Meditazioni dostoevskiane

Concerto d’inverno

Messa di Natale scout con raccolta viveri per Caritas

Messa di Natale dei tre branchi scout (coi genitori) con raccolta viveri per la Caritas (22 dicembre)

 

Ritiro d’Avvento per i bambini del catechismo

NOI del Crocifisso | Dicembre 2023

“NOI del Crocifisso” – Giornalino della Parrocchia del Crocifisso
Dicembre 2023 (Anno Pastorale 2023-2024)

Leggi il giornalino

In questo numero:

  • … invece Dio si fa carne!
  • I nostri giovani (Un granello di senape; …e abbiamo anche l’oratorio!)
  • Un po’ di noi  (Incontro con il nostro Vescovo; Facciamo i compiti assieme?)
  • Incontriamoci (Calendario del tempo di Natale)

Istituzione nuovi ministri laicali della parrocchia

 

Domenica 26 novembre, alle ore 17.30, la Diocesi di Rimini ha celebrato in Basilica Cattedrale la s. Messa con celebrazione dell’istituzione dei ministeri laicali.

Dalla nostra comunità, hanno ricevuto dal Vescovo di Rimini, mons. Niccolò Anselmi, il mandato:

Ministri straordinari della Comunione: Daniela

Lettore: Gianluca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Incontro con il nostro Vescovo

NOI del Crocifisso | Ottobre 2023

“NOI del Crocifisso” – Giornalino della Parrocchia del Crocifisso
Ottobre 2023 (Anno Pastorale 2023-2024)

Leggi il giornalino

In questo numero:

  • Toc Toc…
  • I nostri giovani (Testimonianza dei nostri Scout in Grecia; Due Scout al Campeggio A.C.)
  • Un po’ di noi (I punti che uniscono amicizia e solidarietà; Ricordando Carla Amori; Una Rosa tra i fiori)
  • Incontriamoci (“Vieni e vedi”)
  • Vedovanza cristiana; Programma Festa al Crocifisso

Giornalini 2022-2023

 

Giornalini parrocchiali dell’Anno Pastorale 2022-2023

Dicembre 2022

Gennaio 2023

Maggio 2023

Luglio 2023

 

 

Cambio del parroco al Crocifisso

Conclusione di Maggio (canti)

 

IN PREGHIERA CON MARIA
conclusione del Mese di Maggio

 

  • Introduzione:

 

CANTO: PREGHIERA A MARIA

 

  • Maria, tu che hai atteso nel silenzio la sua Parola per noi:
    Aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.
  • Maria, tu che sei stata così docile davanti al tuo Signor:
    Aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

  • Maria, tu che hai portato dolcemente l’immenso dono d’amor:
    Aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

  • Maria, madre, umilmente tu hai sofferto del suo ingiusto dolor:
    Aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

  • Maria, tu che ora vivi nella gloria insieme al tuo Signor:
    Aiutaci ad accogliere il Figlio tuo che ora vive in noi.

 

 

  • ROSARIO

1° MISTERO. Contempliamo la risurrezione di Gesù da morte.

L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto».  (Mt 28,5-6)

 

CANTO:  AVE MARIA (VERBUM PANIS)

Ave, Maria, Ave.  Ave, Maria, Ave.

  • Donna dell’attesa e madre di speranza. Ora pro nobis.
  • Donna del sorriso e madre del silenzio. Ora pro nobis.
  • Donna di frontiera e madre dell’ardore. Ora pro nobis.
  • Donna del riposo e madre del sentiero. Ora pro nobis.

Ave, Maria, Ave.  Ave, Maria, Ave.

  • Donna del deserto e madre del respiro. Ora pro nobis.
  • Donna della sera e madre del ricordo. Ora pro nobis.
  • Donna del presente e madre del ritorno. Ora pro nobis.
  • Donna della terra e madre dell’amore. Ora pro nobis.

Ave, Maria, Ave.  Ave, Maria, Ave.

 

2° MISTERO. Contempliamo l’ascensione di Gesù al cielo.

Mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. (At 1,9)

 

CANTO:  AVE MARIA STELLA DEL MATTINO

Ave Maria, stella del mattino,
tu che hai vegliato questa notte per noi,
prega per noi che cominciamo questo giorno,
prega per noi, per tutti i giorni della vita:

Ave, Maria.

Madre di tutti, mostraci tuo Figlio,
che tu hai portato nel tuo seno per noi,
nato per noi, per liberarci dalla morte,
morto per noi,  per ricondurci nella vita:

Ave, Maria.

Piena di grazia, segnaci la via,
dov’è la vita preparata per noi,
chiedi per noi misericordia dal Signore,
chiedi per noi che ci sia data la sua pace.

Amen.

 

3° MISTERO. Contempliamo la discesa dello Spirito Santo.

Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo.  (At 2,3-4)

CANTO: GIOVANE DONNA

Giovane donna, attesa dell’umanità
un desiderio d’amore e pura libertà.
Il Dio lontano è qui vicino a te,
voce e silenzio, annuncio di novità.

Ave, Maria. Ave, Maria.

Dio t’ha prescelta qual madre piena di bellezza
ed il suo amore t’avvolgerà con la sua ombra.
Grembo per Dio venuto sulla terra,
tu sarai madre di un uomo nuovo.

Ave, Maria. Ave, Maria.

Ecco l’ancella che vive della sua parola,
libero il cuore perché l’amore trovi casa.
Ora l’attesa è densa di preghiera
e l’uomo nuovo è qui in mezzo a noi.

Ave, Maria. Ave, Maria.

 

4° MISTERO. Contempliamo la Beata Vergine Maria, assunta in cielo.

«Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi» dice il Signore. (Gv 14,3)

CANTO: MADRE, IO VORREI

Ave Maria, ave Maria, ave Maria, ave Maria.

Io vorrei tanto parlare con te di quel figlio che amavi,
io vorrei tanto ascoltare da te quello che pensavi.
Quando hai udito che tu non saresti più stata tua
e questo Figlio che non aspettavi non era per te.

Ave Maria, ave Maria, ave Maria, ave Maria.

Io vorrei tanto sapere da te se quand’era bambino
tu gli hai spiegato cosa sarebbe successo di lui.
E quante volte anche tu di nascosto piangevi, Madre, 
quando sentivi che presto l’avrebbero ucciso, per noi.

Ave Maria, ave Maria, ave Maria, ave Maria.

Io ti ringrazio per questo silenzio che resta tra noi;
io benedico il coraggio di vivere sola con lui. 
Ora capisco che fin da quei giorni pensavi a noi,
per ogni figlio dell’uomo che muore, ti prego così:

 

5° MISTERO. Contempliamo la Beata Vergine Maria, Regina del cielo e della terra.

Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. (Ap 12,1)

CANTO: DELL’AURORA TU SORGI PIU’ BELLA

Dell’aurora tu sorgi più bella
coi tuoi raggi a far lieta la terra,
e tra gli astri che il cielo rinserra,
non v’è stella più bella di te.

Bella tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle, le più belle,
non son belle al par di te. (2 volte)

T’incoronano dodici stelle,
ai tuoi piè piega l’ali il vento,
e la luna s’incurva d’argento:
il tuo manto è colore del ciel.

Bella tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle, le più belle,
non son belle al par di te. (2 volte)

Quando tutto d’intorno rovina
e la voce del pianto non tace,
il tuo sguardo riporta la pace,
la concordia in fondo al cuor.

Bella tu sei qual sole,
bianca più della luna,
e le stelle, le più belle,
non son belle al par di te. (2 volte)

 

CANTO: SALVE, REGINA (GEN)

Salve Regina, madre di misericordia. Vita, dolcezza, speranza nostra: salve! Salve, Regina!  (2 volte)

A te ricorriamo, esuli figli di Eva.
A te sospiriamo, piangenti, in questa valle di lacrime.
Avvocata nostra, volgi a noi gli occhi tuoi,
mostraci dopo questo esilio, il frutto del tuo seno, Gesù.

Salve, Regina, madre di misericordia.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Salve, Regina! Salve, Regina! Salve! Salve!

 

  • LITANIE
  • CONCLUSIONE

CANTO: SANTA MARIA DEL CAMMINO

Mentre trascorre la vita solo tu non sei mai, 
santa Maria del cammino sempre sarà con te.

Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni, Maria, quaggiù, 
cammineremo insieme a te verso la libertà.

Lungo la strada la gente, chiusa in sé stessa va;
offri per primo la mano a chi è vicino a te.

Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni, Maria, quaggiù, 
cammineremo insieme a te verso la libertà.

Quando qualcuno ti dice: “Nulla mai cambierà”,
lotta per un mondo nuovo, lotta per la verità!

Vieni, o Madre, in mezzo a noi, vieni, Maria, quaggiù, 
cammineremo insieme a te verso la libertà.

Quando ti senti ormai stanco e sembra inutile andar,
tu vai tracciando un cammino, un altro ti seguirà.

 

Processione delle Palme 2023 (testo)

Domenica delle Palme 2 aprile 2023

Letture, salmi e canti per la processione

 

COMMEMORAZIONE DELL’INGRESSO DI GESU’ IN GERUSALEMME

Canto iniziale:     

Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre, la tua fedeltà Signor!

 

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

E con il tuo spirito.

 

Fratelli e sorelle, fin dall’inizio della Quaresima abbiamo cominciato a preparare i nostri cuori attraverso la penitenza e le opere di carità. Oggi siamo qui radunati affinché con tutta la Chiesa possiamo essere introdotti al mistero pasquale del nostro Signore Gesù Cristo, il quale, per dare reale compimento alla propria passione e risurrezione, entrò nella sua città, Gerusalemme. Seguiamo perciò il Signore, facendo memoria del suo ingresso salvifico, con fede e devozione, affinché, resi partecipi per grazia del mistero della croce, possiamo aver parte alla risurrezione e alla vita eterna.

 

Preghiamo. Dio onnipotente ed eterno, benedici + questi rami di ulivo, e concedi a noi tuoi fedeli, che seguiamo esultanti Cristo, nostro Re e Signore, di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Amen.

(Aspersione dei rami con l’acqua benedetta)

 

Vangelo (Mt 21,1-11)

+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

Parola del Signore.  Lode a te, o Cristo

(Breve commento e invito alla processione)

  1. Imitiamo, fratelli e sorelle, le folle che acclamavano Gesù, e procediamo in pace.
  2. Nel nome di Cristo. Amen.

(I fedeli si mettono in processione dietro alla croce)

 

PROCESSIONE

Canto

Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor.
Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor.

  1. Santo, Santo, Osanna.             
  1. I cieli e la terra, o Signore, sono pieni di Te.
  1. Benedetto colui che viene, nel nome tuo Signor.

 

dal salmo 24 (23)

  • Lettore 1:

Del Signore è la terra e quanto contiene,
il mondo, con i suoi abitanti.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
non giura con inganno.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

 

Osanna-e, osanna-e,
osanna a Cristo Signor.

 

  • Lettore 2:

dall’Esortazione “Cristo vive” di Papa Francesco ai giovani e a tutto il popolo di Dio

(34) Essere giovani, più che un’età, è uno stato del cuore. Quindi, un’istituzione antica come la Chiesa può rinnovarsi e tornare ad essere giovane in diverse fasi della sua lunghissima storia.
(35) Chiediamo al Signore che liberi la Chiesa da coloro che vogliono invecchiarla, fissarla sul passato, frenarla, renderla immobile. Chiediamo anche che la liberi da un’altra tentazione: credere che è giovane perché cede a tutto ciò che il mondo le offre, credere che si rinnova perché nasconde il suo messaggio e si mimetizza con gli altri. No. È giovane quando è sé stessa, quando riceve la forza sempre nuova della Parola di Dio, dell’Eucaristia, della presenza di Cristo e della forza del suo Spirito ogni giorno. È giovane quando è capace di ritornare continuamente alla sua fonte.

 

Osanna-e, osanna-e,
osanna a Cristo Signor.

 

dal salmo 84 (83)

  • Lettore 1:

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente;
anche la prima pioggia
l’ammanta di benedizioni.
Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

 

Osanna-e, osanna-e,
osanna a Cristo Signor.

 

  • Lettore 2:

dall’Esortazione “Cristo vive”

(43) Nel cuore della Chiesa risplende Maria. Ella è il grande modello per una Chiesa giovane che vuole seguire Cristo con freschezza e docilità.
(48) Quella ragazza oggi è la Madre che veglia sui figli, su di noi suoi figli che camminiamo nella vita spesso stanchi, bisognosi, ma col desiderio che la luce della speranza non si spenga. Questo è ciò che vogliamo: che la luce della speranza non si spenga. La nostra Madre guarda questo popolo pellegrino, popolo di giovani che lei ama, che la cerca facendo silenzio nel proprio cuore nonostante che lungo il cammino ci sia tanto rumore, conversazioni e distrazioni. Ma davanti agli occhi della Madre c’è posto soltanto per il silenzio colmo di speranza. E così Maria illumina di nuovo la nostra giovinezza.

 

Gloria canta al Signore Gerusalemme,
loda Sion il tuo Dio. (3v)

 

dal salmo 47 (46)

  • Lettore 1:

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.
Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama.

 

Gloria canta al Signore Gerusalemme,
loda Sion il tuo Dio. (3v)

 

  • Lettore 1:

Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso. Cantate inni a Dio,
cantate inni al nostro re, cantate inni.

 

Gloria canta al Signore Gerusalemme,
loda Sion il tuo Dio. (3v)

 

  • Lettore 2:

Da un’omelia di Papa Francesco

La crisi della fede, l’apatia della pratica credente soprattutto nel dopo-pandemia e l’indifferenza di tanti giovani rispetto alla presenza di Dio non sono questioni che dobbiamo “addolcire”, pensando che tutto sommato un certo spirito religioso resista ancora, no.
A volte, infatti, l’impalcatura può essere religiosa, ma dietro a quel vestito la fede invecchia.
L’elegante guardaroba degli abiti religiosi, infatti, non sempre corrisponde a una fede vivace animata dal dinamismo dell’evangelizzazione.
Occorre vigilare perché le pratiche religiose non si riducano alla ripetizione di un repertorio del passato, ma esprimano una fede viva, aperta, che diffonda la gioia del Vangelo, perché la gioia della Chiesa è evangelizzare.

 

Quale gioia! Mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Ora i piedi, o Gerusalemme,
si fermano davanti a te.

 

dal salmo 122 (121)

  • Lettore 1:

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni per il giudizio,
i troni della casa di Davide.

 

Quale gioia! Mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Ora i piedi, o Gerusalemme,
si fermano davanti a te.

 

  • Lettore 1:

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano:
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.
Per i miei fratelli e i miei amici,
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

 

Quale gioia! Mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Ora i piedi, o Gerusalemme,
si fermano davanti a te.

 

  • Lettore 2:

dall’Esortazione “Cristo vive”

(124) Colui che ci colma della sua grazia, Colui che ci libera, Colui che ci trasforma, Colui che ci guarisce e ci conforta è qualcuno che vive.(125) Se Egli vive, allora davvero potrà essere presente nella tua vita, in ogni momento, per riempirlo di luce. Così non ci saranno mai più solitudine e abbandono. Anche se tutti se ne andassero, Egli sarà lì, come ha promesso: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). Egli riempie tutto con la sua presenza invisibile, e dovunque tu vada ti starà aspettando. Perché non solo è venuto, ma viene e continuerà a venire ogni giorno per invitarti a camminare verso un orizzonte sempre nuovo.

 

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

 

dal salmo 48 (47)

  • Lettore 1:

Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re.
Dio nei suoi palazzi,
un baluardo si è dimostrato.

 

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

 

  • Lettore 1:

O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra;
di giustizia è piena la tua destra.

 

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

 

  • Lettore 2:

dall’Esortazione “Cristo vive”

(199) Se camminiamo insieme, giovani e anziani, potremo essere ben radicati nel presente e, da questa posizione, frequentare il passato e il futuro: frequentare il passato, per imparare dalla storia e per guarire le ferite che a volte ci condizionano; frequentare il futuro, per alimentare l’entusiasmo, far germogliare i sogni, suscitare profezie, far fiorire le speranze. In questo modo, uniti, potremo imparare gli uni dagli altri, riscaldare i cuori, ispirare le nostre menti con la luce del Vangelo e dare nuova forza alle nostre mani.

 

Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre,
la tua fedeltà Signor!

 

dal salmo 125 (124)

  • Lettore 1:

Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.
Non resterà lo scettro dei malvagi
sull’eredità dei giusti,
perché i giusti non tendano le mani
a compiere il male.
Sii buono, Signore, con i buoni
e con i retti di cuore.

 

Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre,
la tua fedeltà Signor!

 

dal salmo 146 (146-147)

  • Lettore 1:

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele;
risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
Egli mette pace nei tuoi confini.

 

Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre,
la tua fedeltà Signor!

I cantieri di Betania. Il Cammino sinodaIe continua.

Il documento della CEI per il secondo anno del Cammino sinodale (leggi)

Preghiera per la pioggia

GRAZIE, SIGNORE, PER LA PIOGGIA

“Dio, nostro Padre, Signore del cielo e della terra (Mat. 11, 25),
tu sei per noi esistenza, energia e vita (At. 17, 28).
Tu hai creato l’uomo a tua immagine (Gen. 1. 27-28)
perché con il suo lavoro faccia fruttificare
le ricchezze della terra
collaborando così alla tua creazione.
Siamo consapevoli della nostra miseria e debolezza:
nulla possiamo senza di te (Cfr. Gv. 15).
Tu, Padre buono, che su tutti fai brillare il tuo sole (Mat. 5, 45)
e cadere la pioggia,
abbi compassione di quanti soffrono duramente
per la siccità che ci ha colpito in questi giorni.
Ascolta con bontà le preghiere a te rivolte
fiduciosamente dalla tua Chiesa (Luc. 4, 25),
come esaudisti le suppliche del profeta Elia (1 Re 17, 1),
che intercedeva in favore del tuo popolo (Giac. 5, 17-18).
Fa’ scendere dal cielo sopra la terra arida
la pioggia sospirata,
perché rinascano i frutti (Ibid. 5, 18)
e siano salvi uomini e animali (Sal. 35, 7).
Che la pioggia sia per noi il segno
della tua grazia e benedizione:
così, riconfortati dalla tua misericordia (Cfr. Is. 55, 10-11),
ti renderemo grazie per ogni dono della terra e del cielo,
con cui il tuo Spirito soddisfa la nostra sete (Gv. 7, 38-39).
Per Gesù Cristo, tuo Figlio, che ci ha rivelato il tuo amore,
sorgente d’acqua viva zampillante per la vita eterna (Ibid. 4, 14).
Amen”.

San Paolo VI Papa, Angelus del 4/7/1976

Una firma per l’Oratorio al Crocifisso

il numero di codice fiscale da scrivere nel riquadro della Dichiarazione dei Redditi insieme con la tua firma

c.f. 91079210406

Processione delle Palme 2022

Letture, salmi e canti per la processione

Canto iniziale: SANTO – (Zairese)

Rit.          

Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor.
Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor.

Santo, Santo, Osanna  (2v) Rit.
I cieli e la terra, o Signore, sono pieni di Te. (2v) Rit.
Benedetto colui che viene, nel nome tuo Signor. (2v) Rit.

 

 Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme


C: La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
T: E con il tuo spirito.

C: Fratelli e sorelle, fin dall’inizio della Quaresima abbiamo cominciato a preparare i nostri cuori attraverso la penitenza e le opere di carità. Oggi siamo qui radunati affinché con tutta la Chiesa possiamo essere introdotti al mistero pasquale del nostro Signore Gesù Cristo, il quale, per dare reale compimento alla propria passione e risurrezione, entrò nella sua città, Gerusalemme. Seguiamo perciò il Signore, facendo memoria del suo ingresso salvifico, con fede e devozione, affinché, resi partecipi per grazia del mistero della croce, possiamo aver parte alla risurrezione e alla vita eterna.

C: Preghiamo. Dio onnipotente ed eterno, benedici + questi rami [di ulivo], e concedi a noi tuoi fedeli, che seguiamo esultanti Cristo, nostro Re e Signore, di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T: Amen.

Aspersione dei rami con l’acqua benedetta.

Vangelo (Lc 19,28-40)

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato, sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo qui. E se qualcuno vi domanda: “Perché lo slegate?”, risponderete così: “Il Signore ne ha bisogno”».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava, stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli, pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre».

Parola del Signore.

T: Lode a te, o Cristo

Invito alla processione

C: Imitiamo, fratelli e sorelle, le folle che acclamavano Gesù, e procediamo in pace.
T: Nel nome di Cristo. Amen.

Inizia la processione dietro alla croce

 

Processione


Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor. (2v)

dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace – 1° gennaio 2022:

In ogni epoca, la pace è insieme dono dall’alto e frutto di un impegno condiviso.
C’è, infatti, una “architettura” della pace, dove intervengono le diverse istituzioni della società,
e c’è un “artigianato” della pace che coinvolge ognuno di noi in prima persona.
Tutti possono collaborare a edificare un mondo più pacifico:
a partire dal proprio cuore e dalle relazioni in famiglia, nella società e con l’ambiente,
fino ai rapporti fra i popoli e fra gli Stati.

Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor. (2v)

dal salmo 24 (23)

Lettore 1:

Del Signore è la terra e quanto contiene,
il mondo, con i suoi abitanti.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli,
non giura con inganno.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor. (2v)

dal salmo 84 (83)

Lettore 1:
Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Beato l’uomo che trova in te il suo rifugio
e ha le tue vie nel suo cuore.
Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente;
anche la prima pioggia
l’ammanta di benedizioni.
Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor. (2v)

Dall’omelia di Papa Francesco in visita a Malta – 3 aprile 2022

Anzitutto, si tratta di riscoprire l’essenziale della fede.
Tornare alla Chiesa delle origini non significa guardare all’indietro
per copiare il modello ecclesiale della prima comunità cristiana.
Non possiamo “saltare la storia”, come se il Signore non avesse parlato
e operato grandi cose anche nella vita della Chiesa dei secoli successivi.
Non significa nemmeno essere troppo idealisti,
immaginando che in quella comunità non ci fossero difficoltà;
al contrario, leggiamo che i discepoli discutono e arrivano persino a litigare tra di loro,
e che non sempre comprendono gli insegnamenti del Signore.
Piuttosto, tornare alle origini significa recuperare lo spirito della prima comunità cristiana,
cioè ritornare al cuore e riscoprire il centro della fede:
la relazione con Gesù e l’annuncio del suo Vangelo al mondo intero.
E questo è l’essenziale! Questa è la gioia della Chiesa: evangelizzare.

Gloria canta al Signore Gerusalemme,
loda Sion il tuo Dio. (3v)

dal salmo 47 (46)

Lettore 2:
Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia,
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,
grande re su tutta la terra.
Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama.

Gloria canta al Signore Gerusalemme,
loda Sion il tuo Dio. (3v)

Lettore 2:
Ascende Dio tra le acclamazioni,
il Signore al suono di tromba.
Dio regna sulle genti,
Dio siede sul suo trono santo.
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:
egli è eccelso. Cantate inni a Dio,
cantate inni al nostro re, cantate inni;

Gloria canta al Signore Gerusalemme,
loda Sion il tuo Dio. (3v)

 

Dall’omelia di Papa Francesco in visita a Malta –3 aprile 2022

La crisi della fede, l’apatia della pratica credente soprattutto nel dopo-pandemia
e l’indifferenza di tanti giovani rispetto alla presenza di Dio
non sono questioni che dobbiamo “addolcire”,
pensando che tutto sommato un certo spirito religioso resista ancora, no.
A volte, infatti, l’impalcatura può essere religiosa,
ma dietro a quel vestito la fede invecchia.
L’elegante guardaroba degli abiti religiosi, infatti,
non sempre corrisponde a una fede vivace
animata dal dinamismo dell’evangelizzazione.
Occorre vigilare perché le pratiche religiose
non si riducano alla ripetizione di un repertorio del passato,
ma esprimano una fede viva, aperta, che diffonda la gioia del Vangelo,
perché la gioia della Chiesa è evangelizzare.

 Quale gioia! Mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Ora i piedi, o Gerusalemme,
si fermano davanti a te.

 dal salmo 122 (121)

Lettore 3:
Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni per il giudizio,
i troni della casa di Davide.

Quale gioia! Mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Ora i piedi, o Gerusalemme,
si fermano davanti a te.

Lettore 3:
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano:
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.
Per i miei fratelli e i miei amici,
io dirò: «Su di te sia pace!»
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Quale gioia! Mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Ora i piedi, o Gerusalemme,
si fermano davanti a te.

 

Dall’omelia di Papa Francesco in visita a Malta – 3 aprile 2022

Fratelli e sorelle, fate “sinodo”, cioè “camminate insieme”.
Perché Dio è presente dove regna l’amore!
Il culto a Dio passa per la vicinanza al fratello.
Senza sospetti, senza divisioni, dicerie, chiacchiere e diffidenze.
L’accoglienza reciproca, non per pura formalità
ma in nome di Cristo, è una sfida permanente.
Lo è anzitutto per le nostre relazioni ecclesiali,
perché la nostra missione porta frutto se lavoriamo nell’amicizia
e nella comunione fraterna.
Ma l’accoglienza è anche la cartina di tornasole per verificare
quanto effettivamente
la Chiesa è permeata dallo spirito del Vangelo.
Maria, la madre, e Giovanni, il discepolo, si accolgono, ai piedi della Croce,
non nel caldo rifugio del cenacolo, ma presso la croce, in quel luogo oscuro
in cui si veniva condannati e crocifissi come malfattori.
E anche noi,
non possiamo accoglierci solo tra di noi,
all’ombra delle nostre belle Chiese, mentre fuori
tanti fratelli e sorelle soffrono
e sono crocifissi
dal dolore, dalla miseria,
dalla povertà, dalla violenza.
Ecco il Vangelo che siamo chiamati a vivere:
accogliere, essere esperti di umanità, accendere fuochi di tenerezza
quando il freddo della vita incombe su coloro che soffrono.

 Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

dal salmo 48 (47)

Lettore 4:
Grande è il Signore e degno di ogni lode
nella città del nostro Dio.
La tua santa montagna, altura stupenda,
è la gioia di tutta la terra.
Il monte Sion, vera dimora divina,
è la capitale del grande re.
Dio nei suoi palazzi,
un baluardo si è dimostrato.

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

Lettore 4:
O Dio, meditiamo il tuo amore
dentro il tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende
sino all’estremità della terra;
di giustizia è piena la tua destra.

Il Signore è la mia salvezza
e con Lui non temo più,
perché ho nel cuore la certezza:
la salvezza è qui con me.

 

Dall’Atto di Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra,
noi, in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te.
Tu sei Madre, ci ami e ci conosci:
niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore.
Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato
la tua provvidente tenerezza,
la tua presenza che riporta la pace,
perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della pace.
Ma noi abbiamo smarrito la via della pace.
Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso,
il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali.
Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni
e stiamo tradendo
i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani.

 Ave Maria

 Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre, la tua fedeltà Signor!

dal salmo 125 (124)

Lettore 5:
Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.
Non resterà lo scettro dei malvagi
sull’eredità dei giusti,
perché i giusti non tendano le mani
a compiere il male.
Sii buono, Signore, con i buoni
e con i retti di cuore.

Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre, la tua fedeltà Signor!

dal salmo 146 (146-147)

Lettore 5:
È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele;
risana i cuori affranti e fascia le loro ferite.
Grande è il Signore nostro,
grande nella sua potenza;
Egli mette pace nei tuoi confini.

 Com’è bello dar lode al Signor
cantare al nome tuo santo,
e di giorno annunziare il tuo amor,
la tua fedeltà per sempre, la tua fedeltà Signor!

 

Dall’Atto di Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra, ci siamo ammalati di avidità,
ci siamo rinchiusi in interessi nazionalisti,
ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo.
Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità,
alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi,
dimenticandoci
che siamo custodi del nostro prossimo
e della stessa casa comune.
Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra,
abbiamo ferito
con il peccato il cuore del Padre nostro,
che ci vuole fratelli e sorelle.
Siamo diventati indifferenti a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi.
E con vergogna diciamo:
perdonaci, Signore!

Ave Maria

O Maria, Madre di Dio e Madre nostra,
nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità,
nel mistero d’iniquità del male e della guerra,
tu, Madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona,
ma continua a guardarci con amore,
desideroso di perdonarci e rialzarci.
È Lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato
un rifugio per la Chiesa e per l’umanità.
Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della storia
ci conduci con tenerezza.

Ave Maria

Accogli, o Madre, questa nostra supplica.
Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare
nella tempesta della guerra.
Tu, arca della nuova alleanza,
ispira progetti e vie di riconciliazione.
Tu, “terra del Cielo”,
riporta la concordia di Dio nel mondo.
Estingui l’odio, placa la vendetta,
insegnaci il perdono.
Liberaci dalla guerra,
preserva il mondo dalla minaccia nucleare.
Regina del Rosario,
ridesta in noi il bisogno di pregare e di amare.
Regina della famiglia umana,
mostra ai popoli la via della fraternità.
Regina della pace,
ottieni al mondo la pace.

Ave Maria

Osanna-e, osanna-e
osanna a Cristo Signor.

Nazareth-Loreto: una sola casa

da IL MESSAGGIO DELLA SANTA CASA· OTTOBRE – NOVEMBRE 2021 – pag.284·

 

NAZARETH – LORETO UNA SOLA CASA

 

Guardiamo un po’ da vicino il mistero che la Sacra Scrittura ci dice riguardo a Maria di Nazareth (Luca 1,26-38).

Nazareth era una cittadina sconosciuta della Galilea e malfamata per quei pochi che ne avevano sentito parlare. Quattro case scavate nel fianco della montagna con poche centinaia di abitanti. Nessun accenno nella geografia dei libri sacri. Era un villaggio di poveri, e la povera gente, come si sa, non fa mai notizia, né allora né oggi!

Erano gli ultimi giorni di marzo. La primavera cominciava a farsi sentire. Faceva ancora un po’ freschino, ma i fiori cominciavano a sbocciare restituendo colore ai rami spogliati dal rigido inverno. Maria aveva già messo le pentole sul fuoco per preparare il pranzo. Era appena tornata dal pozzo. Era stanca. Il sudore le colava lungo il viso. Vo leva riposarsi, ma non riusciva a tenere ferma la testa. Le veniva in mente tutto ciò che aveva discusso con le sue vicine ai bordi del pozzo. Le cose non andavano bene: il loro paese era in mano agli stranieri che sfruttavano la gente. I ricchi, lecca piedi professionisti, si erano alleati con loro. Pur di conservare i propri privilegi, avevano venduto l’anima ai romani. La corruzione, il lusso e l’immoralità erano di casa nei loro palazzi. A farne le spese erano i poveri. La polizia non aveva nessun rispetto per la gente umile. Gli esattori delle tasse sembravano delle sanguisughe. Erano abili nello spillare quattrini. Il lavoro dei poveri non aveva alcun valore. Dappertutto erano evidenti i segni della fame, della miseria e della violenza. Persino nel tempio non c’era spazio per i poveri: i posti migliori erano assegnati ai pezzi grossi.

Erano queste le cose che la gente commentava a mezza voce, quando andava a prendere acqua alla fonte. Era l’argomento del giorno, soprattutto nella Galilea. Maria meditava tutte queste cose nel suo cuore. Sarà che Dio si era dimenticato del suo popolo? Sarà che era diventato sordo al grido degli oppressi? Le sembrava di diventare pazza, quando all’improvviso la sua casa fu invasa da una luce e si udì una voce: Gioisci Maria, il Signore è con te! Non avere paura. Nessuno vuole farti del male. Anzi, puoi ritenerti fortunata. Dio ti ha scelta per essere la Madre del Salvatore.

Sorpresa totale! Proprio lei, così piccola e in­significante, viene invitata ad essere la madre del liberatore dell’umanità. Non le sembrava possibile. Doveva esserci un errore. Forse l’angelo aveva sbagliato indirizzo. Capitava spesso. A Nazareth le case erano tutte uguali. Doveva trattarsi sicuramente della vicina che non desiderava altro che abbandonare quel posto malfamato.

– Come è possibile se non sono ancora sposata? Non avere paura, Maria! A Dio nulla è impossibile. Anche tua cugina Elisabetta, così anziana, è già al sesto mese di gravidanza, mentre tutti sapevano che non poteva aver figli.

Maria non aveva più scuse da trovare. Le tremavano le gambe, ma non ci pensò due volte. Si consegnò nelle mani di Dio.

– Ecco l’ancella del Signore. Si faccia di me secondo la tua parola.

E tutto questo, forse, può sembrare ovvio, o forse poco, ma le cose non stanno affatto così! Nulla è ovvio e neppure banale quando Dio e l’uomo si alleano!

Maria conosce bene, anzi benissimo, la cultura, le leggi e le tradizioni del suo popolo. Maria sa, perché lo avrà visto tante volte, la fine che fanno, tra la sua gente, le donne adultere, donne in attesa di figli fuori dal matrimonio: vengono uccise con la lapidazione in una pubblica piazza. Maria lo sa. E allora che fa? Si nasconde? Si trucca per non mostrare la verità che c’è nel suo grembo o del suo viso che diventa sempre più bello? Scappa? Chiede a Dio di cambiarle nazionalità? Chiede a qualcuno un modulo di protezione particolare? No, Maria continua la sua vita di povera ragazza di Nazareth. Continuerà a fare le pulizie di casa, andrà ancora a fare la spesa, andrà al pozzo a prendere l’acqua e dovunque andrà sentirà come un insopportabile alito pesante il chiacchiericcio delle sue amiche, delle comari sempre presenti e con la parola pronta a ferire: ma guarda quella lì, sembrava una santarellina e invece …!!!

Maria sa che ad ogni istante potrà essere acchiappata per i capelli, venire trascinata in una piazza e lì venire lapidata. Maria sa che il suo “Sì” al Signore le può arrecare la morte, una morte vera e non presunta. Eppure, va avanti con coraggio, a testa alta. non arretra di un millimetro, non cambia nulla delle sue abitudini, se ne infischia di quello che potranno pensare gli altri, lei sa di non avere fatto nulla di male, assolutamente nulla. Lei sa che con la sua povertà arricchirà la terra e la inonderà di pace e salvezza: il suo grembo contiene tutto questo. Lei sa pure che il Dio dei suoi padri non la abbandonerà perché è il Fedele.

Lei è pura, lei è generosa, lei ha imparato a guardare la vita da lassù, lei, ancora piccola, ha già imparato a volare alto, molto alto nella vita, guarda già la vita dalla stessa prospettiva di Dio. Maria donna di grande coraggio, di un coraggio sovrumano, capace di sfidare tutto e tutti. Lei non si ferma, non ha paura.

Quante cose ci insegna questa piccola donna, di un piccolo paesino, abitante una piccola casetta, che con una piccola parolina (“Sì”) … ha saputo cambiare alla grande il mondo intero, e per sempre.

Guardiamo, perciò a Maria per imparare cosa vuol dire avere coraggio di testimoniare l’amore di Dio, osare nella vita, avere ideali e valori nei quali credere, per i quali lottare e persino morire, se necessario.

Maria, non una piccola donnina dal collo storto, non una persona imbottita come un salame immangiabile con una fede bigotta, non una creaturina spaventata, non una chiacchierona di cose sacre …, ma grande donna di grande coraggio. Vera figlia dell’umanità, vera sposa di Dio. Vera creatura e vera Madre del suo Creatore. Che modello per ognuno di noi!

Maria persona straordinaria, diremmo “una bella persona” – un giorno suo Figlio, anche lui sarà “il pastore bello” -, persona che da duemila anni fa sognare e scuotere le nostre coscienze e ci spinge e stimola a sognare con i sogni di Dio.

A Nazareth, c’è un detto che tutti, ebrei, cristiani e musulmani, amano dire: “Le ragazze di Nazareth sono le più belle del mondo perché tutte un po’ somigliano a Maria! “.

 

Scena dell’Annunciazione Serie Jesus Mafa, Camerun (Africa)

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