Che parrocchia siamo. Che comunità vogliamo essere.

Lunedì  8 febbraio ore 20,50
SERATA DI FORMAZIONE (online) per tutti

CHE PARROCCHIA SIAMO.
CHE COMUNITA’ VOGLIAMO ESSERE.

ASCOLTEREMO LA REGISTRAZIONE (solo audio) della riflessione che Serena Noceti, teologa, ha proposto al Consiglio Pastorale Diocesano il 30/01/2021

il link per il collegamento https://meet.google.com/mik-foby-ukg 

Serena Noceti

Sintesi Consiglio Pastorale – 18 gennaio 2021

(a cura di Fulvio)

Il tema principale del Consiglio Pastorale del 18 gennaio 2021 riguardava la vita parrocchiale nel momento attuale. Erano state date alcune domande di riferimento:

  • Cosa significa essere comunità?
  • Perché essere comunità?
  • Quali contenuti offrire alla comunità?
  • Come vivere la dimensione comunitaria stante la situazione attuale?

 

Sintesi degli interventi

  • Il Consiglio pastorale, in diversi interventi, ha evidenziato che la Comunità del Crocifisso ha una sua identità consolidata e mai smarrita.
  • La nostra esperienza di fede non deve avere interruzioni. Bisogna essere e continuare ad essere comunità perché viviamo il nostro essere cristiani nel momento contingente in piena unione con il Signore. Così come siamo parte di Cristo dobbiamo allora essere fratelli e vivere la fede adesso.
  • La situazione contingente della pandemia, però, fa emergere la necessità di imparare a scoprire il prossimo e di relazionarci con lui per sviluppare la fraternità che viene ancor prima della comunità.
  • L’azione comunitaria deve aiutare a riscoprire la fede vissuta nella dimensione umana del quotidiano e va rivolta a tutti (famiglie, operatori, associazioni e tutti coloro cui possa essere destinata la Parola di Dio).
  • La nostra azione di fede deve trovare applicazione adesso, nonostante le difficoltà e le limitazioni: se ci dovessimo disperdere potremmo rischiare di perdere fratelli.
  • Attiviamo la vista. Scorgiamo chi ci sta accanto. Sappiamo individuare i bisogni e le esigenze dei nostri fratelli. Alimentiamo occasioni di incontro e di confronto utilizzando i mezzi che oggi ci vengono messi a disposizione (piattaforme, app).
  • La comunità fondata sull’annuncio della Parola nella esperienza parrocchiale e nella vita di ognuno di noi, deve trovare il suo fondamento su tre pilastri: Annuncio, Eucarestia, Carità. Questi tre pilastri debbono aiutarci a superare le fatiche e andare oltre le dinamiche che fino ad oggi ci hanno accompagnato: dobbiamo trovare strade nuove e percorrerle in modo diverso perché i tempi dell’oggi non sono quelli di ieri. Ciò che abbiamo sempre fatto non sarà ciò che oggi possiamo fare.
  • Impariamo a confrontarci con i nostri vicini. Questo significa che l’esperienza della Zona Pastorale e del Vicariato sono l’occasione da cui mutuare l’esperienza vissuta da altri nella esperienza comune di difficoltà attuale. Impariamo anche da ciò che altri nostri confinanti stanno facendo in questo momento.

il servizio del Lettore della Parola di Dio

intervento di Rino Morri
nella “Domenica della Parola di Dio”
(24 gennaio 2021)

Buongiorno a tutti, mi chiamo Rino, ho sempre fatto parte di questa comunità e sono uno dei due lettori istituiti che attualmente ci sono in parrocchia, per questo mi vedete spesso a proclamare la Parola, ed oggi mi è stato chiesto di condividere con voi alcune riflessioni sulla mia scelta.
Il ministero del Lettorato, che viene conferito dal Vescovo e che Papa Francesco ultimamente ha reso accessibile alle donne, venne istituito dopo il Concilio dove si era preso atto che era arrivato il momento di far sì che i laici avessero accesso alla Parola di Dio.
Nel decreto di istituzione si legge: “Il lettore istituito è il ministro della proclamazione della Parola, deve proclamare cioè, deve dire a voce alta, a nome di un altro, a favore degli altri”.
Io ho iniziato nel 1984, dopo un periodo di preparazione con incontri mensili in Seminario, fra l’altro se non ricordo male uno dei sacerdoti che teneva il corso era don Renato. A chi mi chiede perché ho scelto di fare il lettore, rispondo sempre: “Per vocazione di don Tonino”, il vulcanico parroco che aveva rivoluzionato la nostra calma vita parrocchiale e fatto prendere in mano la Bibbia. Alle mie obiezioni, non sapevo nemmeno cosa fosse il lettorato, mi rispose: “Vai, poi strada facendo imparerai”, e devo riconoscere che non aveva torto, se si aspetta di essere pronti, di essere formati non si parte mai.
E’ dopo l’istituzione che mi sono reso conto che della Parola di Dio ne sapevo veramente poco, allora ho cominciato a leggere la Bibbia, cosa non facile… anche per il poco tempo disponibile, e devo dire di aver accantonato l’idea e ricominciato piano piano trovando aiuto in alcuni impegni concreti:
-Ho cominciato a far parte dell’equipe liturgica, dove si preparavano le liturgie per le domeniche in cui si celebravano momenti forti del cammino pastorale, all’inizio partecipando come spettatore muto, poi nel tempo aiutato dal clima di amicizia mi sono inserito, forse anche troppo e qui che ho imparato che una liturgia non è riuscita quando tutto è perfetto, ma quando riesce a coinvolgere e valorizzare ciò che ognuno prepara, lasciando anche spazio alla spontaneità e agli imprevisti.
-Essere stato, ancora una volta per scelta dello stesso prete di cui sopra, animatore delle piccole comunità, ed anche qui devo dire grazie a chi mi ha spinto a farlo, perché questi incontri con al centro la Parola di Dio mi hanno aiutato ad approfondirla ed il confronto con gli altri mi ha fatto prendere coscienza che i miei dubbi, le mie difficoltà erano anche le loro, inoltre si è instaurato un clima di amicizia che ci accompagna ancora oggi. (Oggi le piccole comunità sono in crisi, non solo per il covid, dovremmo ridargli vita). Salto un lungo periodo di tempo fatto di incontri vari, cambio di parroci, ed arrivo al momento in cui ho lasciato il lavoro; avendo più tempo ha disposizione ho approfondito la ricerca della Parola con la lettura del Vangelo del giorno e relativa riflessione, oggi ne abbiamo tante a disposizione, è un aiuto per affrontare in modo diverso la giornata.
In questi ultimi tempi mi hanno fatto riflettere due interventi in modo particolare. Uno del Vescovo Francesco, che nei pellegrinaggi diocesani ci ha invitato a chiederci: “Quale volto di Dio ci portiamo nel cuore? Con quale volto di Dio ci siamo incontrati?”.
Poi una riflessione di padre Ermes Ronchi che afferma: “Siamo burocrati delle regole… e analfabeti del cuore”. Sì la mia, la nostra fede, troppo spesso è legata a delle regole a dei precetti, fatto questo sono a posto.
Di fronte a queste provocazioni ti viene voglia di prendere in mano il Vangelo e scoprire quale volto del Padre Gesù ci ha svelato e trovare un Padre che non ci cataloga secondo le regole, a volte pesanti, che come uomini e come Chiesa ci siamo dati, ma un Padre che ci ama prima di tutto e al di sopra di tutto, è solo l’amore che lo muove. Sceglie uomini peccatori come noi per costituire il primo nucleo della Chiesa, non condanna mai nessuno, ricerca, ama, perdona. Attraverso questa Parola scopro ogni giorno di essere amato e per questo, se lo voglio, posso amare e cercare di cambiare me stesso invece di voler cambiare gli altri.
L’ultima riflessione riguarda la Messa, per me è importante prepararmi leggendo le letture che verranno proclamate la domenica, oggi si discute se lasciare o togliere i foglietti, io penso sia più importante arrivare preparati, si potrebbero proporre degli incontri sulle letture della domenica. Il cammino da fare sembra difficile, io ho trovato aiuto in un’altra espressione di padre Ermes Ronchi: “Non pretendiamo di fare tutto in una volta, ma un piccolo passo alla volta è possibile per tutti”.

Spero di non aver approfittato della vostra pazienza, grazie e buona domenica della Parola.

Equipe liturgica – online

giovedì 28 Gennaio alle ore 18 ci incontreremo online come equipe liturgica.

L’ordine del giorno sarà:

– 31 Gennaio (giornata della promozione umana);

– 2 Febbraio martedì  (Candelora);

– 7 Febbraio (giornata della vita);

– 17 Febbraio mercoledì delle Ceneri (inizio Quaresima).

 

Ecco il link per il collegamento  https://meet.google.com/hdx-tedk-wcz

gruppo Primo Annuncio

Oggi si è riunito per la prima volta il nuovo gruppo di catechismo chiamato del “Primo Annuncio”, cioè i bambini che iniziano il percorso di Iniziazione cristiana. Incontro di conoscenza e di preparazione al Natale. I nostri nomi formano una catena e siamo tenuti uniti da Gesù.

Nick, ragazzo di pace

Quando Nick sfrega il talismano che gli ha regalato il nonno Adelmo entra in un mondo fantastico dove può vivere avventure nei panni di qualche animale. Vive così delle esperienze che lo cambiano, lasciandogli capacità che non credeva di avere. Entra in azione; riesce a cambiare le situazioni che vive, le persone che gli stanno intorno. Comincia a maturare in lui un frutto dello Spirito!

 

A occhi bassi

Era suonata la campanella: il momento dell’intervallo. Tutti i ragazzi si erano spinti sul corridoio, tirando fuori la voce dopo tre ore di silenzio.

Quel mercoledì era stato il giorno della verifica di matematica; con la professoressa Rivetti non c’era possibilità di copiare.

Come al solito aveva esagerato con gli esercizi e con le difficoltà; a che scopo? Nick si era appoggiato al muro, come per farsi sostenere in tutta la sua stanchezza.

Continuava a chiedersi che senso avesse mettere nella verifica degli esercizi che la professoressa non aveva spiegato e che nessuno sapeva fare.

La scuola per Nick era dura; non sopportava di dover studiare le materie che non gli interessavano. A testa bassa gli arrivò un discorso alle orecchie; riconobbe subito la voce di Pietro.

«Professoressa, devo dirle che durante la verifica Luisa e Nick hanno copiato; sono proprio davanti a me di banco. Mi scusi, ma ho pensato di doverglielo dire».

Nick sentì le mani tremare e una forza dentro che non pensava di avere. Appena la professoressa si allontanò si buttò sopra Pietro come un leone su un coniglio: le mani spingevano forte le spalle di Pietro, ormai a terra. La fronte pulsava, aumentava il sudore:

Nick sentiva la voce uscirgli da dentro, ma senza poter distinguere le parole… In quel momento cadde a terra il talismano che Nick aveva messo in tasca prima della verifica, come portafortuna: gli occhi caddero subito sulla sua forma.

Come per istinto, Nick staccò le mani dal corpo di Pietro e con la destra prese il talismano: lo strinse forte nel pugno. Un attimo dopo sentì un suono magnifico dentro le orecchie e …

… provò il sapore aromatico dei germogli del ginepro, delle tuie e del tasso, insieme agli insetti che erano stuzzichini deliziosi e che la sua nuova forza d’orso gli permetteva di trovare facilmente.

Infatti, grazie ai suoi artigli lunghi ben consolidati e ai potenti muscoli delle zampe anteriori, poteva sventrare un tronco in pochi secondi, facendolo letteralmente a pezzi. Ingoiò centinaia di formiche con il loro gusto acidulo e le grasse, succose larve di coleottero che scovava abilmente nel legno marcio con il muso e con la punta della sua lingua particolarmente morbida e sensibile.

Era un abile cacciatore di piccole prede: topi, scoiattoli, lepri e qualche visone. Sapeva pescare nel fiume con abilità straordinaria: le rane, le trote, i gamberi servivano a nutrire il suo gigantesco corpo di più di trecento chili. Tutti gli animali della foresta avevano il terrore di incontrarlo, anche le linci e i lupi.

Un mattino, mentre cercava qualcosa per calmare il suo formidabile appetito, si accorse di un giovane cacciatore indiano che stava seguendo le sue tracce.

Portava a tracolla una faretra piena di frecce e stringeva in pugno un arco ben bilanciato. Nick-orso capì il pericolo che correva e, facendo attenzione a non far rumore spezzando rami secchi, correndo sul muschio, si immerse in una macchia di cespugli fitti e intricati.

Il cacciatore però era molto abile e trovò le sue tracce. L’orso era tormentato dalla fame e dalla sete. Mise in atto un comportamento astuto (ma molto umano): uscì dai cespugli e, camminando all’indietro, si diresse verso il torrente, ricco di pesci e di acqua. Così le sue tracce sembravano provenire dal fiume. Il giovane cacciatore in un primo tempo si fece ingannare. Poi, sbalordito dal comportamento così stranamente astuto dell’orso, riprese a braccarlo.

Nick-orso si dissetò al torrente e si saziò con alcune grosse trote.

Stava frugando tra le pietre per cercare qualche appetitoso gambero, quando un sibilo maligno tagliò l’aria.

La freccia gli penetrò nella spalla e la ferita cominciò a sanguinare. Furioso per il dolore, l’orso si raddrizzò in tutta la sua altezza sulle possenti zampe posteriori per meglio vedere dove si trovava il nemico e fulmineo, nonostante la mole, caricò con tutta la sua forza, non appena vide una sagoma muoversi tra gli alberi.

L’attacco fu così rapido che quasi subito sentì il corpo del cacciatore sotto di lui, schiacciato dal suo enorme peso. Avrebbe potuto stritolargli la testa come fosse una nocciolina, ma in quel momento sentì il cuore del cacciatore che batteva disperatamente.

Barrì facendo tremare l’aria e alzò la micidiale zampa. Una frazione di secondo prima di calarla sul capo del cacciatore, si fermò.

Poi si rialzò e si dileguò nella foresta, lasciando, con un gesto di pura bontà, la vita salva a chi aveva tentato di togliergli la sua. Ritornò ai piedi della montagna, dove c’era una caverna. Si leccò la ferita e tentò di strappare via la freccia con i denti. In quel momento, un’altra micidiale freccia gli trafisse il cuore e lo privò della vita.

Ebbe il tempo di pensare che il giovane cacciatore non aveva capito niente.

«Ora so che cosa devo fare!»

La fronte tornò a pulsare, e Nick sentì di nuovo il contatto con il pavimento. Pietro era davanti a lui, per terra, terrorizzato. Intorno si era formato un gruppo di ragazzi; tutti curiosi di vedere come sarebbe andata a finire. Nick incrociò lo sguardo di Luca; aveva il cellulare in mano, pronto a filmare una rissa.

«Ora so che cosa devo fare!». Nick guardò Pietro, muovendo la testa con un cenno di resa: «Lasciamo stare, pensa come vuoi, ma io non ho copiato e comunque nessun altro qua dentro avrebbe mai avuto il coraggio di dire ‘ste cose alla professoressa». Pietro restò in silenzio. Nick si allontanò tranquillo. Pensò: «Nessun rancore».

Nessuno di loro due avrebbe mai immaginato che il giorno dopo sarebbero stati insieme nel gruppo di studio, impegnati a risolvere un dannatissimo esercizio di matematica.

Nessuno dei due avrebbe immaginato che solo il loro gruppo sarebbe riuscito a trovare la soluzione all’esercizio. Come amici; chi lo avrebbe immaginato?

«Dirigo i miei passi sulla via della pace» (cf Luca 1,79).

La pace ci rende fratelli in Dio, Padre di tutti.

Il nostro frutto e la pace,

pane con cui cresce la fratellanza.

Mostra del ricamo 24-25 ottobre 2020

Anche quest’anno il nostro Gruppo Ricamo viene a stupirci con le sue creazioni.

La mostra è aperta SABATO 24 ottobre dalle 15,30 alle 19 e DOMENICA 25 ottobre ore 9-12 e 15,30-19.

Nel rispetto della normativa anticontagio

Omelia e Saluto dalla Messa del 20 giugno

Proponiamo l’omelia e il messaggio di saluto di don Eugenio nella Messa celebrata sabato 20 giugno alle ore 18.00

Omelia

Messaggio di Saluto

Un saluto a don Eugenio!

Il video con i saluti a don Eugenio da parte della nostra comunità, proiettato sabato 20 giugno dopo la S.Messa.

Si ringraziano tutti i partecipanti e Lorenzo Tufano per il montaggio!

 

Messaggio di saluto da parte dell’Azione Cattolica della parrocchia, letto alla fine della Messa di saluto di Sabato 20 giugno.

Rimini, 20 giugno 2020

Caro don Eugenio,
con la mia voce ti porto il saluto di tutti i bambini, ragazzi, giovani, adulti, genitori, educatori e responsabili dell’Azione Cattolica della nostra parrocchia.

Innanzitutto: grazie. Grazie perché in questi cinque anni hai camminato con noi, di fianco a noi, davanti a noi, alla nostra comunità.

Quando una persona cammina, lascia un’impronta, una traccia di sentiero. E se più tempo batte un percorso, più profonda e nitida sarà la traccia.

E quali tracce ci lascia don Eugenio? Proviamo ad individuarne alcune.

Essere presente.

La prima differenza “evidente” di una persona la fa la disponibilità. Esserci o no, fa la differenza. Ti ringraziamo perché ci sei stato, anche nei momenti in cui eri a Roma per studiare. Campeggi estivi, programmazioni, incontri, chiacchierate in parrocchia, due parole nel tuo studio,…

Ascolto e cura.

Quando le persone si sentono ascoltate, si sentono accolte. E ciò contribuisce a quel senso di cura che noi laici cerchiamo nella figura del sacerdote. Almeno noi laici di AC cerchiamo. Non il sacerdote manager ma il sacerdote pastore che “conosce le sue pecore e le sue pecore conoscono lui”. Anche se il pastore a cui si riferisce il brano evangelico è, non te ne voglia male, sicuramente più buono di te.

Una fede autentica, generosa e creativa.

Non è semplice dare prova della propria fede, perché sappiamo tutti che non è più grande di un granello di senape. Ma è grande abbastanza perché si possa vedere incarnata nel tuo essere sacerdote, padre e fratello maggiore spirituale.
Generosità, creatività, operatività e anche tanta simpatia sono sicuramente aspetti che hanno caratterizzato il tuo ministero in questi anni. Continua a custodirli sempre!

 

E ora che sarai di là, ad un paio di km dalla nostra parrocchia, non ti libererai facilmente di noi. Suona come una minaccia, ma tanto sai che ci piace fare delle cose con San Raffaele (eh sì che loro sono bravi!). E ora che ci sei tu di là al capo della baracca, ci piacerà ancora di più!

Allora, per citare il mitico Bilo di cui prenderai il posto, “stai sereno!”… Ma non perché sarà semplice, ma perché siamo sicuri che il Signore è con te e ti custodisce nel tuo ministero.

Siccome questo non è un addio, ti salutiamo con un meno solenne “arrivederci signor parroco!”

Tutta l’Azione Cattolica del Crocifisso

Cinque anni al Crocifisso!

Abbiamo intervistato qualche settimana fa il nostro ormai ex “viceparroco” insieme a don Renato.

Un bilancio di questi cinque anni al Crocifisso di don Eugenio, ormai parroco nella vicina parrocchia di San Raffalele, alcuni aneddoti e sfide per il futuro.

Un’intervista doppia tutta da guardare!

 

Crocifisso su IcaroTV

Conclusione streaming della fase 1

Si conclude con questa domenica l’appuntamento domenicale che dall’8 marzo accompagna la nostra parrocchia e la parrocchia di San Raffaele con la Santa Messa in streaming nella fase 1 della pandemia.
 
Con questo breve video vogliamo ripercorrere questo tempo dove sono cambiate tante cose nella nostra vita comunitaria e che da domani cambiano ancora.
 
Ringraziamo i nostri sacerdoti don Renato, don Giuseppe e don Eugenio e anche i diaconi Roberto e Luigi che hanno deciso di continuare a celebrare, pur senza i fedeli in chiesa, ma nei loro soggiorni, la S. Messa e i momenti della Settimana Santa.
E anche chi ha curato la parte tecnica della “messa in onda”.
 
Almeno due cose abbiamo imparato:
-camminare e pregare insieme tra le nostre comunità si può ed è cosa buona, come ci chiede il nostro Vescovo, verso la Zona Pastorale.
– la famiglia è la vera Chiesa domestica, dove si vive come primo posto l’essere cristiani
(e che si può sorridere durante la Messa… come ci dimostra il video)
 
Speriamo di non perdere questi insegnamenti con la fase 2 e le altre fasi che verranno…
Anzi, come diceva don Renato, usando una metafora attualissima: cerchiamo di tornare alla “fase 1” della fede, quella dove si contagiano le altre persone (non con il virus, che chiaramente dovremo continuare a combattere con responsabilità).
 
 Filippo P.

Cari Nonni – Giornalino durante la pandemia

Durante il LockDown imposto dal Covid-19 abbiamo proposto il giornalino straordinario “Cari Nonni”, settimanale per essere vicini agli anziani senza internet.

“Vi invitiamo a farlo girare anche sulle chat perché chiunque ha in casa una stampante (anche in bianco/nero va bene) possa farne una copia da mettere nella cassetta della posta, o sotto la porta di una persona vicina di casa anziana che non usa internet per essere vicini a queste persone a nome della parrocchia”.

 

Scarica qui i numeri:

Cari Nonni numero 1 – Sabato 18/04/2020

Cari Nonni numero 2 – Sabato 25/04

Cari Nonni numero 3 – Sabato 2/05

Cari Nonni numero 4 – Sabato 9/05

Cari Nonni numero 5 – Sabato 16/05

Auguri Berto!

Ieri, lunedì 4 maggio, era il compleanno del mitico Berto.

Sagrestano e campanaro di lunga data, non è dato conoscere quale sia il suo vero nome e la sua età, però fatto sta che è il parrocchiano più popolare e conosciuto nella nostra comunità!

Grazie Berto e auguri!

Saluti dal Campanile

Oggi vi portiamo in cima al campanile le nostre campane avevano “tirato troppo la corda”
Abbiamo cambiato le corde alle 3 campane: l’usura della corda ci aveva lasciato martedì scorso una sola campana “suonante”. 75 metri di corda in totale.
Sono tutte e tre pronte a suonare di nuovo!
La, Mi, Sol: le note delle tre campane rispettivamente della piccola (lato nord), grande (centrale), media (lato sud)