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Un nuovo prete per la nostra diocesi di Rimini.

3 Ottobre 2022

 

 

  1. Una breve biografia

Mi chiamo Marco Evangelisti, ho 27 anni, sono nato a Cesena il 5 dicembre del 1994 e prima del mio ingresso in seminario ho sempre vissuto a Santarcangelo di Romagna. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo delle Scienze Sociali “M. Valgimigli” di Rimini all’età di 18 anni, nel 2013 sono entrato in Seminario a Rimini dove ho vissuto gli anni di propedeutica, per poi iniziare nel 2015 gli anni di teologia al Pontificio Seminario Regionale Flaminio “Bendetto XV” in Bologna. Mi sono laureato in teologia nell’ a.a. 2019/2020 con una tesi in psicologia generale e della religione dove ho approfondito la teoria dell’attaccamento nell’esperienza di Dio.
Sono diventato diacono il 19 settembre 2021 e sto continuando a svolgere il mio servizio nella parrocchia S. Andrea Dell’Ausa – Crocifisso a Rimini dove sono inserito già dal 2018. In parrocchia, oltre alle cose “ordinarie”, mi sono occupato in questi anni principalmente dello Scoutismo.

Ho iniziato in questi giorni a Loreto un Master di “Accompagnamento Spirituale e Relazionale dei giovani”, perché desidero acquisire più competenze per la cura delle persone e in particolare per l’accompagnamento spirituale dei giovani.

  1. Raccontaci com’è maturata la tua vocazione

La mia vocazione è nata e maturata in parrocchia a Santarcangelo, facevo fin da piccolo parte del gruppo ANSPI e del coro della parrocchia, mi è sempre piaciuto cantare, fare teatro ed esperienze di oratorio.

Nel 2011, all’età di 16 anni ho partecipato al campo diocesano “Nephesh” di Azione Cattolica: in quel contesto ho sentito che Dio mi chiamava a mettere a disposizione la mia vita per gli altri.

Dopo quel campo, ho iniziato un cammino spirituale accompagnato da don Stefano Sargolini (allora era il viceparroco della mia parrocchia) e sono stato guidato e aiutato anche dai miei educatori e dagli amici coetanei che partecipavano ai gruppi parrocchiali insieme a me.

Grazie anche all’esempio, al sostegno e all’affetto dei miei sacerdoti, oltre a don Stefano, vorrei ringraziare tantissimo anche il mio parroco don Giancarlo Del Bianco, ho maturato l’idea di diventare prete.

A settembre del 2013 sono entrato in Seminario dove sono stato accolto e accompagnato dai formatori.

Gli anni di Seminario sono stati anni di crescita per me, perché sono entrato con tanto entusiasmo e la mia fede in Gesù era una fede molto giovane, entusiasta e guidata dalle emozioni che provavo in quel momento, quindi allo stesso tempo era anche un po’ fragile… come del resto la mia persona.

Mi piace sempre dire che all’inizio del seminario la mia relazione con Gesù era ancora “bambina” e poi nel corso degli anni, grazie al cammino formativo, alle esperienze vissute e alle persone incontrate è diventata una fede più adulta e credo più sicura.

Il cammino di seminario, seppur molto bello e ricco di opportunità, non è stato una passeggiata, ci sono stati anche diversi momenti difficili nei quali non sono mancate crisi e occasioni di mettere in dubbio tante cose… tuttavia rileggendo oggi la mia storia devo dire che alcune di quelle difficoltà sono servite a farmi crescere, non solo nella fede ma anche come persona. Prezioso in questi anni è stato l’aiuto dei miei compagni, dei miei amici, dei miei formatori e dei parroci riminesi che mi hanno accolto e accompagnato.

  1. Diventare prete nel mondo di oggi quali sentimenti ti suscita?

Sono felice di diventare prete perché penso che per la mia vita sia una grazia e un dono immenso e spero possa esserlo anche per la vita di altre persone, tuttavia sono consapevole che diventare prete nel contesto in cui viviamo sarà una bella sfida. Il mondo di oggi, lo dicono anche gli psicologi, è molto più complesso. Una volta la società era più ordinata, i ruoli delle persone erano più chiari… oggi è tutto più in subbuglio e la percezione che ho, soprattutto stando con i giovani, è che manchino delle prospettive che suscitino in loro dei desideri. Con questo, non fraintendetemi, non voglio dire che oggi sia peggio di ieri, però sicuramente occorre liberarsi dai paradigmi del passato perché una volta andavano bene… ma oggi occorre rimettere in discussione con creatività alcune cose che in passato funzionavano, senza perdere di vista l’Essenziale: Gesù e la Chiesa.

  1. Cosa ti porti dietro come bagaglio dopo le prime esperienze pastorali come seminarista e come diacono?

Dopo gli anni che ho vissuto, mi porto dietro un bagaglio ricco di Grazia di Dio: tante sono state le esperienze e tante le belle persone incontrate. Ho avuto anche l’occasione di conoscere tante realtà presenti nella nostra Diocesi: il Presbiterio, l’ANSPI, l’Azione Cattolica, l’AGESCI, l’Ufficio Missionario, la Pastorale Giovanile, il coro della pastorale Giovanile, la Comunità di Montetauro, i Monasteri, gli Ordini religiosi, la Comunità Papa Giovanni XXIII, le Parrocchie… 

Di tutte queste ricchezze sono tanto grato al Signore.

  1. Se dovessi sintetizzare con una frase del Vangelo il messaggio che vuoi portare nel tuo impegno pastorale, quale sceglieresti?

Sceglierei la frase che ho messo anche nel ricordino della mia ordinazione: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13). Credo che il valore delle relazioni e delle amicizie sia oggi fondamentale nell’impegno pastorale. Percepisco che le persone hanno bisogno di sentirsi volute bene dai loro pastori e dalla Chiesa, perché in un mondo che va sempre più verso l’individualismo, c’è bisogno di sentirsi amati… e chi può amarci più di Gesù? Proprio per questo ho scelto come immagine l’icona copta del VII sec.  “Gesù e il suo amico”, perché penso che l’amicizia sia il motore dell’amore.

  1. Quale messaggio vorresti comunicare e condividere in particolare con i giovani nel giorno della tua ordinazione?

In un mondo creato per noi da Dio Padre, dove noi siamo suoi figli ed esistono tante cose belle. In un mondo dove Gesù ci ha donato la sua vita per salvarci… anche se a volte il male e le sofferenze sembrano avere la meglio: non è così, fidatevi! Provate a seguire Gesù per credere.

L’augurio e l’invito che vi faccio è lo stesso che mi ha fatto personalmente il Vescovo qualche anno fa, riprendendo le parole dell’Apostolo Paolo: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene” (Rm 12, 21).

 

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https://www.crocifisso.rimini.it/wp-content/uploads/marcotelefono2.jpg 567 837 Don Renato Bartoli https://www.crocifisso.rimini.it/wp-content/uploads/logo-2.jpg Don Renato Bartoli2022-10-03 22:02:342022-10-10 12:08:19Un nuovo prete per la nostra diocesi di Rimini.

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