Incontro con il nostro Vescovo

22 Ottobre 2023

Ieri, sabato 21 ottobre, alle 21 nella nostra chiesa si è tenuto l’incontro con Monsignore Nicolò Anselmi (Vescovo di Rimini) sul tema “Il mio incontro personale con Cristo ed una chiesa accogliente”, a cui è seguito un momento conviviale.

Dal giornalino di dicembre

La’ dove siamo….

Il 21 ottobre, nell’ambito della festa parrocchiale, il nostro Vescovo è venuto a farci visita. Subito ci ha fatto sentire come se fossimo nel salotto di casa a fare quattro chiacchiere fra amici. Che chiacchiera però…

Ha esordito raccontandoci in profondità della sua vita: “Questo è il momento più bello del mio rapporto con Cristo, la Madonna e i santi. Il mio amore per Cristo è molto più intenso da quando ero giovane”. “Dalle persone che soffrono s’imparano tante cose”, ha accennato raccontando della sua esperienza con una persona a lui cara. Ed è stata una affermazione che ha suscitato delle domande dei presenti: Cosa voleva dire? “Per entrare in relazione con le persone che soffrono ho imparato che bisogna imparare ad ascoltarle. Ci vuole tanto silenzio. Magari chi vuole aiutare si pone in un gradino più alto e non riesce a mettersi al livello di chi soffre. Bisogna sempre essere realisti e sentirsi inadeguati, non all’altezza di rispondere al loro dolore. Il loro dolore ci insegna ad andare in profondità. Chi sta male ti insegna la pazienza e la mancanza di pretesa che l’altro cambi”.

Poi gli sono state rivolte altre domande sui giovani, alle quali, da ex educatore e capo scout, ha risposto molto volentieri: “Noi adulti abbiamo un grande dovere: fare un mondo dove ogni giovane possa vivere serenamente la propria vocazione. Viviamo in un mondo ansiogeno, siamo storditi dall’eccessiva velocità, produttività, ecc., e i ragazzi ne sono travolti, loro malgrado. Dovremmo vivere, anche a livello ecclesiale, più al ritmo lento della natura. A Rimini ci si diverte ma non ci si converte (la ricompensa del Signore e la gioia non sono i soldi). Fare tantissime cose ti fa entrare in un tritacarne dove non si trova il tempo per discernere e tanto meno per incontrare per davvero gli altri. Meglio un passo di meno, ma tutti insieme”.

Infine ci ha raccontato che nel ritiro che ha fatto prima di diventare vescovo, una riflessione di Ratzinger lo ha segnato per sempre. Prima ci ha detto: “Ringrazio questo corpo che Dio mi ha donato per poter rendere visibile Gesù. D’altronde, nella Messa è Gesù che si offre al Padre e lo ringrazia perché gli ha permesso d’incarnarsi e così essere vicino all’umanità. È per questo che il gesto della messa, per noi, è un ringraziamento al Padre che ci ha creati. Gli angeli non possono baciare, dare una carezza, rimboccare un malato. Invece per noi, ogni respiro è un’occasione stupenda per amare come Gesù ci ha amato. Là dove noi siamo, facciamo come ha fatto Gesù, perché il mondo creda, intravveda qualcosa di Gesù e Lo riconosca”.

E poi ci ha spiegato la riflessione di Ratzinger: “Vi ricordate Filippo che dice a Gesù: Dove è tuo Padre, ce lo fai vedere? E Gesù: Chi vede me, vede il Padre. Se ce lo chiede un bambino: dov’è Gesù? Noi dovremmo poter dire: chi vede noi, vede Gesù. O per lo meno, aggiunge sorridente, gli assomigliamo un po’, non proprio del tutto”. Poi sempre con un gran sorriso ci ha salutati dicendo: “Auguro a tutti voi di sentirvi illuminati da queste ultime parole”.