invitato ora a riconoscere i miei peccati e le mie infedeltà a Dio perché possa ricevere il suo perdono. Il pentimento non nasce dal capire che ho sbagliato ed ho trascurato una regola o un ordine, nemmeno se questi fossero dati da Dio. Il pentimento nasce dal capire che ho rotto il legame di amicizia con il Signore. Il pentimento nasce dal comprendere che sebbene Dio mi voglia sempre bene, sia sempre fedele, io invece non lo sono stato. Il pentimento quindi nasce dal guardare Gesù e stare sotto questo sguardo di bene e di fedeltà che nello stesso tempo mi dice “non peccare più” e “io ti amo sempre e ti accompagno sempre”.

Tempo di silenzio per l’esame di coscienza personale

Esame di coscienza per i più grandi

Queste domande sono semplicemente degli strumenti per capire come è realmente il nostro rapporto col Signore: rispondiamo “dialogando con Lui”.

 Dio è mio Padre e mi ama

– Quale posto ti dò Signore nella mia vita?
– Quando faccio le mie scelte penso alla tua Parola, al tuo Vangelo?
– Ti dono qualche tempo della mia giornata per pregarti, per incontrarti?
– Amo l’eucarestia e la confessione che sono segni speciali con i quali tu entri nella mia vita? Li vivo frequentemente?
– Mi accade a volte di inveire contro di te bestemmiandoti?
– Ti ringrazio per i tuoi doni e perché mi ami?

 Dio è padre di tutti ed è presente in tutti

– Amo tutti i tuoi figli come me stesso?
– Tendo a servirmi di loro o a servirli?
– Faccio valere le mie opinioni servendomi della forza o della ragione?
– Sono capace di perdonare chi mi fa del male come fai Tu con me?
– Sono sincero e leale o mi accade a volte di mentire per paura o per interesse?
– Quando qualcuno mi chiede aiuto riconosco che tu sei presente in lui, come mi comporto?
– Sono capace di vedere e condividere la tristezza e la gioia del miei fratelli e sorelle?
– Mi isolo da ciò che mi accade intorno e tendo a pensare ai fatti miei?
– Sono segno del tuo amore per il mio ragazzo/a, mio marito/mia moglie e mi sono comportato sempre in modo rispettoso della sua persona oppure ho messo al primo posto la ricerca di me stesso e del mio piacere?

 Cresco come figlio di Dio in Gesù?

– Amo la mia vita come un tuo dono o Signore?
– Sono pigro e faccio le cose svogliatamente?
– Mi so accontentare di quello che ho sapendo che tu ti prendi cura di me?
– Attribuisco troppa importanza ai valori materiali o so coltivare anche quelli interiori (l’umiltà, la gentilezza, la riflessione, la pazienza…)?
– Agisco con la gioia di essere tuo figlio sempre o sono giusto solo quando so che qualcuno mi vede?
– Dedico al divertimento e al riposo un tempo proporzionato?
– Sono puro nei pensieri, nelle azioni, negli sguardi, nei discorsi o manco di rispetto verso il mio corpo o verso quello degli altri che sono tutti luogo della tua dimora?

 

Esame di coscienza per i più piccoli

Queste domande sono semplicemente degli strumenti per capire come è realmente il nostro rapporto col Signore: rispondiamo “dialogando con Lui”.

 Gesù mi vuole bene: io come lo tratto?

– Ti voglio bene Gesù?
– Ti ricordo e ti prego al mattino e alla sera? Leggo il tuo Vangelo ogni tanto?
– Prima di fare qualcosa di importante chiedo a Gesù di starmi vicino e di consigliarmi?
– Di domenica, anche se non è possibile andare in chiesa, faccio una preghiera speciale o partecipo lo stesso alla messa (anche se alla televisione)?
– Mi sono vergognato di te o di andare in Chiesa?
– Ho detto delle parolacce a te, alla tua Mamma, a tuo Padre o ai santi, tuoi amici?

Tu Gesù vuoi bene a me e a tutti allo stesso modo, ed io?

– Ubbidisco ai miei genitori, li aiuto e li rispetto, come hai fatto tu con Maria e Giuseppe?
– Vado d’accordo con i miei fratelli /sorelle?
– Sono rispettoso e gentile con tutti, sapendo che tu abiti il loro cuore?
– Alle lezioni sto attento, studio e m’impegno usando le capacità che tu mi hai dato?
– Mi arrabbio facilmente e sono litigioso?
– So perdonare i torti ricevuti e le offese come tu fai sempre con me?
– Parlo male dei miei amici? Li prendo in giro, li offendo o alzo le mani, dimenticandomi quanto ti sono cari?
– Dico bugie magari rendendo tristi gli altri?
– Mantengo le promesse?
– Aiuto chi ha bisogno sapendo che ogni volta aiuto te?
– Dico agli altri le parolacce?

I miei sentimenti assomigliano ai tuoi Gesù o imparano da te?

– So riconoscere i miei sbagli e chiedere scusa?
– Faccio confronti tra me e gli altri per quanto non ho, oppure riesco ad essere contento di ciò che tu mi doni?
– Se altri si vogliono bene e stanno insieme, faccio loro i dispetti o cerco di rovinare la loro amicizia per averne vantaggio?
– Mi lascio prendere dalla pigrizia e perdo tempo?
– Ho atteggiamenti e pensieri rispettosi verso il mio corpo e quello degli altri che sono tuoi doni, oppure guardo, penso o dico cose volgari?

Gesù mi dona tutto e si prende cura di me

– Rispetto la natura che è dono tuo Signore?
– Ho cura dell’ambiente circostante oppure sporco e rovino le cose?
– Spreco il cibo che tu mi doni attraverso i miei genitori ed il loro lavoro?
– Ho rubato o danneggiato le cose degli altri?
– Sono attaccato alle mie cose e non voglio prestarle o donarle?
– Ti ringrazio Gesù per le cose belle e le persone buone che ho nella mia vita?

 

CANTO: Signore, sono qui ai tuoi piedi

ATTO DI PENTIMENTO

In questo momento, sia che siamo soli, sia che viviamo questa celebrazione/confessione in famiglia,  ognuno, prendendo in mano il Crocifisso o mettendo la mano sul Crocifisso che ha davanti, in segreto, senza farsi sentire dai presenti, dice a Gesù i propri peccati, poi chiede perdono con l’Atto di dolore oppure con la seguente preghiera:

Padre santo, come il figliol prodigo
mi rivolgo alla tua misericordia:
«Ho peccato contro di te,
non son più degno d’esser chiamato tuo figlio ».

Cristo Gesù, Salvatore del mondo,
che hai aperto al buon ladrone
le porte del paradiso,
ricordati di me nel tuo regno.

Spirito Santo, sorgente di pace e d’amore,
fa’ che purificato da ogni colpa
e riconciliato con il Padre
io cammini sempre come figlio della luce.


Quando tutti hanno recitato l’atto di pentimento o di dolore, si prosegue dicendo:

T. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. Amen.


PROFESSIONE DI FEDE

G. Rinnoviamo la nostra professione di fede.

T. Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio.
Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.

G. In unione con tutta la Chiesa e con tutti coloro che, in quanto battezzati, si riconoscono come figli di Dio preghiamo insieme:

T. Padre nostro…

G. Preghiamo: Manda su di noi, Signore, il tuo Santo Spirito, che purifichi con la penitenza i nostri cuori e ci trasformi in sacrificio a te gradito; nella gioia di una vita nuova loderemo sempre il tuo nome santo e misericordioso. Per Cristo nostro Signore.

T. Amen

T. ( facendosi il segno di croce) Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

Si può concludere con l’antifona mariana Sotto la tua protezione:

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova,
e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

 

 

 

 

CANTO: Grandi cose